domenica 25 dicembre 2011

il mio regalo

Questo racconto non mio è il mio regalo di Natele. Si può regalare qualcosa di altri? Sì. Perchè ogni parola che leggerete mi è sorella, figlia, madre. Conosco il palazzo, si vede da casa di mia mamma e dalla piazzetta vicino casa mia. Conosco le vie, i muri, le piazzette, le transenne. Conosco i passi, i rumori, i silenzi. Le parole, i sussurri, gli sguardi. Gli odori, le luci. Il buio. 
Ve lo porgo davvero come un dono scelto con cura e attenzione.

8 commenti:

  1. Tocca il cuore porco boia. Grazie! questi regali tengono l'attenzione alta.
    Le foto di Ito sono apparse, erano una carrellata e stentavano ad apparire, credo che a Margotta anche Ito...ma non lo facciamo sapere al rotolo

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  2. E' un regalo davvero prezioso e che stringe il cuore...ti ringrazio per averlo condiviso con noi.

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  3. toccante e come dice maude stringe il cuore, grazie

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  4. Letto con molta attenzione. Si sente tutto, odori, sensazioni, sentimenti. Come ogni volta che ne parli anche tu.
    Io spero che presto arrivi un regalo vero per te, per voi. E che tutto questo non resti che un brutto ricordo lontano.

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  5. Un abbraccio forte forte e tanti auguri che la vostra bellissima città rinasca a nuova vita!
    Renata

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  6. i sono entrata dentro anche io, Elena, immaginando "i passi, i rumori, i silenzi. Le parole, i sussurri, gli sguardi. Gli odori, le luci. Il buio".
    Sarebbe un ottimo pezzo di letteratura, se non fosse così maledettamente vero e vissuto sulla vostra pelle.
    Ti abbraccio e ti dedico, con affetto, un post da me, sperando in un anno diverso per te e per tutti voi. Linda

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  7. ho letto il racconto e la commozione è di casa dentro il nostro animo ... ho anche tentato di lasciare un commento a loro ma non ci sono riuscita.

    Ci vorrebbe un po' di sole in quelle case - soprattutto in senso metaforico - per togliere il dolore e ricominciare. Quegli scheletri sono solo un bagaglio di ricordi che fanno male aver perso così...

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