Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
domenica 23 febbraio 2014
oltre il buio
Da tempo non parlo della mia città. Dovrei farlo, forse a qualcuno farebbe piacere sapere qualcosa. Ma vi giuro che mi pesa molto, come mai in quasi cinque anni. Con il passar dei mesi, degli anni, restano forti, crescono, l'attaccamento, la nostalgia, l'amore, il bisogno. Diminuiscono, inesorabilmente, il sogno e la speranza. Sparito ogni desiderio di mettere insieme i cocci e fare. Non ho voglia di fare nulla. Neppure di tornare nella mia abitazione, cosa che accadrà entro l'anno. Credo. Cosa cambierà, cambiando casa, non so. Per ora resto sospesa, dopo tanto affannarmi, dopo tante emozioni. Sospesa nella quotidianità e nell'anima. Vado ogni tanto in centro, evito i percorsi più frequentati, scelgo tragitti defilati, come la mia vita. Scopro vicoli dimenticati, piazzette silenziose, cammino seguita da uno dei nostri cani storici tra vecchi vetri e nuova spazzatura. Amo disperatamente le pietre che calpesto e le mura che mi fanno ombra ma in solitudine, chè non reggo presenze vive. Mi allontano restando presente dai sogni passati e mi incammino, sola, verso un futuro incerto che mi fa paura. Tendo la mano, c'è una porta chiusa che devo aprire. Oltre la porta il buio, la luce è lontana da questo cuore vecchio e da queste strade disfatte.
sabato 22 febbraio 2014
ci sarà una prima volta
Una vita defilata, sull'orlo dell'invisibilità. Una vita da gregario, o da mediano, canterebbe Liga (a me non piace eh). Una vita in secondo piano, in seconda fila, chè c'era sempre qualcuno prima. Sempre.
Finirà con un funerale sommesso, di quelli che si saprà dopo. Quattro gatti, forse,tutti dietro a quella bara. Per la prima volta in prima fila. Sogghignando nel buio.
Finirà con un funerale sommesso, di quelli che si saprà dopo. Quattro gatti, forse,tutti dietro a quella bara. Per la prima volta in prima fila. Sogghignando nel buio.
domenica 16 febbraio 2014
finiremo per inciampare
Se solo avessi capito prima. Capito, saputo. Se fosse stato altrove, o prima. O dopo. Se avessi saputo fare due conti, chè bastavano le dita di una mano. Se avessi avuto una dote, una qualunque attrattiva. Un briciolo di intelligenza in più, o almeno di furbizia.
E se tu avessi capito. E saputo. Del mio pane e della mia acqua. Gocce di sudore sulle briciole, sorgente persa tra i rovi. E le mie notti, la luce del lampione tra le persiane che cambia. E invece guardi nascondendoti tra le dita, con la paura che qualcuno ti veda.
Ma nessuno porta indietro i viandanti e ci si volge all'indietro a contare i passi. Tanti. Tutti inutili e sbagliati.
E tu continui a metterti la mano davanti agli occhi, e io a guardare indietro.
E se tu avessi capito. E saputo. Del mio pane e della mia acqua. Gocce di sudore sulle briciole, sorgente persa tra i rovi. E le mie notti, la luce del lampione tra le persiane che cambia. E invece guardi nascondendoti tra le dita, con la paura che qualcuno ti veda.
Ma nessuno porta indietro i viandanti e ci si volge all'indietro a contare i passi. Tanti. Tutti inutili e sbagliati.
E tu continui a metterti la mano davanti agli occhi, e io a guardare indietro.
giovedì 13 febbraio 2014
IO DICO NO AL CAPTCHA 2014
Sembrano una cazzata, i captcha, ma non lo sono poi tanto. Soprattutto per chi, come me, ha problemi di vista. Comunque voi fate come vi pare, io aderisco a questa iniziativa e dico che 'sti captcha mi stanno cordialmente sulle scatole e che evito di lasciare commenti dove ci sono quelle odiose stringhe, chè come voi vedete le stringhe io vedo tutto e le stringhe neanche le vedo. Grazie all'Amico Alligatore che non è l'alligatore qui sotto ma un blogger davvero in gamba. Quello che segue è un brano scritto da un suo amico e gli amici dei miei amici sono (quasi sempre) miei amici. Sembra che tra i giovani bloggers 'sta cosa sia molto seguita. Io non sono giovane ma va bene lo stesso, anzi di più, proprio perchè sono vecchia. Voi date un'occhiata ai vari blog che aderiscono a questa cosa, ci sono idee molto originali e divertenti. Un esempio.
sabato 1 febbraio 2014
ti sparo a pranzo
Si invecchia si invecchia. E i difetti si evidenziano e si controllano meno. Sempre più spesso (mi) elenco le cose che non tollero e che aumentano ogni giorno che passa. E di tali intolleranze mi compiaccio e non me me dispiaccio, immaginando vendette e rappresaglie. Non tollero, ad esempio, il mangiare insieme. Non parlo dei pasti domestici, occasione per nutrirsi e per metter su qualche bella discussione familiare sul cibo-università-lavoro-salute-governo e vaffanculo tu ma che cazzo capisci e non rompere le palle. Parlo, chennesò, dei pasti nelle mense, a scuola, ad esempio. Quando e dove mi ritrovo seduta con altre quattro persone tre volte a settimana, intorno ad un tavolo minuscolo, che una parla con la bocca piena, l'altra muove la posata poggiando il gomito e un'altra per prendere il pane ti infila il braccio nel piatto. Dove i discorsi di accompagnamento sono la menopausa, l'influenza di stagione e i genitori anziani. E dalli con cicli perdite scompensi intestinali cateteri drenaggi dispute tra cognate e cazzi vari. Che cavolo, mangiare è un dovere e un piacere ma il piacere lo provo se non vedo bocche e non sento versi, per quanto sensati o se, mentre mangio, mi diverto. E in compognia difficilmente mi diverto. Divertirsi masticando e deglutendo, ma dai per favore. Da sparagli in bocca. E vedere come ingoiano.
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