Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
giovedì 21 novembre 2013
F e D
Potrei parlare del caso. E di un'amicizia nata per caso. E di amore. Di un amore unico. E di una ragazza dagli occhi pieni di sole. E di un ragazzo dai riccioli scarrufati. E di Parigi. E di tante altre cose e vite e sentimenti. Ma anche il blog, dove amo confidarmi, ha dei limiti. Resta la voglia di bestemmiare. Resta la rabbia. Resta la speranza di sapervi insieme.
Ciao Bimba, ciao Roscio. Sempre dentro di me.
Vi voglio bene. Per sempre. E quando dico sempre è sempre per davvero.
martedì 12 novembre 2013
Ciao Fabri'
Qualcuno sulla sua bacheca ha postato queste parole: "Il
respiro che fuoriesce s'interrompe, ogni cosa diviene nuda e vuota come
lo spazio; rimane unicamente un'intelligenza pura, un vuoto luminoso
senza circonferenza o centro; bisogna a questo punto che tu riconosca
tale luce. Devi entrarci da solo. Devi ora suscitare in te stesso pensieri di armonia e compassione traendo profitto dalla morte, e devi assumere l'impegno di raggiungere la perfetta illuminazione così
da poter essere di aiuto alle creature infinite quanto lo spazio". Sono tratte dal Libro Tibetano dei Morti. Sembra che lui amasse questo libro. Vorrei davvero che ci fosse una Luce per lui. Ma forse è un'illusione. L'illusione di chi resta a domandarsi perchè. Chiedendo scusa per essere nel buio. Eri davvero speciale, Fabri'. Tanto.
sabato 2 novembre 2013
e poi di blog e di lettori
Con questo post vorrei ringraziare le amiche che hanno commentato quello precedente, di post. Grazie di cuore, siete troppo buone veramente. E spiegare un po' di cose di questo bloggetto. Velocemente, non vi rubo tempo. Una manciata di more ha più di sei anni. Nacque quasi per gioco, dall'esigenza di scrivere, di parlare, tra il serio e il faceto, un po' di me e di quello che intorno (mi) càpita. Poi arrivò qualche lettore. Più che altro lettrici. Poi ci conoscemmo un po' meglio, con qualcuno di voi ci incontrammo pure. E fu una gioia e fu una ricchezza. Nacquero amicizie importanti, nacquero relazioni fatte di stima e affetto reciproci. Poi accadde quello che tutti sapete, in questa sventurata città, e il blog fu un'esigenza più seria. E la vostra risposta fu immensa, il vostro sostegno prezioso e fondamentale. Poi arrivò pure fb e di seguito la morte di Splinder. Sparirono blog, amicizie, voci significative per il cuore e per la testa. Per fortuna non sparirono tutte. Ma non voglio fare sviolinate e sentimentalismi. Quello che volevo dirvi è che intenzione della sgualcita bloggeuse è che chi legge, qui, non possa guardarla in faccia. Non l'abbia guardata in faccia, prima. Questo posto è la mia voce, povera meschina ma sincera. Non credo che nessuno dei miei amici sappia del blog. Se lo sanno è un caso. Io non ne ho mai parlato con nessuno e neanche mai lo farò. Forse qualche lettore che mi conosce di persona, che mi conosce da prima di sapere del blog, c'è ma tace. Perso tra affanni e impegni diversi. E tra viltà e compatimento. Perchè questa scelta? Non lo so. Dovrei fare forse una di quelle analisi su autostima timidezza adolescenza classe sociale e provincia. Non ne ho voglia. Francamente non ne ho voglia. Mi piace essere qui, mi piacete voi, mi è piaciuto conoscere chi ho conosciuto e mi piacerà conoscervi ancora. Il blog è la mia stanza, la mia porta e la mia finestra. Chi sa chi sono, chi sa il mio viso, la mia voce, il mio nome, e passa strisciando in incognito e quando mi incontra non mi parla di queste sue furtive letture, anzi mi osserva sorridendo ironicamente, sa che ho simpatia perfino per i rettili. Je m'en fous, del vostro anonimato silenzioso.
Grazie ancora a voi che qui mi avete conosciuto. Sappiate che siete stati e siete molto importanti e che vi voglio un gran bene.
(tie', pure la sviolinata, e ti pareva)
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