sabato 12 gennaio 2008

Napule è mille paure

Si parla di emergenza rifiuti e facilmente ci si riempie la bocca di parole incomprensibili  e incomprese, di giudizi tecnici che di tecnico non hanno nulla, di chiacchiere da bar dello sport, di commenti da autobus.
Sotto sotto c’è altro. C’è Napoli e c’è il rapporto ambiguo e complesso che tutti, politici, mezzi di informazione, opinione pubblica, gente comune, hanno, abbiamo, con questa città e con i suoi abitanti.
E’ successo a Napoli e solo lì sarebbe potuto accadere, ma se fosse capitato, che so, a Bologna? A Torino? A… Cuneo?
Michele Serra, giorni fa, su La Repubblica, paragonava l’emergenza dei rifiuti a Napoli all’alluvione di Firenze. Allora arrivarono a Firenze soccorsi da ogni parte d’Italia, si mobilitarono i giovani e non solo. Ed ora? ChI andrebbe con generoso entusiasmo a raccogliere la spazzatura di Napoli? Dove sono gli angeli del cassonetto?
I marciapiedi non sono Santa Croce, d’accordo, ma credo che il problema sia un altro. Sia proprio la difficoltà di rapportarsi in maniera serena con una città così difficile e con i suoi abitanti.


Io ce l’ho, ‘sta difficoltà, e ne colgo, dentro di me, tutti gli aspetti.
Amore e odio, attrazione e paura, trasporto e freddezza, simpatia e fastidio.
Sì, vabbè, i luoghi comuni, ma non sono solo quelli. Perché andare a Napoli non è andare in un luogo comune. Non è solo Mergellina, la pizza, i motorini con tre ragazzini, i vigili che si voltano e si accendono una sigaretta, una musica sparata a palla da un’autoradio, il Cristo velato o piazza Plebiscito.
Andare a Napoli è fare i conti con il desiderio di essere lì e di andare via, con il razzismo che si insinua sottile, con la passione che ti travolge improvvisa, con l’invidia e con la compassione.
Andare a Napoli è un po’ fare i conti con la propria coscienza.
Bisogna farlo se si è pronti ad accettare l’incomprensibile e a rispettarlo.
Io non ci vado da un po’, non sono pronta. Non riesco, come diceva Anna Maria Ortese, ad avere una vera misura delle cose. La mia diventa una visione dell’intollerabile che fa male, che fa paura, che allontana.
Napoli ha bisogno di cuori forti e di tanta lucidità.


 

10 commenti:

  1. Penso che tu abbia sintetizzato i sentimenti di quasi tutti noi verso una regione tanto bella e brutta insieme. Solo i leghisti mi fanno arrabbiare quanto li sento sproloquiare, perchè vogliono ignorare che molta della loro spazzatura e del tipo più pericoloso è stata "riciclata" dalla camorra - e aprezzi stracciati - in Campania e nelle altre regioni (anche qui nelle Marche, purtroppo).

    Però non si può aspettare tutto dallo stato, nè difendere i camorristi, bisogna che i campani inzino anche ad aiutarsi da soli.

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  2. Volevo ringraziarti per l'interessamento sulla situazione a casa mia e dirti che le cose, nei loro limiti - migliorano

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  3. Ho letto...è un post che tocca....ma non so cosa dire.

    Qualche giorno fa in un forum uno ha scritto , in modo assai pacato, che ora "mica dovremo ricevere noi la spazzatura di napoli", e si riferiva ad una regione del nord.

    Io gli ho detto che certo, non si può pensare che a regime le altre regioni ricevano la spazzatura di quello o quell'altro luogo.

    Però ho invitato anche a fare atenzione perchè si rischiano derive nel dire "la monnezza campana stia in campania".

    Lui mi ha fatto notare "però, a parti invertite, questo invito all'attenzione non me lo avresti fatto".

    E gli ho detto: è ver, senza dubbio..probabilmente s eparlassimo della spazzatura veneta questo scrupolo nonlo avrei avuto.

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  4. verso napoli si cè paura. Non conosco molti italiani che verrebbero qua a cuor leggero e non solo ora che c'è la munnezza.

    Figuriamoci per toglierci dall'emergenza. Anzi dirò di più, in questo momento a sentire tanti mi sembra che Napoli sia diventata il simbolo della vendetta: la vendetta di quei politici rabbiosi, dei benpensanti che possono finalmente assumerla in pieno come emblema di un Sud che non riesce a rialzarsi, di chi non sogna altro che di veder morire qlcno che si è odiato tanto, causa di tutti i mali del mondo. Di chi voleva farne oggetto di scempio e cè riuscito.


    Le colpe la città ce l'ha, si è troppo nutrita del "tanto peggio, tanto meglio" anche da parte della società civile che sonnecchia e fa finta di non vedere.

    Inutile credo provare a distinguere i sentimenti che animano tutti noi che la conosciamo bene. Certo c'è bisogno di nervi saldi e idee chiare, ma non credo che basteranno se ad aiutare Napoli non ci sarà il concorso di tutti, ma a partire dai noi che ci siamo nati. Ognuno dovrà rinunciare a qlcsa per il bene comune: se non capiamo questo prima noi, credo che non ci sia più niente da fare. E ti dirò che non sono molto ottimista...

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  5. Scusami se occupo un po del tuo spazio é un commento che ho già inviato a laura aironedistelle che sta dandoci una mano a noi napoletani. grazie a lei e a te per l'ospitalità.

    Nonostante tutto questa è la nostra Napoli, quella che amiamo più di ogni altra cosa al mondo, si va in tanti posti, si gira il mondo e in nessuno di quei posti trovi la magia che si vive a Napoli, c'è microcriminalità ma capita anche che se qulcuno viene scippato, i napoletani presenti fanno una colletta seduta stante, ti offrono un caffè si scusano mortificati e ti comprano il biglietto per farti giungere a casa.


    NAPOLI

    Napoli e' come un abbraccio;

    e' come una donna in amore:

    calda,primitiva, voluttuosa, ardente.

    Convinta che tutti hanno il diritto ad un pezzo di felicita'

    è perciò spudorata e provocante, lasciva e sregolata.

    Napoli che nasconde

    segreti vergognosi

    e vergognose miserie;

    che e' convinta

    che le regole debbano essere

    al servizio delle persone,

    e non le persone al

    servizio delle regole.

    Arrogante e fiera,

    sempre a testa alta.

    C'e' la Napoli dei quartieri Spagnoli col coprifuoco alle sette di sera,

    povera disoccupata e oppressa dalla malvita,

    e la Napoli di Mergellina,

    ricca, raffinata e un pochino snob.

    C'e' la Napoli di S. Gregorio Armeno, colorata, creativa e ridente;

    Natale diventa magia tra quei vicoli.

    C'e' la Napoli segreta, sotto un quarto di luna, che vibra e sogna,

    che si lascia conoscere e penetrare solo se hai voglia d'amore:

    Napoli sotto le stelle.

    Napoli ti bacia con baci umidi e insinuanti e poi ti entra dentro

    e ti possiede, sfinendoti...

    e non la dimentichi piu'.

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  6. Ringrazio tutti i commentatori di questo post.

    Ringrazio Ultimo2008 e linko il blog di Laura

    http://picnicconlefragole.splinder.com/

    al quale ha fatto riferimento.

    Credo sia giusto che di Napoli parlino soprattutto i napoletani. Feriti ma pur sempre orgogliosi. Napoli è la loro madre malata ed è giusto che siano loro, consapevoli, attenti e responsabili, a chiedere che venga curata.

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  7. Ai commentatatori di questo post e alla gentile elenamaria vorrei dire: non fidatevi di quello che vi mostra la TV di stato, in confronto alla realtà che viviamo qui, quelle immagini non rendono la verità. Verreste a conoscenza dei fatti reali se i dirigenti RAI consentissero 5 minuti di riprese continue partendo da Arzano, Casavatore Capodichino Napoli, 7 Km. di vergogna ogni 50 metri un cumulo di munnezza di 15 metri di lunghezza e 3 metri di altezza, i pedoni devono turarsi il naso e stare in apnea per attraversare la strada, a tutt'oggi 12 gennaio nulla è cambiato, anzi la situazione peggiora di ora in ora perchè la spazzatura è da 3 giorni che non viene raccolta per le strade. Non dobbiamo vergognarci noi onesti cittadini che abbiamo anche pagato la tassa, ma deve vergognarsi il governo centrale e il governo locale.

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  8. Brividi e commozione. Non riesco a dirti altro

    un bacio

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  9. Elenamaria, con tutto l'amore che ho per la mia città, l'alluvione di Firenze e la munnezza di Napoli sono poco paragonabili, perchè il primo è stato una "catastrofe" almeno in parte naturale (poi è ovvio che una catastrofe è tale perchè non abbiamo i mezzi per contenerla), la seconda no. L'effetto che ha sulle persone è per forza diverso. Secondo me il paragone di Serra è poco condivisibile.

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  10. Una città magica, unica.....trattata così male...

    Un abbraccio

    Maya

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