Invecchio e invecchio male. I miei occhi hanno problemi seri. Non leggo più, io che divoravo due libri a settimana. Dopo un lungo periodo di astinenza e di dolore, ho scoperto gli audiolibri. Alcuni si possono scaricare gratuitamente, altri si scaricano più o meno illegalmente. Poi c'è Audible. Si paga un abbonamento mensile e la scelta, per ora, è vasta, anche se non è facile trovare, tra gli audiolibri, roba che valga davvero davvero la pena di essere ascoltata. Non per i titoli, ma proprio per i lettori. Voglio dire, leggere un libro non significa interpretarlo, drammatizzarlo. E la voce deve essere chiara, senza accenti dialettali o ammiccamenti, musiche di sottofondo o effetti speciali. Per cui le scelte si restringono. Ho apprezzato molto la trilogia Millennium letta da Claudio Santamaria, per dire. Che è stato così carino da leggermi anche La camera azzurra e Il piccolo libraio di Archangelsk, di Simenon. E il buon Maigret letto da Giuseppe Battiston. Ora sto ascoltando Il Gattopardo, e voi direte Il Gattopardo? Sì. Il principe Salina letto da Toni Servillo è qualcosa che, se lo ascoltate, non vi staccate le cuffie, pure se lo sapete a memoria. Seguiranno alcuni romani di Maurizio Di Giovanni, letti da Peppe Servillo. Mi fido di entrambi. Ultimo nella lista ma non nel mio cuore, Nanni Moretti. Nanni Moretti che legge Caro Michele, di Natalia Ginzburg. Ora, su questo romanzo, dovrei fare un post a parte. Un libro che amo, che ho letto decine e decine di volte, che so a memoria. E se qualcuno lo ascoltasse, così, all'improvviso, letto da Nanni Moretti mi darebbe della pazza. Io, invece, credo che Nanni sia perfetto per questa lettura. La sua voce piana, monotona, monocorde, è la sola in grado di narrare quel periodo e quelle solitudini. Praticamente perfetto. Se non conoscete il libro, andate a leggerlo, ve lo consiglio.
Avrei altre cose da raccontare, su questa cosa degli audiolibri. E anche su altro. Lo farò la prossima volta. Grazie a chi passa di qui. Vi voglio bene.
Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
giovedì 27 aprile 2017
martedì 18 aprile 2017
eccomi
Un nuovo post solo per salutare i vecchi amici. Ho avuto problemi per accedere dal computer, che ormai uso poco, al povero blogghetto. Dal cellulare, aggeggio infernale di ormai uso, ahimè, indispensabile, leggo poco e scrivere mi fa fatica. Ce l'ho fatta, però. Un caro saluto e a presto. L'emozione, giuro, mi impedisce di andare oltre, ma non lascerò questo luogo di pace. Buona giornata a tutti.
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