Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
lunedì 23 marzo 2015
vecchi consigli per giovani donne (fanciulle)
Che poi quali fanciulle, non mi risulta che ci siano tante diciottenni in giro per blog. E comunque alle diciottenni non servono certamente i miei consigli. E neanche alle trentenni. Vabbè, diciamo consigli per chi non ne ha bisogno. Cioè per nessuno. Ma ormai ho iniziato e vado avanti. E ho scritto che sono vecchi, per cui che mi importa. I vecchi non li considera nessuno, e neanche le vecchie, passate ad un altro blog, dai, non mi offendo.
1. Vestitevi come vi pare ma non dite dove prendete 'sti vestiti. Se li prendete dai cinesi dite che sono di boutique. Risparmierete. Se li prendete in boutique dite che sono dei cinesi. Il vostro lui penserà che anche uno straccio indossato da voi sembra un capo firmato.
2. Parlate sorridendo o piagnucolando. Agli uomini piace farvi sorridere e si sentono gratificati da un tono lamentoso, vogliono essere la vostra consolazione. Alternate però i toni, se piangete sempre vi prenderanno per lagnose, se ridete sempre per oche. Alternate dunque risatine e sospiri. In parti uguali.
3. Stupitevi di tutto. Cadete sempre dalle nuvole, siate distratte. Non impegnatevi a capire, ricordare, intuire. Spalancate gli occhioni e arrotondate la boccuccia. Oh ma cos'è questa cosa che cade...pioggia? Oh non ricordo dove ho messo le chiavi della macchina, la bolletta pagata, la lista della spesa, come mai? Oh ma oggi è lunedì, allora ieri era domenica? ooohhh...
4. Non fate nulla in casa. Non cucinate, non pulite, dimenticatevene, siete incapaci, non lo sapete fare, oh ma cos'è la carbonara? Lasciate fare gli altri o portate in tavola findus e bofrost. Sempre con aria stupita e sognante. Quando cucinerete, chennesò, a Natale, due spaghetti aglio e olio, sarete applaudite. E il vostro primo (e unico, mi raccomando) polpettone (di quelli pronti eh) avrà la ola.
5. Toglietevi le mutande ogni volta che volete ma ogni tanto no. E quando la volta successiva ve le toglierete sarà standing ovation. Gemete e sospirate ma senza esagerazione, lui deve capire che ci sa fare ma che potrebbe fare di meglio. Si deve sempre impegnare di più.
Forse ne ho altri, di consigli, ma devo andare a scuola. E poi non servono a nessuno. per cui possono bastare.
sabato 7 marzo 2015
otto....
Pensò che era inutile restare a letto, non si sarebbe riaddormentata. C'erano delle camicie da stirare, i bagni da pulire, le cassette dei gatti da vuotare. Guardò il cellulare, erano le cinque, uno sciocco messaggio su whatsapp, di quelle catene cuori e fiori da far girare ad altre donne per la festa della donna, e se ne ricevi tre avrai avrai avrai. Ricordò quegli otto marzo tra volantini, mostre e discussioni, autonomia separatismo e sorellanza. Mah. La maggior parte delle sue coetanee riceveva fiori e andava a mangiare la pizza con i morosi, senza star lì a pregare che il ciclostile non si rompesse, che la carta bastasse e poi che la benzina non finisse. Pensò al suo essere donna di doveri, dolore, sensi di colpa e ostinazione. Spine senza rose. Mi regalerò dei fiori, domani, pensò. Non le maleodoranti mimose ma fiori di primavera, profumati, colorati, allegri. Entrando in bagno fu costretta ad accendere la luce e lanciò un'occhiata allo specchio per sistemarsi i capelli arruffati. Storse la bocca in un'amara smorfia di fastidio. Sì, mi regalerò dei fiori, pensò. Non domani però. Aspetterò il due novembre.
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