lunedì 8 ottobre 2007

Heathcliff, Luca e altre storie

A quindici anni ero innamorata di David Bowie, di un mio compagno di scuola piuttosto brutto, di Heathclff, del principe Myskin, di Pietro Spina e di Luca Sabatini.
David Bowie, vabbè, lo conoscete tutti. Spero. Il compagno di scuola non era granchè. Il principe avrà la buona grazia di aspettare. Restano gli altri tre.
Lettrice accanita e furiosa, spesso disordinata, sognavo fughe nella brughiera con Heathcliff, travolti dal vento e dal profumo dell'erica. In realtà, timida e frenata,  sognavo che egli raggiungesse una volta per tutte e per sempre la sua Cathy, che riuscisse a tenerla con sè. Perchè era bello, duro, tenebroso e selvaggio. Pure un po' crudele. Che poi la Bronte non ha mai parlato della sua bellezza, anzi, ma non importava. Lo immaginavo proprio come Laurence Olivier ne La voce nella tempesta. Il film è vecchissimo ma io lo vidi dopo. E ritrovai in quei tratti l'uomo che sognavo.
Pietro Spina  e Luca Sabatini sono personaggi di Silone. Rispettivamente Vino e pane e Il segreto di Luca. Non è mia intenzione parlare di quello che per me ha rappresentato Ignazio Silone ma questo episodio devo raccontarlo.
Più di venti anni fa, accesi la televisione mentre tentavo di calmare una crisi notturna di pianto di mio figlio. Su Raitre trasmettevano La biblioteca dello scrittore. In ogni puntata si chiedeva ad uno scrittore di parlare dei suoi libri preferiti. Quel giorno veniva intervistata Luce D'Eramo. Mi venne la pelle d'oca quando parlò di Cime tempestose  e dei libri di Silone. Lei! Parlò degli amori maledetti e sfortunati tra Heathcliff e Catherine e tra Luca e Ortensia. Di una passione che va al di là dei sensi e della morte, di un'attrazione mai soddisfatta, paga di un solo abbraccio. Oh, di Luce D'Eramo vi racconterò un'altra volta, il ricordo, però, di quelle sue parole, non mi abbandonerà mai. Nobilitò qualcosa che mi accompagnava da ragazzina  e che ritenevo frutto di fantasie adolescenziali. Diede voce a emozioni mute, incapaci di trovare verbi e aggettivi. Parlando di Silone, Luce D'Eramo descrisse non solo lo scrittore ma l'uomo, il suo amico per tanti anni. E mentre lei parlava, scorrevano immagini di Pescina, della tomba di Silone, di quelle case e strade ancora segnate dal terremoto di tanti anni prima. Le strade percorse da Pietro, solo, malato, nostalgico e inquieto, braccato dai fascisti e dalla sua dolorosa coscienza, alla ricerca della verità, e da Luca, nel ritorno dopo quaranta anni di carcere scontati da innocente. Luca amava Ortensia e ne era contraccambiato ma lei era già sposata. Il loro amore durò per sempre, anche dopo la condanna di Luca all'ergastolo. Lei si rinchiuse in un convento e da lì continuò a pensare a lui, ad amarlo
Ed anch'io amavo Luca. La sua tenacia, la sua ostinatezza nel non voler parlare di quella notte e nel voler proteggere quell'amore. Il suo silenzio, la sua solitudine.



Non so bene perchè ho scritto 'sto post. Mi è venuto così, guardando il nome del blog. Scelto non a caso.. Una manciata di more è un altro libro di Silone, con un forte andamento autobiografico.

Capita che ci si svegli presto, che non si possa far rumore chè tutti dormono, che i gatti continuino a ronfare sul divano e che il pensiero, solito scugnizzo ribelle, se ne vada per fatti propri. Capita.
Intanto ho promesso di parlare di Luce D'Eramo. Non dite "machissenefrega", non sta bene. Non leggete più 'sto blog miserello e basta, se proprio non vi piace la D'Eramo. Vi anticipo che, se il cognome vi ha detto qualcosa, se leggete un certo quotidiano, sì, avete indovinato, è proprio sua madre.

Alla prossima, dunque...
e buon comincio di settimana!

4 commenti:

  1. come, non conosco luce d'eramo..?!?!? credo anche di leggere un certo quotidiano ;)

    aspetto trepidante il tuo post su luce d'eramo e ti dico che ho letto con piacere questo, hai un bel modo di raccontare, avvincente e coinvolgente. ammiro la tua bravura e tu auguro uno splendido lunedì (nella misura in cui un lunedì possa essere splendido...eh eh!)

    baciotti

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  2. ehm....ero io sopra...non so perché non aveva preso il login....ciau!

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  3. io volevo essere Margherita ed amavo quel Maestro così difficile, così ombroso e ribelle.


    oppure essere Scarlet O'Hara.


    o Bradamante in tutte le sue declinazioni, non ultima quella di Calvino nel suo cavaliere inesistente ...


    in effetti amavo i personaggi femminili e la loro maniera di amare.

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  4. cime tempestose è uno dei più bei libri in assoluto.il primo è farenheit 451 del mitico bradbury

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