lunedì 11 maggio 2009

foto e terremoto


Ringrazio, prima di tutto, le amiche e gli amici che, da più di un mese, mi sono accanto con commenti, sms, telefonate e mail. Mi scuso se non riesco a rispondere a tutti ma il tempo che ho per collegarmi è poco e non riesco a fare tutto quello che vorrei. Una risposta, però, la devo. E, data l'importanza che per me riveste questo argomento, non rispondo con un commento ma con un nuovo post. Il mio amico Pier ha lasciato questo commento ad un mio post precedente, quello relativo agli sciacalli della domenica. E' un commento molto profondo e merita, da parte mia, una riflessione. Per quanto, ahimè, sia possibile riflettere in certe situazioni. Pier scrive:


Ho letto le tue parole che mi hanno coinvolto, commosso e infine lasciato di merda a confrontarmi con la mia coscienza caduta in un profondo conflitto con se stessa. E ti spiego.
Come sai, oltre ai video io sono appassionato di fotografia e cerco sempre di raccontare "qualcosa" con le mie immagini, cerco sempre di far evocare qualcosa/qualcuno di emozionante in chi guarda un luogo o un volto che ho immortalato.
A volte ci riesco, molte altre faccio foto normali, banali, alla portata di qualunque fotografo della domenica, "mute".
Insomma, probabilmente se la tua città fosse stata meno lontana da Bologna, non ti nascondo che mi sarebbe "piaciuto" "interpretare" con la mia macchina fotografica l'attuale realtà tua e dei tuoi concittadini (perchè l'uomo disgiunto dai suoi luoghi di appartenenza non ha mai suscitato il mio interesse; vedi, per esempio, le mie numerose foto di Parigi dove rischio spesso di violare l'altrui privacy).
Insomma, allora, leggendo le tue parole mi son detto: ma se Elenamaria avesse visto uno (io) fotografare quei luoghi, che cazzo ne avrebbe potuto sapere delle mie motivazioni, dello spirito e dello scopo e del perchè stavo fotografando quel dolore? Mi avresti considerato uno di quei pezzi di merda in "gita fuori porta" la domenica e allora ecco che sono entrato in quel conflitto di cui parlavo all'inizio del post.
E non riesco a venirne fuori, non so cosa rispondermi, non so come mi "dovrei" sentire anche in questo momento in cui, dopo aver letto i tuoi pensieri da cui emerge uno stato d'animo inequivocabile, non riesco a dirmi "si, ciò che dice Elenamaria deve essere un punto fermo e inopinabile e se fosse successo a Modena no, non sarei andato".
Questo non riesco a farlo proprio.
Si, sono a disagio, ma sento di non avere nulla di cui vergognarmi nonostante, ripeto, leggere le tue parole è stato come subire un bombardamento.
E siccome ti stimo non voglio raccontarti quello che non sono.


Non è facile rispondere, conosco abbastanza Pier per sapere che non è affatto quello che definisco sciacallo, che possiede una sensibilità sincera ed onesta, che non si ferma al colpo d'occhio e neppure allo scatto e basta. Ci provo, però, perchè una risposta è davvero doverosa. Pier, scusami ma ti avrei scacciato. Se ti avessi visto fotografare la mia casa o una qualunque delle case dei miei concittadini, ti avrei scacciato in malo modo. E peggio ancora se ti avessi visto fotografare i miei concittadini mentre mangiano, si lavano, fumano, piangono, ridono nelle tendopoli o nei pressi delle loro case ferite. Accade, sì, posso testimoniarlo. L'ho visto. Fotografano anche i bambini che disegnano, le vecchie che recitanio il rosario, gli uomini che giocano a carte. Vabbè, potresti replicare, ma si può far questo per documentare, per testimoniare. Sì, certo, è vero. La documentazione, però, è, secondo me, un mezzo, non un fine. E il fine, Pier e chi legge, qual è? Regalare un brivido, una lacrima, un'emozione, una mezz'ora di insonnia, evocare qualcosa/qualcuno di emozionante in chi guarda un luogo o un volto? No. Il fine deve, dovrebbe, essere puntato a chi di quell'immagine è protagonista. Cerco di essere più chiara, chè mi sto incartando e dietro di me c'è chi aspetta. Se tu, che guardi quelle foto, le guardi per agire, partire, aiutare, muoverti in qualche modo, ha un senso. Ma se non si muove nulla, se operativamente non accade nulla e nulla cambia, beh, allora nulla ha senso. Anzi, la cosa mi fa proprio senso. Di emozionare le anime più o meno belle, francamente, me ne infischio. E, perdonami la citazione, ti stimo troppo per raccontarti quello che non penso. 

20 commenti:

  1. Commento anch'io a ruota libera ,senza saper dare un'opinione..Probabilmente i tempi son cambiati anche per la documentazione..Ricordo la mattina della strage alla stazione di Bologna dove dovevo andare,... per un contrattempo tardai un po' e sentii il botto da lontano...Fra l'altro,il mio vicino, il più importante fotoreporter della città l'avevo visto partire da poco per il mare con moglie e figli...Ci furono per fortuna le riprese di quello che era successo, e i primissimi soccorsi,documentati dall'amico di un mio amico, che per caso era in zona con telecamera professionale e tutte le prime immagini sono sue..Oggi quei documenti servono per renderci conto di quel che è successo,per capire a fondo lo strazio che si ebbe,e che io vidi senza aspettarmelo perchè io andavo per altre ragioni..perchè altrimenti tanto sarebbe andato perduto...Oggi le cose son diverse,tutti hanno una telecamera in casa,una macchina fotografica o un cellulare per foto in tasca,e allora i documentatori,anche in buona fede ,posson diventare fastidiosi e molesti a causa del loro grande numero,per non parlare poi di quelli alla ricerca della foto senzazionale, o del reportage con interviste con domande talmente stupide da far perder la pazienza a un santo....

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  2. P.S.:Matita blu: Sensazionale...ma noi vecchi bolognesi abbiamo qualche problemino con "s" e "Z"

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  3. Il punto è dove finisce la documentazione e dove comincia la morbosa invadenza. Personalmente non mi verrebbe neanche in mente, trovandomi in situazioni eccezionali, di tirare fuori il videofonino (che non ho) e cominciare a scattare.

    Però forse mi verrebbe voglia di disegnare certe situazioni particolari che potrebbero evocarmi sentimenti , non di emotività a basso costo, ma di reale empatica partecipazione . Redcats

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  4. Ovviamente comprendo le parole e la posizione di Elenamaria alla quale non replico poichè ha ben capito la mia posizione come io la sua; un po' meno capisco quelle di Luciano1 e decisamente meno quelle di Redcats che, in replica al post di Elenamaria, cita la "morbosa invadenza" specificando che "non mi verrebbe mai in mente... di tirare fuori il videofonino...".

    Allora, a Luciano1 vorrei dire che non vedo cosa cambi il fatto che i tempi siano... cambiati. Cioè, il fatto che oggi ci siano idioti che abusano della tecnologia alla portata di tutti e rendano poi pubblici le loro bravate grazie anche a piattaforme come youtube, nulla dovrebbe togliere alla volontà, direi anche il dovere, di voler documentare, di voler a proprio modo testimoniare e, consentitemi una frase sfruttata ma che ritengo sincera, per non dimenticare.

    E a Redcats che cita, ripeto, "morbosa invadenza", vorrei chiedere: cos'hai pensato degli autori di quelle fotografie, che anche tu avrai visto sin da bambino, che ritraevano i corpi, sia quelli privi di vita e ammassati uno sull'altro, sia quelli apparentemente e disgraziatamente vivi, dei deportati nei campi di concentramento nazista? E, volendo, potrei portarti decine di esempi, eh.

    Pensi che sarebbe meglio se di disgrazie piccole e grandi, e del contesto in cui sono avvenute, non rimanesse alcuna immagine?

    Per motivi personali vado spesso a Potenza e, in una stazione delle scale mobili (là sono un mezzo pubblico come i bus), hanno allestito una mostra con moltissime fotografie del terremoto che nel 1980, insieme all'Irpinia, colpì gravemente anche la Basilicata e, appunto, il capoluogo. Ebbene, io credo, oltre che si tratti di foto molto belle, che esse rappresentino un tributo, che siano un omaggio ai morti e ai sopravvissuti immortalati perchè quelle espressioni, secondo me, parlano e noi, sempre secondo me, se le facciamo parlare in modo perenne, compiamo solo una parte del nostro dovere.


    Ciao a tutti.

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  5. mi sembrerebbe un'offesa alla sofferenza e al disagio delle persone

    se dovesse saltarmi in mente di fare qualche foto.

    sarà che fotografo solo lo spettacolo bello della natura.


    scusa Luciano, pur non condividendo il tuo punto di vista, capisco le tue perplessità.


    Elenamaria un abbraccio forte.

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  6. Scusate se torno sull'argomento, ma ho appena letto questo articolo sul Corriere http://tinyurl.com/r7ohun e non potevo non ripensare a questo nostro scambio di vedute e quindi ecco cos'è, secondo me, un comportamento che manco le bestie avrebbero, un comportamento che non ha rispetto nè dell'uomo, nè della morte e che nulla ha a che fare, sempre secondo me, col partecipare a un dolore collettivo come quello di rendere immortali persone e luoghi.


    Buoa giornata.

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  7. All'inizio avevo detto però che non prendevo una posizione precisa,ma solo dei timori......A volte ho solo paura che nel momento di vera emergenza si pensi più a documentare anzichè ad aiutare..Ricorderò per sempre una bambina vittima del terremoto in Messico diversi anni fa, che con un piede imprigionato dentro una buca in cui l'acqua saliva molto lentamente,chi riprendeva,anzichè aiutarla,(sarebbe bastata una tazza o anche solo uno straccio per tirare fuori l'acqua )la lasciò annegare per continuare a riprendere...

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  8. Luciano1, perdonami, ma credo non abbia alcun senso segnalare episodi che non portano da nessuna parte. Solo un imbecille (e uso un eufemismo) può decidere di riprendere una persona anzichè salvarla, e le mie argomentazioni e gli esempi che vi ho portato si possono ovviamente contestare, ma nulla hanno a che vedere con un assassinio come l'esempio da te portato.

    Ciao.

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  9. Ribadisco che c'è differenza fra doumentazione e invadenza. Redcats

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  10. Pier, non voglio assolutamente fare il processo alle tue intenzioni,ma anch'io nelle condizioni di annamaria,dopo la prima settimana o due di cronaca fotografica necessaria,caccerei chiunque venisse ora a fare foto più o meno artistiche davanti a casa mia...Nelle tragedie, rifiuto gli artisti ,quelli che voglio tirar fuori la foto emblematica,la foto assoluta,soprattutto dopo la dichiarazione di Karlheinz Stockhausen,nei riguardi dell'11 settembre: "La più grande opera d'arte mai realizzata. Cinquemila persone che in un solo istante vengono cacciate a forza nella resurrezione. Io non potrei mai arrivare a niente di simile. Davanti a questo, noi compositori non siamo nulla". E si ha il timore che lui sia stato ,fra gli artisti,solo quello che ha avuto il coraggio di dire una cosa simile...Comprendimi,non ce l'ho con te,ma temerei anch'io la morbosità che possono avere certe persone,nel voler tirar fuori la foto eccezionale e assoluta..

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  11. A mio parere il discorso nel commento di Pier è perfettamente sensato, così come lo sono il post originale e la successiva reazione di Elenamaria, e hanno ragioni da vendere ambedue. Ovviamente partono da punti di vista diversi, che hanno però ognuno la sua piena validità. Su quelli si può discutere, cercando un punto d'incontro che salvaguardi i diritti di tutti, in primis dei terremotati alla sacrosanta privatezza del dolore, e, poi dei "cronisti" alla rappresentazione non spettacolarizzata degli avvenimenti.

    Secondo me, qui si scontrano due necessità, due bisogni ugualmente importanti, uno di carattere privato e uno pubblico. La soluzione non credo possa essere quella di conculcarne uno per assolutizzare l'altro; si andrebbe dalla "censura" al "tutto è spettacolo", che mi sembrano soluzioni estremistiche ugualmente inaccettabili.

    In una società migliore di quella nella quale viviamo, i "fotografi" dovrebbe avere il diritto di andare ovunque, così come i "giornalisti", così come gli "intellettuali" (le virgolette sono messe appositamente, perché mi riferisco ai concetti espressi, e non alle singole persone che, ahimé, li rappresentano), perché sono loro che hanno il diritto/dovere di rappresentare, secondo la propria sensibilità, ciò che avviene intorno a noi e di farcelo vedere.

    Detto questo, non capisco cosa c'entri il povero Stockhausen, che quella frase l'ha pure smentita prima di morire.


    Un saluto circolare e un abbraccio forte alla nostra amica...

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  12. L'avrà smentita per le reazioni avute,ma Karlheinz Stockhausen, nel corso di un'intervista radiofonica a ridosso dell'11 settembre disse testualmente: "La più grande opera d'arte mai realizzata. Cinquemila persone che in un solo istante vengono cacciate a forza nella resurrezione. Io non potrei mai arrivare a niente di simile. Davanti a questo, noi compositori non siamo nulla".

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  13. Anche secondo me la legittima documentazione, doverosa, non ha nulla a che vedere con le foto scattate dalle famiglie in gita domenicale, che fanno le foto alle persone come si fa alle scimmie allo zoo.

    Sono cose completamente diverse. Trovo sacrosanta l'indignazione di Elenamaria, è una cosa umiliante e che priva le persone della loro dignità.

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  14. a mio parere basterebbe chiedere e spiegare perché si vorrebbe prendere l'immagine proprio di quel muro, di quel volto, e poi rispettare la risposta, fosse anche una rispostaccia.


    amo fotografare la bellezza e la gioia ed a volte ho "rubacchiato" una foto, una coppia che danzava, bambini che giocavano, una bella casa ...

    si deve avere un grosso motivo per sfruculiare tra il dolore e la morte con la propria macchinina digitale.


    del resto prenderei a frustate, come fossero mercanti nel tempio, tutti gli imbecilli che rallentano in auto per guardare l'incidente col morto.

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  15. Gattarandagia, scusami, lo so, sembrerò il classico cagacazzo, ma vorrei che le persone restassero sulla sostanza delle cose e non "fuorviassero sui "se" e sui "ma": vi ho fatto un paio di esempi emblematici in uno dei primi post dell'altro giorno sull'argomento ponendovi una domanda e nessuno ha ancora risposto. Sia chiaro, mica uno mi deve rispondere per forza se non ne ha voglia, però sono sicuro che i due esempi sui quali ho posto la domanda siano emblematici e, siccome sono onesto, non è che mi nascondo dietro un dito: il mio scopo è portarvi "dalla mia parte" e non per motivi banali, ma perchè è la storia che ci insegna che "dopo" siamo grati a chi ha fatto quelle immagini che oggettivamente, a suo tempo, 30, 40, 50, 60 anni fa hanno vìolato tutte le privacy possibili e immaginabili.

    Dunque, escludendo Elenamaria per ovvissime ragioni, vi invito a essere realistici, concreti e di lasciare perdere atteggiamenti buonisti che non servono a nulla.

    Buon week end a tutti.

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  16. cazzarola, pier!

    mi deve essere sfuggita la domanda!

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  17. Pier, ma la domanda è: deve rimanere traccia? ti rispondo di sì. per non dimenticare. ma ne hanno già scattate tante. certo, ognuno coglie una sfumatura diversa. ne servono altre?

    ma poi....su chi fanno colpo quelle immagini? a chi tolgono il sonno e fanno sentire impotenti? e incazzati? di certo non a tipi come il nostro attale imperatore!


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  18. Fondalmente il mio ragionamento è come quello di fiore d'autunno...dopo che si è soddisfatta la cronaca nel primo periodo,non credo servano altre foto,fatte magari meglio ed emblematiche,soprattutto quando ci sono persone intorno,che rischiano un po' di sentirsi come gli animali dello zoo....La cosa che volevo dire,senza voler offendere nessuno ,è che sono contrario ad una estetica della catastrofe,soprattutto quando si può urtare la sensibilità delle persone costrette a stare forzatamente in quei luoghi..

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  19. indagine sugli allevamenti intensivi

    Ricordiamo a tutti la trasmissione di Report che andrà in onda domenica 17 maggio ore 21.30 e che parlerà degli allevamenti intensivi e della produzione di carne. Un piccolo assaggio nel video della presentazione

    Video

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-48fc42e6-0c6f-44e5-9845-122d8544893c.html?p=0

    Non perdetela!!!

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  20. Ragazzi, io non so più cosa e/o come dirvi.

    Cavolo, prima dite che non bisoga violare privacy e momenti d'intimità e di dolore di cihi sta soffrendo, poi spostate la questione dicendo che di foto ne sono state fatta abbastanza mentre non era questo il focus di cui si discuteva.

    Manco a farlo apposta in questo momento vi sto scrivendo da Potenza e se avessi con me la mia reflex farei le foto a quelle foto che vi citavo qualche post più su per mostrarvele e per farvi rendere conto di quello che volevo dire.

    Vabbè, fa niente, vado a letto

    Ciao ciao.

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