domenica 29 gennaio 2012

per te che non leggi

Non posso farci niente se ti annoi. E se chiami la noia con altri nomi. Nostalgia rimpianto desiderio. Sogno. Nel mulino bianco ci si può annoiare, malgrado il perfetto ordine di tempi, spazi e sentimenti. Si può uscire, da 'sto mulino, per fare quattro passi, e scoprire che esistono realtà "altre". E accorgersi che la ragazzina scombinata alla quale avevi voltato le spalle, una vita fa, adesso ti attrae. Ma che attrazione del cavolo vuoi che sia. Tu scegliesti la nennella puritana  e scipita. Passerotto-non-andare-via, anima-mia-torna-a-casa-tua, comprami-l'anello-che-te-la-dò. Sei entrato nel mulino e ci sei stato bene. Tra il pranzo dai suoceri e la cena nei piatti di plastica. La messa alla domenica e il vassoio di paste. Ora guardi incuriosito la sopravvissuta. Quella che ha fatto un percorso uguale e diverso. Uguali i tempi, diverso tutto il resto.  Non immagini quanto diverso. E qui non lo posso neppure dire e solo io so quanto vorrei farlo.Quella che, mentre tu eri seduto al sole, si arrampicava su muri e specchi, prendendo calci dalla vita e rispondendo con sputi. Non ho mai usato piatti di plastica, non ho conosciuto i miei suoceri, non sono mai andata a messa e delle paste conosco il sapore al bancone del bar. Alle sette e mezzo, da sola, prima di entrare a scuola. Cinque minuti per me, orzo grande pasta piccola grazie. Io e il freddo che mi porto dentro. Non ci sto a fare il fenomeno. Non ci sto a farmi dire quanto sono in gamba, forte, coraggiosa. Non da te. Anche tu sei attratto dalla tragedia e neppure te ne rendi conto. Io sì. E mi allontano dalla tua curiosità, dal tuo interesse, dal tuo desiderio che ho  pur sempre desiderato.  Che poi quando ti ho visto con la mugnaia cercarmi con lo sguardo e non avere il coraggio di avvicinarti, ho provato una pena, per te. Ma una gran pena. E se provo pena non posso provare altro. Solo il fastidio per il tempo perso a pensarti.

lunedì 23 gennaio 2012

sciacalli


Il 2 maggio 2009 sul vecchio blogghetto scrivevo questo post:

Stronzi. Inizio così, chi si scandalizza, chi ha l'anima pura e lo sguardo candido, chi ha le orecchie di cristallo e la puzza sotto il naso,si allontani. Grazie. Stronzi, dunque. Mi rivolgo a voi, anche se so che non leggerete. Forse qualcuno sa chi siete e mi piacerebbe che vi facesse leggere 'sto post o che ve ne parlasse. Dunque, stronzi. Parlo di voi, sciacalli della domenica. Che partite dop...o aver mangiato fettuccine e abbacchio. Magari nella trattoria del sor Nando o der Patata. Dopo il caffè e il limoncello, tutti all'Aquila. Voi, le vostre stronze donne, i vostri figli stronzetti. A fotografare e a farsi fotografare tra le macerie. Idioti, pezzi di merda, teste di cazzo. Porci. Che è pure un complimento. E dopo il casello, vai con le foto... Così, tanto per assaporare un po' di sfacelo, di puzzo di morte. E poi risalire in macchina e tirare un sospiro di sollievo, accendere lo stereo e dimenticare. Stronzi. Voi e le vostre merdose famiglie. Ieri, vicino casa, all'Aquila, non so quanti ne ho scacciati, di stronzi come voi, minacciando di chiamare i carabinieri. Epperchè? Chiedevano. Annoicedispiace. Perchè siete pezzi di merda. Ecco perchè. Perchè fate schifo e meritate solo disprezzo. Perchè che cazzo ne so chi siete, schifosi, forse sciacalli che vengono a fotografare le case sventrate per poterci entrare di notte. Con le vostre luride donne ei vostri figli imbecilli. Maledetti. Che poi, cazzo, voglio dirvi una cosa. Sorridendo. Ma perchè spendere in benzina e autostrada per vedere le macerie? Che possiate vederle presto. Quelle delle vostre case, intendo. E vi giuro che non verrò a fotografarle, no. Farò in modo, anzi, che possiate piangere da soli, davanti alle rovine della vostra città. Lo giuro. 
Verrò a sorvegliare il vostro dolore.
Ho poco da aggiungere. Lo rivolgo, ora, a chi va a farsi fotografare davanti alla nave che sta affondando. A chi è andato a Novi Ligure, a Cogne, ad Avetrana, a vedere gli alluvionati della Liguria. Con identico disgusto ed accresciuta  rabbia. Hanno bisogno di toccare il dolore per sentirsene esenti. Hanno bisogno di vedere la morte per sentirsi vivi. Hanno bisogno del brivido della tragedia per sentirsi rassicurati. Per poter tornare nelle loro case calde e confortevoli, accendere la televisione, asciugare una lacrimuccia, emettere un sospiro e poracci meno male che non è toccato a noi è la vita che ci vuoi fare che si mangia stasera cambia cambia metti la pertita che non posso vedere più certe scene. So' troppo sensibile!!
Schifosi.
 
 

venerdì 20 gennaio 2012

piccole storie ignobili



Sono notizie nostre, ovvero solo per noi. Sono notizie del settore. Riguardano i perdenti. Riguardano quelli che hanno avuto tutto. Gli ingrati,i piagnoni, i denunciati. Gli stanchi, gli avviliti, i piegati. Una notizia è QUESTA.. E queste sono le raccomandazioni di Bertolaso alla Stati, ve le trascrivo, per chi non ha voglia di sentire tutta la telefonata del delinquente al tappetino:
La cosa importante è che domani... Adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo... ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto in Italia. Li faccio venire all'Aquila o da te o in prefettura... Decidete voi, a me non me ne frega niente... In modo che è più un'operazione mediatica, hai capito?
Così loro, ch...e sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale... sono fenomeni che si verificano... meglio che ci siano cento scosse di quattro scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male...
Hai capito? (...) Tu parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere (alla stampa, ndr) che ci sarà questa riunione.
E che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te... facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia.
 L'altra notizia è QUESTA .
Io non ce la faccio a commentare. Vi lascio le parole dell'amica Antonietta Centofanti. Sono davvero sopraffatta.
"Lo Stato non può seppellire ciò che uccide. Questo pensammo quel venerdì 10 aprile del 2009 e decidemmo di riportare a casa il nostro ragazzo, appena 19 anni, rifiutando la vetrina mediatica e indecente dei funerali di Stato".
Queste, in una nota, le parole della portavoce del Comitato 'familiari vittime Casa dello studente', Antonietta Centofanti.
"Oggi - ha affermato la donna - l'ennesima sconvolgente intercettazione testimonia che quella fu una scelta giusta e lucida, pur se dolorosa, perché la solitudine rende il dolore ancora più aspro".
"Ho pena di questa città ferita, vilipesa, attraversata da corsari di ogni fatta e di ogni credo che saccheggiano, derubano, ridono nella notte, pensando agli affari o manovrano per accaparrarsi la benevolenza dei potenti - ha dichiarato la Centofanti - come fece il signor Bertolaso che la mattina dei 'solenni' funerali si affaticava, rozzamente, per recuperare 'un posto in prima fila' al salvatore della patria di turno: l'ex premier,  intrufolato tra i familiari delle centinaia di vittime innocenti, assassinate dalla indifferenza, dalla incuria, dalla superficialità, dalla tracotanza di chi avrebbe dovuto, invece, predisporre misure di prevenzione, tra cui anche una corretta informazione ai cittadini".
La portavoce del comitato ha ricordato nella nota le parole di Bertolaso alla Stati, neo assessore alla Protezione civile, quando annunciava l'invio di un gruppo di sapienti, la commissione Grandi Rischi, per "mettere a tacere qualche imbecille", aggiungendo "è più una operazione mediatica, hai capito?".
"Ma la morte non è mediatica - ha concluso la Centofanti - la morte è l'assenza di chi ami, una assenza per sempre, che ti sconvolge la vita. Bertolaso dovrà tornare a L'Aquila ai primi di febbraio per essere interrogato nell'ambito del processo alla commissione Grandi Rischi. Come affronterà lo sguardo di chi quella notte ha perso ciò che aveva di più caro?"
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila--intercettazione-shock-centofanti-come-ci-guardera-negli-occhi-bertolaso/44677-4/http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila--intercettazione-shock-centofanti-come-ci-guardera-negli-occhi-bertolaso/44677-4/


L'otto febbraio Bertolaso sarà (dovrebbe essere ) all'Aquila per essere interrogato. Sarà diffcile mantenere la calma, contenere la rabbia, il dolore, l'indignazione. Se non saremo fuori dal tribunale sarà solo per non prestare il fianco a chi vorrebbe spostare il processo in "luoghi protetti". 
Ci saranno le ombre di chi non ha più voce.

domenica 15 gennaio 2012

dotto', cura te stesso

La campagna elettorale per le elezioni amministrative che si terranno in primavera è iniziata, ormai, da tempo. I nomi dei candidati sono oggetto di ipotesi, congetture, scommesse. Dice che, ma lo sai, po' esse, ho sentito dire che, mi sembra, mi sa, mi pare, no no è sicuro. A parte i  giudizi personali, politici, morali, professionali sui singoli candidati a sindaco, un'osservazione mi sorge spontanea. Sono tutti medici! Come medico era (è) Bertolaso, il nostro miracolaio.
Ancora una volta penso che quel giorno resterò a casa. O andrò a disegnare uno sberleffo. Magari mi porto un po' di polvere di casa e la incollo all'interno della scheda.

venerdì 13 gennaio 2012

commentare

Qualcuno mi spiega perchè per commnetare alcuni blog mi si chiede 'sta cosa?
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Scusate l'ignoranza e grazie.

mercoledì 11 gennaio 2012

non è un trasloco

La casa della luna è quella nella quale vivo, quella non mia. E che mai sentirò mia. 
Quella che sto sgombrando è la casa dei miei genitori. L'altra. Una casa cinquantenne. Quella dove è morto mio padre, dove è morta mia madre e via dicendo. Non potrei neanche entrarci senza vigili ma lo faccio ormai da tempo. 



La mia casa, quella nella quale vivevo con la mia famiglia fino al 6 aprile, è sbarrata, transennato tutto il quartiere. Non ci si può avvicinare. Avvolta nei meandri della filiera. Ve l'ho raccontato. In teoria lì dovrei poter rientrare. Tra un tot di anni.

Questo è il portone di ingresso. In alto il balcone della cucina.






 








Proseguiamo?





La casa nella quale sono nata, tra la basilica di S.Bernardino, il Teatro e il Castello,si regge cosìcome potete ammirare a sinistra.
E così pure quella dove ho vissuto i primi anni di matrimonio, accanto alla chiesa di S.Maria Paganica, via Garibaldi.
La casa dei miei al paese, altopiano delle Rocche, è inagibile.




Le scuole che ho frequentato son tutte crollate o inagibili. La scuola dove insegnavo il sei aprile ( a destra) è da buttare giù, anzi sta crollando da sola. 
E pure l'intero quartiere verrà abbattutto.




Non stiamo traslocando. Non si tratta di cambiare casa.

(continua)

domenica 8 gennaio 2012

tutto giù per terra...

Questa casa dove ancora penzolano panni stesi verrà abbattuta entro il mese. Devo vuotarla entro la prossima settimana. Ho inziato piangendo e mettendo da parte tutto. Il vasetto il quadretto il merletto. E i dischi i libri i bicchieri integri. E borse coperte asciugamani. Ad un certo punto mi sono fermata e ho deciso che il filo dei ricordi fa soltanto e troppo male. C'è un nodo che interrompe il fluire malinconico ma dolce. Quel nodo si è formato alle 3e32 del sei aprile. Mille giorni fa. Inutile star troppo a ravanarci dentro. E allora ho iniziato a buttare. Non tutto ma quasi. Ho iniziato con le mie pagelle. Quanto ingombra una busta di pagelle? Ingombra ingombra! Chè quando ho letto chiusa e apatica non ci ho visto più e cara professoressa Pisarri (riposa in pace ma non troppo) ti ho messo nel secchio della carta.E vaffanculo pure, tie'. 


Mi sono affacciata alla finestra della camera dei miei. Questo è il panorama. In basso le Mura puntellate. Sopra, il quartiere S.Croce. Questo era il panorama della mia infanzia, della mia adolescenza, della mia giovinezza, delle lunghe giornate passate al capezzale di mia mamma.
E ho capito che 'sto cazzo di filo dei ricordi ha tanti nodi. Troppi. Non voglio spezzarlo ma neanche star lì a sgranarlo come un rosario chè mi sto rovinando il cuore.E voglio che l'ultima parte sia di seta. Magari grezza. 
Ho le mani troppo rovinate, oggi.


Esco sul balcone per fumare una sigaretta. Mannaggia, fossi uscita qualche minuto prima...
Questa casa non è mia e mai la sentirò tale. Questa luna, questi monti, però, sono miei, sono il mio presente. E me li prendo. E ve ne faccio dono. Il nodo si allontana un po'.
Che strano anagramma...

martedì 3 gennaio 2012

Il mio Babbo e Dante

Mio padre (classe 1920) amava tante cose. La natura, gli animali, i gatti in particolare, la lettura, la storia e Firenze. Questa foto lo ritrae con i suoi fratelli e cugini. E con il suo gatto Tabarano in braccio. E', naturalmente, il primo in basso a sinistra. Lo chiamavo babbo. Mi leggeva Il Corriere dei Piccoli che avevo pochi mesi per farmi addormentare. Lazarin di Tarascona, Sor Pampurio, il signor Bonaventura, Bibì, Bibò e Capitan Coccoricò. Continuai a leggerlo fino all'adolescenza. Mi raccontava storie di guerra e di lupi. Ma anche lunghe favole che si chiamavano Giuseppe e i suoi fratelli, Giona e la balena, il Gigante egoista. Sacro e profano e storie di vita vissuta. Potessi ricordare tutto, troppo si è perso nella memoria..
Questo era un suo disco che voglio sia di Dante.Voglio che lo accetti perchè il suo blog, il loro blog, mi ha emozionato, commosso, divertito in tanti momenti particolari degli ultimi anni. Voglio che lo accetti per mio ricordo. Un piccolo dono in segno di immensa gratitudine.



Mi sto commuovendo e il post finisce qui. Ciao.


domenica 1 gennaio 2012

regalo di Capodanno

Buongiorno e Buon Anno a tutti. Sono Margò, la figlia unica della mia mammumana. Gli altri sono una specie di topi che non degno neanche della mia attenzione. La mia mamma ci vede poco e mi ha incaricato di fare a tutti voi gli Auguri per un sereno 2012 e poi smadonna e dice che gli anni fanno schifo tutti e inutile fare gli auguri e altre parole che non posso ripetere perchè sono una signora. Insiste, però, su una cosa. Mi dice "linka il post linka il post!". Io so che a questa cosa ci tiene e, essendo gatta di razza intelligente, lo so fare. Il post è QUESTO e mamma dice che dovete assolutamente andare a leggerlo. E dice che dovete leggere tutto il blog, perchè blog così non ce ne sono. E leggete pure QUESTO. Fatelo per me, che son una gattina tanto innamorata, che pensa sempre il suo Amato e sogna di mangiare con lui tanto tonno e di dargli tanti bacini....


Ciao Balena, tanti Auguri e tanti baci 
dalla sempre tua anche se mai 
gatta Margotta