domenica 30 marzo 2008

la legge giusta?




Vorrei dedicare questo video ad una persona che ho conosciuto oggi. Il video è uno dei miei preferiti. La persona pure. Mi è venuto il desiderio di cercarlo dopo aver letto quello che ha scritto Curzio Maltese sul Venerdì di Repubblica il 28 marzo. Cioè questo:


Bolzaneto, i diritti umani ignorati a casa nostra

Il Belpaese che sforna moratorie sui diritti civili all'Onu, dove si organizza una manifestazione al giorno per protestare contro le repressioni in angoli lontani del mondo, è lo stesso che alza le spalle davanti alla devastante realtà di tortura emersa dall'inchiesta sulla caserma di Bolzaneto. I trattamenti disumani, le violenze sadiche, le umiliazioni sessuali della polizia ai danni dei 209 arrestati di Bolzaneto sono ultra provati e costituiscono una vergogna nazionale. Per la verità, bisognerebbe usare il condizionale, perché di vergogna in giro se ne vede poca. Soltanto Walter Veltroni* ha rotto in campagna elettorale l'omertà politica mafiosa che circonda i risultati delle indagini dei magistrati genovesi.
Da cronisti, nell'estate del 2001 assistemmo in tanti, sbalorditi, alla follia cilena delle forze dell'ordine. Ragazzini circondati per strada da plotoni di poliziotti e massacrati di manganellate, senza alcuna ragione. Manifestanti pacifisti e pacifici aggrediti con ferocia, mentre poche centinaia di metri più in là gli incapucciati neri davano l'assalto indisturbati alle vetrine.
Ma tutto questo non è nulla paragonato alla lettura degli atti dei pm genovesi. Dall'inchiesta di Giuseppe D'Avanzo, che quasi in solitaria ha condotto su Repubblica una campagna contro un silenzio indecente, si legge: - A.D. entra nello stanzone con una frattura al piede. Non riesce a stare nella posizione "della ballerina", in punta di piedi. Lo picchiano col manganello. Gli fratturano le costole, lo minacciano di rompergli anche l'altro piede. Poi gli innaffiano il viso con gas urticante, mentre gli urlano: "comunista di merda!"-. Un ragazzo poliomelitico implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona", ma quelli continuano finché sviene. Le ragazze vengono sottoposte a continue umiliazioni sessuali e minacciate: "Ora vi stupriamo tutte". Si tratta, ha scritto Antonio Cassese, "della violazione simultanea e flagrante di tre importanti trattati internazionali che l'Italia si era impegnata solennemente a rispettare". Ma per avere giustizia le vittime dovranno rivolgersi ai tribunali internazionali. Perché in Italia il reato di tortura non c'è e si sa già che i processi per Bolzaneto finiranno in prescrizione. A finire in galera, con condanne pesanti, saranno piuttosto i manifestanti arrestati con un pacco di pasta rubato al supermercato.
E i pagliacci che organizzano veglie per la difesa dei diritti civili in Paesi che non saprebbero nemmeno indicare sull'atlante? I cantori di destra della libertà, ficcata in ogni sigla, che hanno garantito l'impunità ai torturatori? Dormono, dormono su una collina di vergogna.
- Curzio Maltese Venerdì di Repubblica -

L'asterisco l'ho messo io. Non sono d'accordo (si scrive d'accordo, c'entra...) sulla faccenda dei pagliacci, è un giudizio duro che non mi piace. Ignoro, inoltre, molte cose sugli attuali sviluppi di questa sciagurata vicenda, ma il nocciolo è che stiamo facendo schifo. Ignorare mi fa sentire non assolvibile. E tacere, colpevole.

giovedì 27 marzo 2008

camminando in salita

                          


Ognuno ha il suo passo e il suo ritmo.

C'è chi preferisce mantenere un'andatura sempre uguale, chi accelera e poi si ferma spesso, chi va lentamente ma non sosta mai, chi vede ogni fiorellino,  a ogni tornante deve fare una foto, chi punta dritto alla cima senza guardarsi mai intorno.

A volte capita di trovare qualcuno con il passo uguale al nostro.

A me è capitata questa fortuna.
(dal blog di Daniela)

mercoledì 26 marzo 2008

Meglio tardi che mai (Marco Salvia)

Questo soggetto qui è stato rinviato a giudizio. Tardi. Diciamo pure meglio tardi che mai. Ma forse si sarebbe potuto fare qualcosa prima. Quando scoppiò lo scandalo, molti politici presero le difese di Gelmini. Sarebbe interessante sapere cosa hanno oggi da dire.


Prendo un antiemetico e aspetto lungo la riva del fiume. Insieme a Fausto e a Mara.


 

lunedì 24 marzo 2008

Donne non si nasce, si diventa (Simone de Beauvoir)


Se ieri pioveva, oggi nevica. I pensieri aumentano, ovvero si fanno più tetri. Motivo per cui non mi azzardo a iniziare la lettura di un nuovo libro. Lo odierei. Motivo per cui ho ripreso questo libro di Simone de Beauvoir. Letto, riletto e consumato. Che poi le cose non succedono a caso. Se la mano è andata lì un motivo ci sarà ma non è il momento di starci a pensare, altrimenti esco di casa e vado a perdermi nella bufera.
Son tre racconti, o tre romanzi brevi. Son tre donne di età diverse, tre donne (che si sentono) tradite. Dal compagno, dal figlio, dalla società. La prima è tradita davvero, chè il marito la molla per un’avvocatessa rampante. La seconda è un’intellettuale di sinistra il cui figlio si rivela un… riformista, crisi dell'età e dei valori. La terza è una donna sola, spezzata da un evento tragico che l’ha allontanata da tutti e da tutto. Quando lessi questo libro per la prima volta ero piuttosto giovane. Le tre protagoniste erano più grandi di me, il libro mi piacque ma non riuscii a ritrovarmi in certe sensazioni, esperienza che tento sempre quando leggo un libro. Quella dell’identificazione, intendo. L’ho riletto, poi, tante e tante volte. Ogni volta mi ritrovavo un po’ di più. In Monique lì, quando scrive che.. O anche un po’ in Murielle, quando pensa che.… E la paura dell’abbandono e della solitudine, del rifiuto e dell’ affievolirsi del sentimento Ora non ci faccio più caso, non mi interessa star lì a identificarmi. Assaporo quelle frasi che già conosco senza tentare di ravvisarmi in esse, mi lascio andare ad un ritmo familiare, mi faccio cullare da descrizioni di momenti e luoghi. Perché già so in cosa posso ritrovarmi, non mi serve cercare la sensazione, arriva da sola. Mi piace, però, ad un certo punto della lettura, pensare che le donne, a volte, con fatica, da sole o insieme, si rimettono in piedi, faticosamente. Curano ferite le cui cicatrici faranno sempre male ma restano capaci di guardare avanti, oltre quella porta chiusa che fa paura. Ho bisogno di crederlo per rendere tollerabile questa età che mi vede ben conservata ma che, ahimè, avverto tutta, senza sconti.

domenica 23 marzo 2008

Arifamolo

Vorrei rettificare i sette punti dello sputtanamento. Ho cambiato idea, vabbè? Insomma, una solleva un angolo di tenda, senza nessuna pretesa di piacere, poi si accorge, però, di aver esagerato un po’. Sì, potrei spiegare meglio quando-come-dove-perché, chiarire, giustificare, ma, sinceramente, non mi va. Meglio cambiar pagina e offrire sette occasioni diverse per cazzeggiare un po’. Allora…
1. Amo… amo… amo, ecco, sì, amo la primavera, i fiori, i prati e compagnia bella. Anche voi? Mi fa piacere ma sto parlando di me. (Volevo iniziare dall’ovvio, tanto per mantenermi prudente).
2. Odio il cacio sui maccheroni. In che senso? Nel senso di formaggio sulla pasta. Il senso metaforico non lo conosco, mai sperimentato.
3. Mi piace correre. Anche se nessuno mi insegue. Lo so, chi vuoi che mi insegua. Infatti se qualcuno mi inseguisse non è detto che continuerei a correre. So dar calci, che vi credevate?
4. Soffro di insonnia. En? Giè sperimentato. Mi fa un baffo. Mi alzo, faccio pipì, bevo, accendo il computer, gioco con i gatti. E torno a letto con i piedi gelati. Quelli prensili.
5. Sogno case. Ma già lo avevo scritto. Avete dimenticato, per questo mi ripeto.
6. Non andrò a votare. Neanche voi? Meglio, più siamo meglio stiamo.
7. Uso lo stesso profumo da anni. Tutti gli altri mi fanno venir il mal di testa. Sembra sia un profumo per non più giovani: quando andavo a comprarmelo, anni fa, mi chiedevano se era per mia madre o per mia suocera. Ora non me lo chiedono più. Se qualcuno stesse pensando ad un cadò, trattasi di Calèche. Di Hèrmes. Ma non preoccupatevi, sono abituata a comprarmelo da sola.
Ho finito. Autoreferenziale da fare schifo. Chiedo venia, piove molto e ho i miei pensieri. Ma poche idee.


 

mercoledì 19 marzo 2008

Sputtanamento in sette punti

Il simpaticissimo Rasputin mi chiede di svelare sette segreti. Di segreti importanti non ne ho, mi pare, per cui posso provare a svelare sette segreti un po’ scemi che pochi conoscono. Anzi nessuno. Credo
1. Bluffo con i miei figli. E loro ci cascano. Annuso se qualcosa non va, invento incontri e conversazioni, creo, improvviso, millanto. Loro abboccano e, ahimè, confessano. E questa è la cosa peggiore. Sarebbe meglio se non abboccassero. E non confessassero.
2. Spio i loro cellulari, leggo gli sms e frugo nelle loro cose. Anche questa è una cosa che mi si ritorce contro. Son masochista, che ci posso fare.
3. Una volta graffiai la macchina di un porco che mi aveva dato un passaggio e poi ci aveva provato pesantemente. Vidi che parcheggiava, aspettai e poi feci il giro con la chiave tra le dita. Tutto intorno, doppio giro.
4. Tempo fa presi l’abitudine di far squillare di notte il telefono ad una tipa che mi aveva confessato se non dormo dieci ore di seguito sono uno straccio! A me, che soffro da sempre di insonnia!
5. Se cucino qualcosa e mi accorgo che è venuta fuori una schifezza, faccio finta di mangiare autoelargendomi in complimenti ma, appena posso, nascondo il piatto senza che nessuno mi veda. Io posso esimermi dall’avvelenarmi. Gli altri no.
6. Da pochi anni scopro i piedi. Avendoli molto magri ed essendo le dita lunghe, mi vergognavo. Evitavo di mostrarli, anche in estate. Ora me ne frego. Infradito a più non posso e se ho le dita prensili, beh, può essere un vantaggio nel caso abbia le mani occupate.
7. Quando la mia amica L mi regala dei dolci cucinati dalle sue competentissime manine (e non vi dico che prelibatezze!), li nascondo e li mangio da sola. Perchè? Perchè è amica mia. Punto.
A chi passo il gioco?
A Pyperita, a Romins e ai mitici Esserinoebalena. Se ne hanno voglia.
Intanto io vado a nascondermi.





 

lunedì 17 marzo 2008

Osservatori Romani ko? Mai!

Trasmetto volentiri questo messaggio di Passator Cortese:
Cari amici, purtroppo nel template del Passatore si è verificato un danno forse irreversibile! Ciò è accaduto non appena pubblicato un post con un video recante le immagini delle violenza sui Monaci Tibetani, e come per incanto il blog è sparito nel nulla! Il Passatore spera di ripristinare il template (per altro completamente cancellato), altrimenti dovrà iniziare un nuovo percorso, ma non temete, presto tornerà! La battaglia si fa dura, ma il Passatore lo è di più! Grazie a tutti e a presto!
Passatore, amica cara, lo speriamo tutti con te!

domenica 16 marzo 2008

buon comincio

Volevo scrivere un post sul trentennale del rapimento di Aldo Moro e su quello che quei quaranta giorni rappresentarono per la mia generazione. Rischierei, però, di essere banale e riduttiva. Stessa cosa se scrivo del Tibet o di argomenti in questi giorni attuali. Meglio evitare. Ci son bloggeuses e bloggers più competenti di me che lo stanno facendo, con grande attenzione e intelligenza. Vi auguro, dunque, un buon comincio di settimana con un video. Un gruppo che conosco da un po'. Non sono esattamente il mio genere, troppo moderni per le mie attempate orecchie. Le voci pulite, definite, poi, non sono esattamente la mia passione. Loro son bravi, però, il testo è bello, si ascoltano volentieri. E quei posti, poi, li conosco e li amo davvero tanto. Ah, dimenticavo, uno di loro è il papà di un mio alunno. Indovinate quale, dai.

 

sabato 15 marzo 2008

Le mammane

Tra una notizia come questa e una come questa'altra, credo ci sia una certa contraddizione. Ora sarà pur vero che solo gli stupidi non cambiano mai idea (che poi chi l'avrebbe detta 'sta cosa?), però il cambiamento mi pare eccessivo.

giovedì 13 marzo 2008

er principe

Indovinello
Non produce e non lavora
è ignorante e fessacchiotto
in tivvù sta ad ogni ora
dorme stretto all’orsacchiotto.


Soluzione



 

martedì 11 marzo 2008

Giù le mani da Zapatero!

Veltroni entusiasta: Sta spirando un vento nuovo in Europa e, come mostra Zapatero, per governare non occorre la sinistra radicale.
Bertinotti bacchetta:
Stai zitto tu, riformista! Zapatero è socialista e di formazioni socialiste in Italia non ce ne sono. E poi lui combatte l'ingerenza del clero, mentre tu, baciapile...
Ferrero rincara la dose: La vittoria di Zapatero in Spagna è equivalente ad una vittoria della Sinistra Arcobaleno in Italia!
Boselli (il compare di Mastella) irride: Siete ridicoli! Zapatero è socialista, voi non c’entrate nulla, se mai facciamo che tra i due litiganti...


Il Guardian osserva:  La Spagna va avanti, mentre l’Italia gira su sé stessa.
Ecco, appunto.


 

venerdì 7 marzo 2008

Otto marzo? No, grazie.


Per te abituata al silenzio e all’indifferenza, trasparente agli sguardi, visibile al dolore, mimetizzata in un quotidiano polveroso. Nascondi cicatrici dietro a sorrisi stropicciati e spenti, trascini ricordi tenendoli ostinatamente per mano. Siedi immobile davanti ad una mimosa infilata in un bicchiere, sperando che si secchi per gettarla via. Il suo odore dolciastro ti deride, tu, abituata all’amarezza e al sale. Strofini il dito su una lacrima scivolata sul tavolo. Uno sguardo all’orologio, è già tardi. Ora di andare.

domenica 2 marzo 2008

sabato 1 marzo 2008