sabato 16 maggio 2009

cosa farò domani?


 


Tornare all'Aquila. Come e quando. Gli aquilani, dunque. E il loro futuro. Ci sono gli irriducibili. Quelli che vivono nelle tendopoli o nei treni. Quelli che han messo la tenda o la casetta di legno in giardino. Quelli che vivono nei paesi, dove la tendopoli accoglie e conforta. Ci sono quelli che si fermeranno almeno un anno altrove. Perchè è presto per tornare. Perchè le scosse continuano. Perchè non ci sono scuole e settembre non è così lontano. E i figli in età scolare han bisogno di certezze. E ci sono quelli che non torneranno più. Famiglie con figli adulti, che si stanno laureandio o inserendo nel mondo del lavoro. Genitori ad un passo (o due) dalla pensione che vogliono avviare i figli ad una vita altrove. Ci sono, infine, quelli come me che ancora non sanno cosa fare. Che cambiano idea ogni giorno, combattuti tra la nostalgia e la paura, tra la speranza  ela disperazione, tra il desiderio e l'urgenza.  Perchè L'Aquila, la vita all'Aquila, ora, mi fa paura. Perchè è una città in coma. Perchè non c'è nulla. Perchè si incontrano solo uomini in divisa. Perchè c'è silenzio, sporcizia, desolazione. E temo che sarà così per molto, troppo tempo. Cosa faranno, lì, i miei figli, alla sera? Cosa farò io, lì, dopo il lavoro? Potremo uscire, incontrarci, salutarci e chiacchierare? E dove, se non esistono punti di aggregazione? Se lungo le strade ci sono interminabili file di automobili, se le piazze sono distrutte, se il centro è un cimitero, se la vita è sparita? Uno scenario che ha dell'apocalittico, quello della mia città. Ad ogni ora del giorno e della notte. Ed io non so cosa fare. Ed in molti non sappiamo cosa fare.

10 commenti:

  1. Ops, sono la solita distratta Duffy che si scorda di firmare.

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  2. A poco a poco la città risorgerà, resistete, per favore!

    Altrimente condannereste definitivamente l'Aquila e, in qualche modo, la vostra identità.

    Messina, dopo il maremoto, è risorta: date una chance anche a L'Aquila.

    Credo che solo nell'impossibilità di trovare un lavoro si debba necessariamente andare via..

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  3. Partire è un po' come morire...questa volta davvero, perché si muore dentro, è una parte di te che se ne va, ma quella più profonda, le tue radici. Io continuo a sostenervi, anche concretamente. A Colfiorito noi marchigiani siamo rimasti, nonostante quello fosse un paesino di montagna...ma L'Aquila...è troppo importante, e voi aquilani anche di più. Un abbraccio forte. Claudio

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  4. Carissima non mollare !Io spero che la vita possa ricominciare ,ma credo che gli aquilani per primi debbano unirsi e ricostruire il tessuto sociale ,tramite inizitive di aggregazione sociale.I volontari non dovrebbero più "assistere "ma coordinare e supportare tali iniziative

    Credo che molti vi darebbero una mano in tal senso .

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  5. Io non mi sento di dirti nulla: non mollare.... è facile da lontano! Molla? E poi?


    La realtà che conosciamo noi è quella distorta ad arte dalla tv e dai comunicati mediatici, ovviamente manovrati! E allora, come possiamo dirti qualcosa? Io posso solo cercare di compenetrare la tua angoscia e sperare che qualcosa accada! Qualcosa che ti dia il giusto indirizzo per le scelte da fare! Cara amica, posso solo esserti vicino con il mio affetto e la certezza che la vita continua!

    Ti abbraccio!

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  6. ecco, concordo con Passatore. noi ti siamo vicini, ti stringiamo, ma, come ti ho detto oggi, non siamo in grado di dare consigli. ma credo che il tempo vi suggerirà i passi giusti. un abbraccio e tante fusette. che fanno sempre bene :)

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  7. Scusa se presa dai miei problemi non mi sono fatta viva prima.

    Io amo L'AQUILA ci ho trascorso 4 anni per l'Università e penso che voi abbruzzesi - capa tosta - non mollerete e la ricostruirete, come già avete fatto nei vari terremoti dei secoli passati. Però dovete resistere all'invasione peggiore, quella degli affaristi, Nano di Arcore in testa.

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  8. Confesso che avrei anch'io i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni,...anche psicologicamente dovete affrontare difficoltà immani....Sarebbe un peccato andarsene ,perchè non sapevo che aveste una città così bella,con quel portico dall'aria imperiale come non se ne trova l'uguale nemmeno a bologna,col forte spagnolo,con la famosa fontana,la piazza,i resti romanici e medioevali...Spero che la città possa risorgere come era prima,ma individualmente non saprei che fare ora,o come minimo dovrei stare lì per un po' di tempo,per capire VERAMENTE tutta la situazione e le difficoltà piccole e grandissime che dovete affrontare..Un abbraccio

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  9. Voglio tornare, questo è fuori discussione. Voglio tornare e lo farò, lo faremo. Non riesco, però, a pensare, a progettare, i tempi. Farlo subito e buttarsi (metaforicamente) nella mischia? Prendersi (prenderci) qualche mese di tempo per evitare che la mischia (metaforicamente) ci schiacci? Siamo in tanti a porci 'sta domanda. E' importante fare un primo passo, un abbozzo di progetto, per ricominciare, ma non abbiamo neanche una certezza, un minimo appoggio che ci consenta di capire qual è il piede giusto.

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  10. dove sarò domani?

    non lo so, ma sono qui, all'Aquila, oggi.

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