venerdì 18 gennaio 2008

Cliccate, se volete...

Una cara amica mi segnala che QUI si può sottoscrivere una lettera di solidarietà ai firmatari dell'appello relativo alla partecipazione del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza.

Anche QUI e QUI ci sono informazioni interessanti.

Se poi volete leggere le doglianze del buon Uolter, le trovate QUI.
Munitevi di bicarbonato, prima.
Il nostro Buonista per eccellenza non spende una parola per i docenti firmatari ma afferma, anche lui con le terga al vento, che
ha perfettamente ragione, chi ieri ha scritto, commentando un esito che sa di censura, di rifiuto del dialogo e del confronto, che è qualcosa si è rotto, che è avvenuta una cosa inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione.

Credo che non ci sia bisogno di commenti.

33 commenti:

  1. le cose impegnative domani, ora ti volevo fare un salutino ;o)

    buona serata bella!

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  2. Ovviamente la prima cosa che ho fatto è stato firmare la petizione, grazie cara amica di avercene dato la possibilità, ancora non l'avevo vista!

    Per il resto, mi pare che ne abbiamo dibattuto a sufficienza...


    Un abbraccio

    Mauro

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  3. be a sentire veltroni il papa sembrerebbe un perseguitato religioso, vittima sacrificale dell'intolleranza!

    Altro che bicarbonato elenamaria, qua ci vuole una lavanda gastricaaaaaa!

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  4. Firmerò.

    Peggio le doglianze di Mussi, di quelle oramai ovvie di Veltroni, ....Mussi che dovrebbe dar vita alla magnifica "sinistra" con rifondazione e, forse, gli altri.

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  5. Clicco tutto e ovviamente sottoscrivo. La mia bile, per la cronoca, sta raggiungendo picchi di sofferenza inusitata; siamo ad un passo dalla secessione. La sua.

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  6. Ciao! grazie!! un saluto da Rasputin! Redcats

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  7. Firmerò, e a mia volta diffonderò la cosa.


    Bel blog, complimenti,

    angela

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  8. Uolter stà contando i voti che ha perso!

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  9. Molti hanno strumentalizzato questa vicenda, da una parte e dall'altra. Io dico una cosa: se si crede nella libertà di parola, si crede nella libertà di Parola: punto. Quel che viene detto in più, è ipocrisia, e va chiamata col suo nome: punto.

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  10. @Anarcadia, il discorso della libertà di parola è stato rigirato e usato in ogni modo possibile. In un altro commento suggerivo la lettura di questo articolo

    http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index.php?id=653

    che rispetta molto bene il mio pensiero.

    Che poi libertà di parola=libertà di opinione, vero? ;-)

    Grazie, sai, i tuoi interventi fanno sempre piacere a 'sto blogghetto

    :-D


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  11. Ho molto rispetto per i valdesi, cui peraltro, pur essendo cattolico, verso volentieri il mio 8x1000. In questo caso chi scrive dice un'enormità, perchè il fatto che Egli pretenda la verità (è poi vero? La Chiesa Cattolica professa di essere la rètta custode e la rètta proclamatrice della Rivelazione, ma il discorso sui contatti tra la Sua missione e la Sua opera politica rientra nei tèrmini del dibattito teologico, che sarebbe lungo approfondire qui) per sè, rientra nell'àmbito della Sua libertà di pensiero e quindi anche nell'àmbito del discutibile: che ci fosse spazio o meno per il confronto, poi, sarebbe dipeso dal "padrone di casa", il Magnifico Rettore, artefice, peraltro, dell'invito stesso. Si può discutere sul fatto che sarebbe stato opportuno che il Rettore si confrontasse con i suoi docenti, prima di inoltrare l'invito? Benissimo, ma allora questa protesta sarebbe stata opportuna anche in altre circostanze. L'episodio è stato strumentalizzato da più parti, RUini compreso? Benissimo, ma questo non infìcia il principio liberale della libertà di pensiero, e quindi di parola.


    Il Papa sarebbe per assurdo in diritto di considerarsi il dio del cielo e della terra, perchè rientra nella sua libertà di pensiero: negargli la parola in virtù di una non condivisione delle sue presunte pretese, è illiberale, e chi lo fa si macchia perciò della stessa colpa di cui accusa il Sommo Pontefice.

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  12. @Anarcadia. Il papa, in nome della libertà di pensiero e di parola, ha diritto di credersi chi vuole e di credere ciò che vuole. I docenti di fisica hanno tutto il diritto di rivendicare una laicità dell'ambito e nell'ambito universitario che l'invito del rettore ha messo in discussione. La lettera dei 67 scomunicandi, tra l'altro, è stata scritta a novembre e non conteneva nessun intento di censura.

    Senza pretese, eh... sennò ci si incarta...

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  13. "I docenti di fisica hanno tutto il diritto di rivendicare una laicità dell'ambito e nell'ambito universitario che l'invito del rettore ha messo in discussione"


    1) rivendicare il diritto alla laicità in un episòdio in cui essa non è compromessa, mi pare pretestuoso;


    2) la laicità non è compromessa dall'esistenza di un culto, bensì dall'imposizione di esso a norma comune: mi spieghi dove fosse compromessa? Se bastasse la professione di un'ideologia illiberale, per compiere un ATTO illiberale, si finirebbe con i processi alle intenzioni, che coinvolgerebbero peraltro sia i comunisti che i fascisti, oltre a molti culti (non tutti, in effètti).


    3) Minacciare contestazioni è un modo di fare prevalere l'arroganza sul diritto: ciò è giustificabile, in uno stato liberale, solo come gesto di legittima difesa. Da cosa ci si difendeva? Il Papa non avrebbe proclamato la conversione dell'Italia in una teocrazia, ne' l'acquisizione delle strutture universitarie da parte della Santa Sede: il programma prevedeva un discorso sulla pena di morte, e questo lo si sapeva pure, da novembre.


    4) L'università è luogo di confronto universale, e dell'universale fanno parte le parti, appunto: il cattolicesimo esiste, quindi è uno degli aspetti della realtà. Non mi stupirebbe (ma è un'illazione, me ne rendo conto) che molti di coloro che hanno dato addosso al Papa si siano in precedenza anche lamentati perchè nessuno accoglieva il DalaiLama, altro monarca assoluto di uno stato teocratico (sebbene ora in esilio forzato), e cioè del Nepal. Sarebbe il colmo dell'ipocrisia e la somma dimostrazione della pretestuosità della polemica.


    5) Detto ciò lo ribadisco, tutto questo mi pare davvero strumentale: tralaltro non è forse un caso che la promozione del tutto sia partita dalla facoltà di fisica, dato che lo UAAR annovera tra le sue file diverse personalità di quell'àmbito di ricerca.

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  14. @Anarcadia. Rivendicare la laicità che rischiava di essere compromessa, dunque. Certo. Un leader religioso, espressione di una verità aprioristica ed autoconsistente, forte del dogma dell’infallibilità, che va a tenere una lectio magistralis (senza dibattito né contraddittorio) con benedizione, nella maggiore università di uno stato laico che non è il suo, in occasione di una inaugurazione, cioè in un contesto nel quale un Ateneo traccia le linee programmatico-culturali dell'anno accademico, se non vuol metterla in discussione, ‘sta laicità, ci sta almeno provando. Era ingerenza. E la contestazione scaturiva dall’ingerenza del Vaticano nella vita politica italiana, dai diritti negati alle coppie omosessuali, alle ultime esternazioni della CEI sulla moratoria relativa all'aborto.

    Un leader che non ha il coraggio di affrontare il dissenso, che leader vuoi essere? Di una massa di pecoroni? Se una lettera di professori, e alcuni striscioni di studenti, sono stati paragonati a una manifestazione di intolleranza per impedire l’arrivo del papa, allora vuol dire che l’ intolleranza c’è (reale!) nei confronti di chi non si riconosce nelle parole del papa (gli atei responsabili di crimini orrendi, mediocri, imbecilli, barbari, cretini e via dicendo).

    Rivendico il diritto al dissenso e a manifestarlo. Dissenso non è intolleranza. Non siamo in dittatura, credo. Almeno non ancora.

    In quanto al Dalai Lama, converrai che il discorso si allargherebbe, e di molto. Anarcadia, qui, nella mia città, quando c’era Giovanni Paolo II, il Dalai Lama entrò, invitato, nelle chiese. Ora, alle sue richieste di incontrare “chi voglia incontrarlo”, nelle stesse chiese, per pregare insieme, per parlare e confrontarsi, non per fare apostolato, chè non mi pare sia il suo scopo, gli hanno risposto no-grazie.

    Ciao vado a scuola, giornata lunga, oggi!

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  15. Ops, scusa, so che è lungo, ma lo rèputo necessario: ti prego di onorare il mio impegno con la tua attenzione, Elenamaria! :D


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    19) "...alle sue richieste di incontrare “chi voglia incontrarlo”..."

    -a maggior ragione, dovresti convenire con me: il Dalai Lama (sant'uomo sicuramente, per carità) si è proposto, mentre il Papa no, perchè E' STATO INVITATO;


    20) "...nelle stesse chiese..."

    -su questo ho già detto abbastanza in 1), credo;


    21) "...per pregare insieme..."

    -anche qui a maggior ragione, dovresti convenire con me: difendi il Dalai Lama e le sue preghiere ed attacchi il Papa e la sua benedizione alla fine di un discorso sulla PENA DI MORTE?? Ammetterai che dai l'impressione di muovere un attacco pretestuoso, i cui argomenti (da me smantellati, io credo) sono solo una coperta troppo corta alla verità: vai a simpatie anche nel riconoscere il diritto di parola, punto e basta;


    22) "...per parlare e confrontarsi..."

    -indovina? Le modalità dell'incontro le scelse il Magnifico Rettore, sono stanco di ripeterlo;


    23) "...non per fare apostolato..."

    -neanche il Papa era lì per fare apostolato, ma per tenere un discorso sulla pena di morte: un uomo che parte dal presupposto delle sue convinzioni fa per forza apostolato, se lo si intende in senso ampio: anche tu ed io lo facciamo, in senso ampio, perchè qualcuno può essere persuaso dalle nostre opinioni, sentendoci parlare. E allora? Se invece intendi apostolato "in senso stretto", è chiaro che il Papa andava là per parlare della pena di morte, e quindi hai torto;


    24) "...chè non mi pare sia il suo scopo..."

    -dovresti averlo ascotato, per poterlo dire, così come avresti dovuto ascoltare il discorso di Sua Santità Benedetto XVI, prima di criticarlo: così si fa, in un paese libero. Perfino i musulmani, all'incidente di Ratisbona, aspettarono che il Papa parlasse, prima di dare il via alle manifestazioni: l'episòdio de La Sapienza si è mostrato a mio avviso di un integralismo peggiore del loro, per questo;


    25) "...gli hanno risposto no-grazie..."

    -ho già detto perchè non credo che si possa sindacare sulla buona fede di chi fa certe scelte: non è possibile, semplicemente;


    26) "...Ciao vado a scuola, giornata lunga, oggi!"

    -Ciao a te e buona giornata, spero tu non confonda il mio risponderti a tono con un astio personale nei tuoi riguardi: è solo discussione, dove insieme si cerca la ragione condivisibile, partendo da presupposti communi. Se i nostri presupposti comuni sono, come credo, la lògica e la tutela del liberalismo, ecco, credo allora di essere stato capace di respingere le tue tesi "punto per punto". Qualora tu intendessi rispondermi, ecco, ti prego di farlo ugualmente "punto per punto", affinché io non abbia l'impressione che tu possa sorvolare sulle questioni, o rispondere a tesi argomentate con degli slogans, grazie.


    :DD




    ps: ovviamente, dato il tempo che mi ci è voluto, non te la prendere se su quell'altro tuo post ci baderò un po', per leggere il tuo link e rispondervi. Ciao!

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  16. Intanto buongiorno alla padrona di casa.


    @Anarcadia:

    una cosa non mi torna: il paragone tra il segno della croce che tu ti fai in casa mia e la benedizione alla casa (che di fatto, quando passa il prete, gentilmente rifiuto).

    Se tu ti fai il segno della croce a me non dà alcun fastidio, ma la benedizione è un atto simbolico che investe il luogo della laicità: indipendentemente dal fatto che si creda o meno, se il luogo si vuole laico, mi pare che non possa essere accettato, come non si accetterebbe alcun rito magico per scacciare gli spiriti maligni dall'università, e come mi sembra giusto che spariscano i crocifissi dalle pareti delle aule scolastiche e che invece non sia impedito allo studente di indossarne uno di due chili. Mi sembra, eh!

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  17. Uhm...fammi pensare, non saprei, forse hai ragione. C'è da dire che, in questo caso, sarebbe stato sufficiente chiedere al Santo Padre di astenersi da riti di quel tipo, no?

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  18. Mah, probabilmente il paragone da me fatto era in effètti un po' forzato, visto che la benedizione è "eterodiretta", mentre il segno di croce fa parte del mio privato. Però senti Jago, se io un giorno, dopo aver chiacchierato con te in casa tua ed invitato da te, prima di uscire ti dicessi: "Che Dio ti benedica, amico mio", tu, per caso, avvertiresti il mio gesto come un tentativo di violentare la laicità della tua casa o della tua persona, o piuttosto come il modo che mi è proprio pe trasmetterti vicinanza? E se la stessa cosa la facessi salutando nei confronti di una scolaresca i cui professori mi hanno invitato a dire la mia su una questione, Jago, giudicheresti il mio gesto come un tentativo di violentare la laicità della scuola o di quegli alunni, o piuttosto come il modo che mi è proprio per trasmettere loro la mia simpatia e le mie buone speranze? Mi sembra un'obiezione leggera, la tua, onestamente: altro sarebbe se avesse preteso di dir Messa là dentro o di imbastire un vero e proprio rituale, ma la benedizione, di per sè, è qualcosa di molto simile alle parole del mio esempio e non lo trovo qualcosa di così lesivo, no?

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  19. No, non avvertirei il tuo gesto nei miei confronti come un tentativo di violentare la laicità della mia casa. Certo qui si tratta di una sottigliezza, ma le sottigliezze a volte sono importanti. Il papa avrebbe benedetto (che poi credo sia diverso da invocare che Dio ti benedica) le persone o il luogo? Non so, devo pensarci anche io.

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  20. In realtà, anche quando si benedice il luogo, lo si fa con l'intento di benedire chi quel luogo lo vive e lo vivrà: è come se io dicessi alla tua macchina, prima di un tuo lungo viaggio in essa: "Oh, mi raccomando, prenditi cura del mio amico, eh!".

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  21. Me ne rendo conto, ma mi sembra che, qualora sia necessario mantenere la neutralità del contenitore, il discorso "Massì, ma è come benedire te" non regga più.

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  22. Potrei anche convenire (ci penserò sù), ma di fatto le benedizioni dei locali vengono di nòrma proposte dal clero solo nel periodo di Pasqua, mentre in tutti gli altri casi, senza precisa richiesta, le benedizioni sono sempre impartite sulle persone direttamente, ed il loro spirito si richiama a quanto detto sopra.

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  23. Non ho mai pensato che il Dalai Lama avrebbe titolo ad inaugurare alcunchè, nè alla Sapienza, nè in una qualunque chiesa. Per quanto mi riguarda il papa può dire ciò che vuole, credere e credersi chi vuole, anche dio in terra. Anch’io posso credermi un extraterrestre ma non vado a raccontare il mie esperienze venusiane ad un pubblico che non ha voglia di ascoltarmi e neppure impongo le modalità di vita dei venusiani ai miei vicini di pianeta..

    L’infallibilità... che ci si appelli o no, poco importa. L’infallibilità fa parte del suo essere pontefice, e se leggi il discorso successivamente diffuso, vedrai che la solfa è sempre la stessa, che la vera ragione è quella che si fa guidare dal cristianesimo, cioè da lui.


    A proposito di pena di morte… le occasioni per esprimersi contro, il papa le ha avute, a iniziare dalla moratoria,mancandole. Su questo tema ricordo le parole pronunciate dal Nunzio Apostolico a New York: il “suo uso sia necessario a proteggere la società contro un aggressore”, salvo riconoscere che “la società ha attualmente molti altri modi di proteggere i suoi cittadini.

    Dici che le modalità di partecipazione erano state stabilite dal magnifico rettore, infatti. Al rettore era inviata la lettera dei 67 docenti.

    La benedizione, poi. Se vieni a casa mia, appunto, e uscendo mi dici “che Dio ti benedica” ti sorrido e ti ringrazio pure, ma a casa mia, pari a pari, perché già se viene un prete, qualunque sia il motivo della sua visita, lo invito a risparmiarmi certi rituali che non hanno, per me, alcun significato.

    Che restino, ‘sti rituali, godimento di chi rifiutò di incontrare le Madri di Plaza de Mayo, di chi condannò la teologia della liberazione, processando Leonardo Boff nello stesso luogo dove venne processato Galileo Galilei, di chi voltò le spalle al cardinale Romero, cacciato dal Vaticano, assassinato dagli squadroni della morte, di chi ha duramente condannato i preti schierati a fianco dei sandinisti, di chi ha appoggiato il cardinale Laghi e i golpisti argentini, di chi ha taciuto sui preti pedofili (vedi Crimen Sollecitationis) di chi ammicca ai lefevbriani e nega qualsiasi spiritualità all’islam, di chi chiede (ed ottiene) maggiori privilegi e sovvenzioni per le scuola, le università e gli ospedali di proprietà della chiesa, di chi impone e sceglie insegnanti di religione cattolica pagati dalla stato, di chi confabula con il centro-destra per far cadere il governo, di chi accoglie nel family-day personaggi dall’ambiguo passato e dall’oscuro presente, di chi ospita i preganti per Cuffaro, di chi solidarizza con don Gelmini e lo difende. E potrei continuare….

    Ti saluto. Non amo i gesuitismi e i contorcimenti. Sarò pure ignorante, antidemocratica, intollerante e ipocrita. Francamente fregassai, ma mi sto annoiando un po’. E, guarda, reggo la rabbia, la stanchezza, il dolore, ma la noia mi distrugge, credimi.

    buona serata

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  24. ...e per elenamaria... stendin ovescion, please...

    aggiungo soltanto:

    - chi ha benedetto il generale Pinochet come salvatore della patria

    - chi non paga l'Ici facendo passare come luoghi destinati al culto edifici puramente commerciali

    - ecc ecc...


    Un abbraccio, cara amica

    Mauro

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  25. 'azzarola!!!

    elenì, approvo ogni tua sillaba.

    ma coltivo il sospetto che anacardia ami la polemica e non l' informazione.

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  26. @tutti:

    scusate, sono capitato qui inseguendo Anarcadia ma ora non posso esimermi dal dire che davvero - da ateo - non sono d'accordo.

    Cioè: sono assolutamente d'accordo con quello che dice Elenamaria in #24, nel senso che mi tengo nello stomaco gli stessi episodi e condivido la sua incazzatura, ma veramente non vedo cosa abbiano a che vedere con il problema discusso, che - se sbalio mi corigerete - è se l'episodio della Sapienza sia stato o meno una violazione della libertà di espressione o della laicità dell'Università.

    Anarcadia ha portato degli argomenti a sostegno della sua tesi; argomenti che, per esempio, io non sono in grado di controbattere (quando sono in grado non mi faccio alcuno scrupolo, e laddove mi è sembrato di vedere uno spiraglio ho comunque lanciato il dubbio). A me sembra che si sia comportato in modo civile, non basandosi sulla fede, come avrebbe fatto un fondamentalista, ma sulla ragione, come fa chi comunque cerca di discutere con persone diverse da sé. Francamente non posso che apprezzare un comportamento del genere.

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  27. @Jago, so che non c'è un motivo reale per cui dovrei ringraziarti (sei perfettamente responsabile di ogni tua presa di posizione, scevro di clientelarismi e nepotismi vàrii), però mi va di farlo ugualmente: grazie, davvero.

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  28. @Elenamaria:


    "Su questo tema ricordo le parole pronunciate dal Nunzio Apostolico a New York..."


    Qualora il Nunzio da te citato avesse pronunciato tali parole, Egli non avrebbe che ripreso quelle del Catechismo della Chiesa Cattolica. Per la precisione.

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  29. @Anarcadia. E allora? Non ho capito cosa vuoi dimostrare con il catechismo della chiesa cattolica.Non credo, comunque, di essere andata fuori tema, parlando di certe colpe della chiesa. Sento gli argomenti perfettamente contestualizzati. Ratzi non è un papa qualunque, e la Sapienza non è un qualunque luogo di studi. E il passato non si dimentica. Mai.


    Ci sono dei blog che sto trascurando, vado a fare un giro. Chè mi sto davvero annoiando.

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  30. Ops, ho messo un po' troppi ":", eheheh. Colpa della fretta.

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  31. @Elenamaria, io ho messo molto impegno nel risponderti seriamente, e tu stai facendo retorica da quattro soldi, io credo. Non ho mai messo in dubbio che la Chiesa abbia delle colpe: se un ladro va a rubare a casa di un assassino, l'assassino rimane assassino, ma lui diventa un ladro: è questo che è successo: i firmatari, spostando l'attenzione dall'àmbito del diritto a quello della minaccia, sono passati dalla parte del torto A PRESCINDERE da qualsiasi colpa la CHiesa possa poi avere. Se non capisci questo -scusami se te lo dico- probabilmente il mio qui è tempo perso, mi spiace...

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  32. Ricorrono spesso, nei tuoi commenti, termini quali pretestuoso, illiberale, illazioni, falsità, retorica da quattro soldi, slogans, frasi fatte, rivolte, tramite complicati sillogismi, alle mie risposte che, ti assicuro, non hanno mai avuto la pretesa di convincere nessuno, così come ‘sto blog non ha la pretesa di fare nulla del genere. Solo di chiarire il mio pensiero che, comunque tu la possa pensare, resterà invariato. So’ de coccio, che ci posso fare.

    Quando tu dici “A PRESCINDERE da qualsiasi colpa la chiesa possa poi avere…”, siamo al punto cruciale, arrivi alla tesi saltando l’ipotesi. E’ quella chiesa che i laici respingono, la chiesa che interferisce, influenza, mente, nasconde, accusa, respinge, inciucia, ammicca, complotta, condanna. Non si prescinde, non si può, sulla nostra pelle!

    Grazie a tutti per la partecipazione.


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  33. Ti ho risposto nell'altro post, mostrandoti perchè io credo che i tuoi stati d'animo siano legittimi, ma non tolgano il fatto che sulla questione "La Sapienza" hai semplicemente torto, Elenamaria.

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