Gironzolando per blog, ho trovato tante specialità gastronomiche e mi è venuto il desiderio di passarvi questa semplice, antica ricetta natalizia, tradizionale della parte del reatino che confina con l'Abruzzo.
Ingredienti:
- noci (sgusciate) e miele in parti uguali (chennesò, mezzo chilo e mezzo chilo, tre etti e tre etti…)
- foglie fresche di alloro.
Tritate le noci in un mortaio. Se non lo avete, potete usare il frullatore, senza ridurle, però, in poltiglia.
Sciogliete il miele dolcemente in un pentolino. Quando sarà liquido e filante, aggiungete le noci tritate e mescolate fin quando il composto non sarà una palla sfrigolante ed elastica. Versatelo su un piano di marmo bagnato. In mancanza di questo, può andar bene della carta forno bagnata e strizzata. Con una spatola lavoratelo e fatelo diventare sottile 3-4 millimetri.
Quando sarà ben freddo, tagliatelo a rombi e ogni rombo andrà adagiato tra due foglie di alloro.
La sfoglia deve risultare un po' morbida, non è un croccante.
Le piccole copete si conservano bene per diversi giorni in una biscottiera.
E’ il dolce dei Natali della mia infanzia, molto amato da mio padre e, per questo, a me particolarmente caro.
Dimenticavo, le foglie di alloro non si mangiano!
E' anche facile da fare.
RispondiEliminaIl sapore dei Natali della mia infanzia è legato al "fristingo" dolce nostro talmente tipico che già Plinio lo citava col nome di panis picentinus.
La ricetta (o meglio le mille ricette) è complessa, se interessa ce ne sono alcune su Google, anche perchè è nato come dolce povero, di zucchero allora costoso se ne metteva poco o anche niente, e si mescolavano tutte quegli ingredienti, miele, fichi, mandorle, noci, uva passa, vino cotto,farina di tritello (scarto di quella bianca), anici, olio, canditi etc. che si trovavano in campagna.
La ricetta si è arricchita con la maggiore disponibilità delle famiglie e con l'arrivo di nuovi ingredienti quali caffè, cacao, rum, di conseguenza ogni famiglia ha la sua ricetta e il suo sapore.
Farlo comporta molto lavoro e anche una grossa spesa visto che ora gli ingredienti fondamentali costano molto di più e poi viene buono solo se fatto in grosse quantità.
Ieri ho ceduto e ne ho comprato uno -piccolino - dal fornaio sotto casa.
E' buono, fatto onestamente ma non è il fristingo di mia nonna...
Lo sai che e' uno dei ricordi di mia nonna...lei lo faceva ad ogni natale e io restavo li' incantata a guardarla mentre lo lavorava per poi essere la prima ad assaggiarlo, anche se era bollente!
RispondiEliminaGnam gnam... sicura che siano reatine le copete? Ci credo, eh?,ma si mangia(va)no anche qui a Roma...
RispondiEliminaUn abbraccio
Mauro
P.S. Se passi da me, pure io mi sono dedicato alla cucina...
mmmm...sa di buono :o)
RispondiEliminanon ho capito se bisogna mescolare tenendo sul fuoco fino a che diventa elastica e sfrigolante. tutti dediti alla cucina...mi sa che domani farò i biscottini allora!
@Fiore. Sì, bisogna mescolare fin quando la pasta non diventa una palla sfrigolante ma non dura, altrimenti si rischia di ottenere un croccante.
RispondiEliminaMa che è?????
RispondiEliminaIstigazione a delinquere??
Tra te, fiore e Mauro...
no no, mi rinchiudo nel mio blog e non esco prima del 6 gennaio :-D
Un bacio tesoro
Bonnie
da noi si fa con le mandorle...per lagioia di ogni diabetico
RispondiEliminammmmmmm... qui da me ste cose non ci sono.... gocce di pura invidia su tutti voi che le conoscete! :)
RispondiEliminaSi può fare anche da sdraiati?
RispondiElimina@Busta.. Da sdraiati si mangia che è una favola...
RispondiEliminaCosa posso scrivere, in questo momento non mi posso permettere di uscire di casa con i dolci, gli stravizi mi sono vietati, fate voi che potete, una grande abbuffata anche per me.Buone feste bacioni franca
RispondiEliminaproverò a farlo,ma tu conosci anche la ricetta, sempre di origini abruzzesi, del Parozzo di natale , anni fà l'ho assaggiai, mi è rimasto in mente fino adesso, troppo buono!!!
RispondiEliminaè anche il sapore della mia infanzia, insieme a quello dellu pizzillu, dolce fatto di svoglia passata con un velo d'olio, ricoperta di noci e nocciole tritate,fichi e uva secca, miele, zucchero, un pò di pepe e di cacao, uva moscato fresca... penso di non aver dimenticato nulla. poi avvolta su se stessa e arrotolata a spirale, unta d'olio e cotta in forno...........che meraviglia
RispondiEliminaTi ringrazio tantissimo, anche a me ricorda i Natali da bambina, sempre in abbrizzo ai confini col reatino!!! Non li faceva mia nonna, ma una signora del paese e ce li portava...gnam! mia nonna e mia zia sostenevano pero' che non fossero tipici del nostro paesino, dove invece vanno alla grande i muzzitti (che sono piu' o meno come il pizzillu descritto nel commento precedente). Ho sempre cercato questa ricetta. Grazie ancora!!!
RispondiEliminaQuesto era il dolce caro a mia nonna, che era di Antrodoco (paesino del Lazio ai confini con l'Abruzzo). Mi ricorda il Natale della mia infanzia. Ottimo!
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