domenica 8 gennaio 2012

tutto giù per terra...

Questa casa dove ancora penzolano panni stesi verrà abbattuta entro il mese. Devo vuotarla entro la prossima settimana. Ho inziato piangendo e mettendo da parte tutto. Il vasetto il quadretto il merletto. E i dischi i libri i bicchieri integri. E borse coperte asciugamani. Ad un certo punto mi sono fermata e ho deciso che il filo dei ricordi fa soltanto e troppo male. C'è un nodo che interrompe il fluire malinconico ma dolce. Quel nodo si è formato alle 3e32 del sei aprile. Mille giorni fa. Inutile star troppo a ravanarci dentro. E allora ho iniziato a buttare. Non tutto ma quasi. Ho iniziato con le mie pagelle. Quanto ingombra una busta di pagelle? Ingombra ingombra! Chè quando ho letto chiusa e apatica non ci ho visto più e cara professoressa Pisarri (riposa in pace ma non troppo) ti ho messo nel secchio della carta.E vaffanculo pure, tie'. 


Mi sono affacciata alla finestra della camera dei miei. Questo è il panorama. In basso le Mura puntellate. Sopra, il quartiere S.Croce. Questo era il panorama della mia infanzia, della mia adolescenza, della mia giovinezza, delle lunghe giornate passate al capezzale di mia mamma.
E ho capito che 'sto cazzo di filo dei ricordi ha tanti nodi. Troppi. Non voglio spezzarlo ma neanche star lì a sgranarlo come un rosario chè mi sto rovinando il cuore.E voglio che l'ultima parte sia di seta. Magari grezza. 
Ho le mani troppo rovinate, oggi.


Esco sul balcone per fumare una sigaretta. Mannaggia, fossi uscita qualche minuto prima...
Questa casa non è mia e mai la sentirò tale. Questa luna, questi monti, però, sono miei, sono il mio presente. E me li prendo. E ve ne faccio dono. Il nodo si allontana un po'.
Che strano anagramma...

9 commenti:

  1. Credo che prima o poi, dopo ogni lutto, venga il momento di andare avanti. Questo non vuol dire dimenticare, cosa impossibile, ma trovare la forza per andare avanti e per vivere comunque al meglio possibile.
    Te lo auguro davvero.

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  2. Il finale di questo post vale un vita, la tua, che DEVE ricominciare.
    Buoninzio, sotto questa tua bellissima luna...

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  3. Saggia riflessione, chissà qual'è il nostro posto nell' universo, relegarlo in una casa non è da Te.
    Senz' altro il liberarsi di tante ancore dovrebbe alleggerire anche il cuore. Il tutto, ovviamente, con salvezza delle legittime incazzature per quanto doveva esser fatto e non lo è stato

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  4. la vista delle montagne mi ha dato una sensazione di pace... spero che lo faccia anche a te!! un abbraccio ... ricordi e dolori forse con il tempo rimaranno solo i ricordi...
    forse ci hai lasciato il cuore e quel posto è collegato ad un periodo della tua vita che ti rimarrà dentro ... ma adesso il presente è quello che si deve vivere...

    io ho cambiato due case. L'ultima in cui abito dalla separazione non è casa mia, o meglio è mia ma non l'ho scelta. E' una storia lunga ma so solo che dentro il mio cuore l'unica casa che ancora sogno di notte e a cui penso con nostalgia è quella in cui è cresciuto mio figlio, è quella del matrimonio e della fine di tutto. Lì ho lasciato il mio cuore... e i ricordi che ogni tanto lascio andare.
    Un lutto di una casa è un grande dolore.

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  5. Sì, non c'è mattone della mia vita che non abbia conservato un pezzo del mio animo, in questo sono un gatto e per quasi tutte le "mie" case ho riso e pianto.

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  6. La nostra storia è dentro dinoi, non riusciamo a liberarci dalle cose che secondo noi la mantengono e la incarnano ma quando abbiamo la forza di iniziare lo strappo e separarcene inizia la liberazione e la rinascita dalla e della nostra storia. Un abbraccio forte! redcats

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  7. La vita cambia, il nostro passato rimane immutato. La vita colpisce e ci pone di fronte a realtà che stentiamo o ci rifiutiamo di accettare. Ostinarsi a rimpiangere il passato significa non solo vivere male il presente, ma rendere ancora più amaro il futuro.
    La tua rabbia la posso capire: ho vissuto con gente che ha dovuto abbandonare tutto, che ha visto le proprie case abitate da altri e le proprie terre lavorate dagli altri, senza speranza di tornarvi a vivere in quelle case a lavorare quelle terre. Ma so che solo chi la vive la vostra situazione può comprendere a fondo la lacerazione, la frustrazione contro un destino bastardo e le iene governative.
    Spero che tu riesca a superare questa lacerazione, che riesca a rimarginare, che le cose prendano una dimensione più serena.
    Ricordati che la tua casa è il tuo cuore, è il cuore dei tuoi cari, non dei freddi mattoni!
    Dove tu ci sarai, ci sarà la tua casa, anche se è una casa straniera, una casa che ti è difficile da accettare. Auguri mia cara!
    Un abbraccio Renata

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  8. Mi sento quasi sollevato nel leggere che quella casa non l'hai mai sentita tua... deve far un po' meno male allontanarsene...
    Accidenti pero'! Mille giorni e sono ancora lì ad abbattere? :-o

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  9. ma è strana questa cosa, se io voglio pensare ad una sensazione che mi dia pace, penso sempre ai tuoi monti che sono anche un po' stati i miei, è quella la serenità e la pace per me che conservo così tanti bei ricordi.
    E' strano perchè poi è successo quel che è successo...e so che anche la casa di mia nonna forse verrà abbattuta e mio padre vivrà quello che stai vivendo tu. Eppure quei monti, sono sempre là a dispetto anche del terremoto stesso, e che nostalgia e che pace che avevo nel guardarli e prendo il tuo dono anche io, fin quasi ad acchiappare la tua luna, che arriva fin qua.
    un abbraccio

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