venerdì 22 ottobre 2010

lo sapessi, cosa scrivere





Difficile scrivere in questo momento improbabile che dura da diciotto mesi ma che, ora più che mai, si sta cristallizzando nella fase del nulla.
Perchè nulla accade, perchè nulla cambia. 
Perchè nulla viene a scalfire rassegnazione e indifferenza, mancanza di volontà e negazione.
Il passato recente mi accompagna in questo presente fatto di vuoto.
Sono sola, siamo soli.
Mi vado perdendo tra ricordi e speranze e più esse si fanno impossibili, più il passato si impreziosisce.
Merletto non richiesto, trina pregiata. Punti di lacrime salate di dita stanche di occhi rossi.Labbra strette fino a far male.
Ricordi di speranze schiacciate sotto un tacco.
Un terremoto è tante cose.
E' anche fermare un progetto di vita. E' anche abortire un sogno piccolo, appena abbozzato. Embrione che aspetti di sentirlo muovere ma quello che si muove è solo crollo.
Che dire, collezionare momenti negativi è una vocazione come un’altra.


martedì 12 ottobre 2010

schifiltume


nuoto





 


La bloggeuse, misera, nacque in montagna, sui settecento (non nel settecento, eccheccavoli). In montagna, sui milletrè, da piccola trascorreva le sue vacanze. La sua infanzia risale agli anni sessanta e, a quei tempi, frequentare la piscina era uno spreco lussuoso vietato ai più. Il mare, la tapina, lo frequentava, arrancando tra le onde con materassini prima e camminandovi vaga poi. Come se nuotare le facesse schifo, si guardava intorno con sguardo distratto e camminava avanti indrè, Pare che 'sto camminare faccia tanto bene. A cosa non si sa. Fa bene punto. Giunta alla soglia della terza età, la tristerella ha deciso di imparare e si è iscritta ad un corso per principianti. E sta pure imparando. Lentamente e con fatica. E pure con un certo spirito di sacrificio, chè uscire di casa che è notte piove fa freddo e hai lavorato tutto il giorno, non è mica tanto divertente. Però non demorde. Sembra che si stia svegliando in lei quello spirito ostinato e tenace, tipico dei montanari e dei capricorno. Spirito che finora ha riposato indisturbato, chè la sola idea di sussurrargli un eh la turbava e le metteva ansia, alla povera bloggeuse. E dunque si va in piscina. E tutto andrebbe bene. Cioè va bene. Magnificamente. Se non ci fosse la doccia. Doccia comune. Otto docce. E neppure sfiorare sederi altrui sarebbe nulla se i piatti doccia fossero ben separati. Chè se c'è una cosa che le fa schifo è veder scorrere sotto i piedi (certo che hanno le ciabatte, ci mancherebbe altro!), schiume e capelli altrui.
Le viene da vomitare, giura.
Sta pensando di sostituire le ciabatte con delle galoches.
Sarà esagerata?


galosce muccose080


                               

venerdì 8 ottobre 2010

grazie Zoro





- Come va all'Aquila?
- Non ci possiamo lamentare
- Quindi tutto bene?
- No, ho detto che non ci possiamo lamentare


foto0028

mercoledì 6 ottobre 2010

dopo un anno e mezzo


ora





La chiesa di S.Pietro con relativa piazza.
Come questa altre: S.Domenico, S.Silvestro, S.Marciano, S.Flaviano, S.Maria di Roio, S.Maria Paganica, S.Marco, S.Francesco di Paola, S.Maria degli Angeli, S.Biagio e via dicendo. Nessuno si aspetta miracoli ma parole così spingono alla riflessione.
Come, per altri versi, queste.
Probabilmente torneremo in piazza con le carriole. Sfonderemo le transenne e riprenderemo a toglierle noi, 'ste macerie.
Senza piangerci addosso, chè di lacrime ne abbiamo versate troppe.