domenica 30 dicembre 2007

Felice 2008 a tutti voi!



Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:
Voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
Voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.


-Gianni Rodari-


Due post di auguri sono un po' troppo, lo so. Melassa melensa da far salire la glicemia. Rischio di banalità e scontatezza senza impegno.
Ho poco tempo per scrivere, purtroppo, in questi giorni, e idee bizzarre che vanno e vengono a concludere un anno difficile come pochi.
Mi scuserete, quindi, la fretta e la superficialità, sono presente ma con poco tempo a disposizione, malgrado la scuola sia chiusa.


Auguri a tutti, dunque, per un Anno Nuovo migliore del precedente.

Non so per voi, ma a me basterà poco per migliorare.

domenica 23 dicembre 2007

Auguri, sì sì!

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Tanti Auguri a chi passa di qui.

A chi si ferma e a chi prosegue.
A chi lascia un commento e a chi clicca oltre.
A chi conosco, a chi non so.
A chi amate. A chi vi ama.
Ai vostri amici.
A quelli con la coda.

Se hanno le vibrisse, poi....
Vorrei giorni sereni un po' per tutti.
In primis per me, chè ne avrei bisogno.
Un po' di sorrisi distribuiti in giro.
Qualche parola affettuosa.
Una bella notizia.
Buon Natale!

y

venerdì 21 dicembre 2007

Sillogismo televisivo

Leggo qui che il corruttore dice che in televisione vi sono o prostitute o gente di sinistra.
Egli, naturalmente, non raccomanderebbe mai gente di sinistra, ergo...
Facciamo una lista di prostitute?

Inizio io: Bruno Vespa.

Dai dai...

lunedì 17 dicembre 2007

La copeta

Gironzolando per blog, ho trovato tante specialità gastronomiche e mi è venuto il desiderio di passarvi questa semplice, antica ricetta natalizia, tradizionale della parte del reatino che confina con l'Abruzzo.


Ingredienti:
- noci (sgusciate) e miele in parti uguali (chennesò, mezzo chilo e mezzo chilo, tre etti e tre etti…)
- foglie fresche di alloro.
Tritate le noci in un mortaio. Se non lo avete, potete usare il frullatore, senza ridurle, però, in poltiglia.
Sciogliete il miele dolcemente in un pentolino. Quando sarà liquido e filante, aggiungete le noci tritate e mescolate fin quando il composto non sarà una palla sfrigolante ed elastica. Versatelo su un piano di marmo bagnato. In mancanza di questo, può andar bene della carta forno bagnata e strizzata. Con una spatola lavoratelo e fatelo diventare sottile 3-4 millimetri.
Quando sarà ben freddo, tagliatelo a rombi e ogni rombo andrà adagiato tra due foglie di alloro.
La sfoglia deve risultare un po' morbida, non è un croccante.
Le piccole copete si conservano bene per diversi giorni in una biscottiera.


E’ il dolce dei Natali della mia infanzia, molto amato da mio padre e, per questo, a me particolarmente caro.


Dimenticavo, le foglie di alloro non si mangiano!

sabato 15 dicembre 2007

venerdì 14 dicembre 2007

Lolli

Pensavo ad un post su di lui.
Anche stamattina.
Poi entro qui e trovo un commento di Baudspleen.
Io Baudspleen l’ho (virtualmente) conosciuto per via di Lolli, chè nel suo sito troverete video di Lolli. Cioè, ne troverete anche altri, tutti molto belli, e foto e date di concerti, ma io ci ero entrata proprio per via di Lolli.
Perchè Claudio Lolli, io, lo amo da una vita.
Da sempre. Morirò amandolo.
Ci son cresciuta, con Lolli. E con la sua musica ho vissuto momenti indimenticabili, privati e politici.
Perché allora era così, il privato era politico e viceversa. E lui più di tutti gli altri cantautori sapeva rappresentare questa idea. Che non era solo idea, era il quotidiano.
Una volta 'sta scemata gliel'ho pure detta, e lui mi ha ringraziato accarezzandomi il polso, dopo un concerto. Ora mi vergogno un po', di 'sta cosa, ma allora ero semplicemente persa. "Allora" sarebbe due anni fa. Con Paolo, il suo chitarrista, che continuava a versare da bere, ed io astemia e impacciata con in mano i libri da fargli firmare.
E poi la carezza sul polso, quella, me la tengo cara, (ma dai, ma davvero, ma figurati... ) che mica le distribuisce così, Lolli, le carezze.. Almeno credo. Cioè, spero.
(Nelle dediche ci scrisse "A X con amore Claudio Lolli"!!)


Il primo brano che ascoltai fu, credo, Io ti racconto. E fu davvero colpo di fulmine.
E poi tutti gli lp, che ora si chiamano vinile, fino ai cd di oggi.
Ascoltavo e cantavo. Ascoltavamo e cantavamo.


Ora ascolto e basta.


Ascolto e mi commuovo alla sua voce che egli definisce “così piena di ragni di granchi di rane, e altre cose un po' strane, una voce da regno dei più, o da festival del sottosuolo”
Ora lo ascolto in camera, commmossa come allora e come allora quasi clandestina, ed il pianto si è fatto rimpianto, nostalgia, dolore e se “non è proprio questione d’amore, è qualcosa di più”.


Questa è una sua poesia senza titolo:


Forse non voglio concepire il tuo dolore
È la distanza che mi rassicura


Muovo le mani in un amore perso


Mi perde la sfibrante tenerezza
Della tua voce che parlando tace


E poi mi sfiora, come una carezza,
la tua bellezza che non trova pace.



(continua...)


 


sabato 8 dicembre 2007

Aridaje con la censura....

Aria di elezioni, Luttazzi dà fastidio....

Ho protestato con questa mail presso l'emittente:
Protesto contro la sospensione del programma Decameron di Daniele Luttazzi, ritenendo tale provvedimento lesivo della libertò di espressione e di opinione.
Comunico, altresì, che non seguirò più i programmi del vostro palinsesto in seguito alla delusione provata e all'indignazione causata dalla vostra decisone.


inviata a
programmi@la7.it

A me è venuta così, di getto, a voi verrà meglio. A chi vorrà, of course.

Questa la battuta incriminata, suggerimento del comico per sopportare il tardivo dietrofront di Berlusconi sulla guerra in Iraq:

“Pensa a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta. Va già meglio, no?”









venerdì 7 dicembre 2007

Non avemo ni canones – ni tanks ni aviones

Da due giorni sono a casa con una specie di influenza, quella con febbre e vomito. Che poi io del vomito avrei paura, chè mi sembra di soffocare e faccio "IHIHIHIHIHI!" con la paura di morire, per cui quando mi dicono "Dai, provaci, che poi starai meglio" a me viene da urlare “andate all’inferno!” con tutta la disperazione di una futura moribonda che però riesce ancora ad urlare.
Vabbè, sembra che sia passata.


Dunque, in queste due giornate di appallamento, ho tirato fuori vecchi libri, chè ne leggerei di nuovi ma poi succede che li fa associo alla nausea e mi restano antipatici.
Nella fattispecie ho riesumato le sorelle Bronte, ovvero Jane Eyre e Cime tempestose.
Di quest’ultimo ho dovuto prendere una nuova copia, essendo la prima vergognosamente consumata.
Di Jane Eyre conservo la vecchia copia Garzanti, quelle con la copertina grigia, che si spaginavano un po’.
Lo comprai dopo aver letto (avrò avuto dodici anni) la riduzione del romanzo, ovvero l’edizione ridotta per signorinette.
Avrei voglia di rileggerlo ma già so cosa mi aspetta: un continuo confronto con Cime tempestose, un paragone continuo tra Jane e Catherine, tra l’austera dimora di Rochester e la brughiera dove Heathcliff e Cathy vivono la loro giovinezza.
Jane e Cathy son diversissime. La prima così ligia ai propri doveri, rispettosa delle apparenze, in quell’esagerato perbenismo che le consente, beatallei, di perdonare la zia e i cugini che le hanno fatto tanto male, di amare (ipocrita!) la sua allieva ancora di più perchè figlia di una poco di buono (vabbè, le parole non son proprio queste ma il senso sì…) e, soprattutto, tanto puritana da chiudere il proprio cuore all’amore sapendo che egli, povero disgraziato, è sposato, sì, ma con una pazza che tiene rinchiusa (e assistita) nella torre del palazzo.
D’altronde la moglie folle è una creola, una mezzosangue, donna di temperamento passionale che, prima di farsi sposare da Rochester, ne avrà fatte di cotte e di crude, immaginiamo. Una sorta di mignottone che non può che provocare disgusto, paragonandola alla piccola, oscura Jane, con il suo vestito nero, la cuffietta e il ricamino in mano, così dimessa e umile da far tenerezza, porella.
Ma Jane non può peccare e fugge. Torna quando sa che la pazza è morta e Rochester invalido.
E il lieto fine, sebbene tardivo, arriva.
In Cime tempestose, il lieto fine non c’è.
Cathy muore di parto, invocando Heathcliff, che intanto ne combina di ogni colore per distruggere Linton e la sua famiglia, in un tentativo di vendetta che diventa autodistruzione.
Che poi Heathcliff e Cathy non si sfiorano quasi se non quando lei sta per morire, chè allora si avvinghiano in un abbraccio appassionato con lui che ruggisce pur di non lasciarla e lei, of corse, che sviene.
Un amore fatto di cavalcate uno accanto all’altra, di confidenze e sogni, ma anche di liti e discussioni, fin quando Heathcliff, a causa di un equivoco, in preda alla disperazione, parte e la bella Cathy sposa Linton. Ma poi lo zingaro torna e si sa come va a finire….
Cathy, al contrario di Jane, è una ribelle, una ragazza di carattere, testarda e appassionata, le piacciono i cavalli e la brughiera, non sopporta finzioni e ipocrisie. Qualità, però, che non le permettono di veder realizzato il suo amore. Almeno in questo mondo, perché entrambi sperano che poi qualcosa cambi, visto che Heatcliff chiede che le due bare vengano affiancate, togliendo la parete che li separa e poi Cathy lo chiama con quella voce da paura, nella notte, in mezzo alla neve... che sarebbe la voce nella tempesta, no?
E mi viene da pensare alle due sorelle Bronte, diverse, sì, ma mica poi tanto, chè Charlotte, con il lieto fine, dà una mano alla monachella Jane, mentre Emily fa ardere la povera Cathy ma la lascia in mezzo alla bufera ad urlare disperata "Heathcliff Heathcliff!!!"

Poi ho riesumato Caro Michele di Natalia Ginzburg. Un libro letto e straletto ma che amo come pochi. E mi sa che prima o poi vi beccate la sviolinata pure di questo.


Da qui il titolo del post.

giovedì 6 dicembre 2007

Albaluna festeggia

La padrona di casa di questo  blog, oggi festeggia il suo compleanno!
Siete invitati in massa a.. alla festa che si terrà bla-bla-bla?? Emh, no..
Ma a farle gli auguri perchè è una persona davvero speciale!

Buon compleanno, Albaluna, con tanto affetto!!!

mercoledì 5 dicembre 2007

Fino a quando?

"Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino".
Sono le parole pronunciate dal consigliere leghista Giorgio Bettio, durante il consiglio comunale a Treviso, per appoggiare la richiesta di metodi più duri contro gli stranieri che vivono lì.
E continua "Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari".
Ora sembra che si sia scusato e che abbia lasciato la politica.
La comunità israeliana, offesa, intende quererarlo.
Il presidente dell'ANPI protesta indignato e chiede l'intervento della procura.
Sconcerto in Parlamento mentre la notizia fa il giro del mondo con France Presse.

Contro i nazisti vi sono delle leggi.
Sarebbe giusto applicarle.

domenica 2 dicembre 2007

Perchè l'omofobia

Accendo raramente la televisione.
Stamattina, però, mentre preparavo il pranzo, ho acceso su Raitre.
Il programma era Racconti di vita, condotto da Giovanni Anversa e il tema del giorno era "Perchè l'omofobia".
Non sono riuscita a seguire tutta la puntata ma sono rimasta sconvolta dalle frequenti aggressioni ad omosessuali.
Aggressioni fisiche e verbali. Aggressioni isolate e in locali pubblici, in città del nord e del sud. Aggressioni avvenute davanti a persone silenziosamente indifferenti e, quindi, complici.

Francamente, non mi aspettavo questa escalation di violenza nei confronti di persone gay e son rimasta turbata dalle testimonianze portate.

Come e perchè può accadere che in una pizzeria, due trentenni aggrediscano un gruppo di persone (gay) che stanno parlando dei fatti loro, prima verbalmente, poi fisicamente?
E che 'sti due vengano spalleggiati da altri avventori, tra battute e risatine, senza che nessuno reagisca e/o protesti?.
E che il proprietario si rifiuti di chiamare la polizia e che, alle rimostranze degli aggrediti, risponda "Non venite più, meglio, così non rompete più i coglioni!"?

Ma quanti passi indietro stanno facendo le nuove generazioni, visto che gli aggressori son sempre giovani?

Ma davvero i gay fanno così paura?
E perchè?