Questa è la facciata della Basilica di S.Bernardino. Una delle chiese più belle dell'Aquila. Fore la più bella. La facciata è quasi integra, si è solo un po' staccata dal corpo. Dentro è un disastro. Io nacqui alle spalle della chiesa e del Teatro Comunale, devastato, che è proprio dietro la chiesa, In via Sinizzo, la stradina che porta al Castello cinquecentesco, danneggiato anch'esso. Nata e vissuta lì per otto anni. Frequentavo questa Basilica con i miei. Mi portavano qui a messa e qui mi innamorai, corrisposta!, di un bellissimo bambino dagli occhi azzurri. Lui faceva il chierichetto e, quando c'erano le processioni, si vestiva da paggetto. Io non so se qualcuno di voi abbia presente un paggetto di dieci anni, biondo con gli occhi azzurri. Insomma... la calzamaglia bianca, il costume tipo magozurlì, il basco con piuma, il mantello e la spada. Un braccio alla vita sotto il mantello che faceva mezza ruota. Poi mi cercava con lo sguardo e mi sorrideva e io obbligavo i miei a superare la processione per vederlo di nuovo e poi di nuovo e riavere un altro sorriso.Ci amavamo sul serio. Lui mi ragalava rami di lillà rubati nei giardini ed a me batteva il cuore e tremavano le mani.
Ieri, con una visita guidata, sono andata a vedere la chiesa dentro. Sono salita, con un montacarichi, fino a toccare il soffitto. Hanno creato una sorta di soppalco dove stanno lavorando i restauratori. Salgono dieci persone la volta, con il caschetto in testa. Si cammina curvi per evitare di sfiorare le decorazioni. E là, davvero ad un passo da quello che tanti anni fa era il mio cielo, guardavo giù dove tutto è impacchettato, imballato, transennato, messo in sicurezza. Vedevo teli, ferri, tavole e polvere.
E vedevo una bambina magra come una lucertola, con i capelli quasi bianchi e corti chè si devono irrobustire. La vedevo nel suo scamiciato verde mela, sul bordo di un banco in prima fila. E dal fondo della navata avanzava padre Casimiro, piccolo e segaligno, seguito da due file di chierichetti. E tra i chierichetti ce n'era uno con gli occhi azzurri che aspettava di incrociare il mio sguardo. E dalle finestre della gigantesca cupola entravano le rondini e io temevo che non trovassero l'uscita ma poi la trovavano chè sotto le cornici dei finestroni avevano fatto il nido. C'era profumo di lillà e odore d'incenso. Un frate giovane suonava l'organo quattrocentesco, mentre una bambina troppo magra aspettava di veder sfilare il suo principe. E ieri ero lì, affacciata all'impalcatura, a veder tutto questo, quando qualcuno mi ha toccato la spalla per farmi segno di proseguire il percorso. Ad un passo dal cielo, tra lacrime e polvere.



senza passato non siamo niente... ma a volte fa un male cane!!
RispondiEliminaCon ammirazione, sempre per il tuo/vostro coraggio
tanti auguri di un vero nuovo felice anno nuovo
Elisa
Quant'è bello questo racconto, com'è vivo. Mi sembra di vederla anch'io, quella bimba magra come una lucertola che cerca il suo principino.
RispondiEliminaQuesti ricordi meravigliosi non te li può togliere nessuno.
Tantissimi auguri di vivere un anno veramente nuovo.
ringraziamo il Cielo che stanno iniziando i lavori! alleluia!
RispondiEliminaUn abbraccione e tantissimi auguri anche a te mia cara! Renata
E' davvero bello questo post, delicato e orgolgioso, un po' come te. Si vede il tuo cielo azzurro e si sente anche da qui, l'odore del lillà.
RispondiEliminaBuon anno Elena, a te, alla tua famiglia, alla tua città bellissima.
oh bimba e ciai fatto batte il core anche a noi, pensa che Balena mentre Dani leggeva il tu post ha tirato fori la foto di Gatta Margotta e gli sdrusciava addosso la gota
RispondiEliminaAuguri per tutto
Dante
Ad un passo dal cielo e ad un passo dalla felicità. Che sia corto, leggero e sereno il passo Elena, in questo nuovo anno. Tanti auguri, i migliori, per uno splendido 2012.
RispondiEliminaUn abbraccio :)
Leggendo i tuoi post così pieni di passione ho realizzato che io non riesco a provare un attaccamento così grande alla mia città. Quale poi? Quella dove sono nata, o questa dove vivo?
RispondiEliminaPer questo motivo ammiro la tua costanza nel non mollare, nel crederci nonostante tutto.
Ti auguro che il prossimo anno sia davvero migliore di questo, di ritrovare la tua serenità, di convogliare la tua energia in positivo, di vivere con maggiore leggerezza, anche se il contesto intorno a te è difficile.
Grazie per averci seguito con tanto affetto e nonostante gli acciacchi agli occhi. Grazie per l'offerta del disco. dani ti manderà una mail in privato.
RispondiEliminaSiamo riusciti a chiudere la maratona dei 400 post. Chissà poi perché Dante si prenda questi impegni strambi... Comunque lui ha messo un racconto ambientato tanti anni fa a Firenze e Balena ha chiuso da par suo col delirio del tonno che gli risuscita la carne e lui la rimangia.
Un grande abbraccio
e Tanti Auguri
Holly
Mi sono permessa stasera di fare vedere queste foto a mio padre, e lo guardavo negli occhi, e guardavo dentro quegli occhi umidi e ho visto tanto di quell'amore e di malinconia e ti ringrazia e unitamente alla mia famiglia ti abbracciamo.
RispondiEliminasssssssss mi avevo alsato prestisimo pe inissiare il latacco ai lavanzi dela ciena
RispondiEliminasendo acieso il conpiute eco il mio plimo laugurio
gato dogie Balena
Mi viene voglia di disegnare il paggetto e la bambina...
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