venerdì 9 gennaio 2009

Dentro la notte





Dentro la notte - Diario Palestinese di Ibrahim Nasrallah


Un libro dal sapore vagamente beckettiano. Un libro che scorre come una pellicola. Un diario di dolore e di memoria. Un diario all'interno della questione palestinese. “Ogni volta che metto insieme le schegge della mia anima una nuova tragedia le disperde.” Non ci sono nomi né volti. Il ricordo, il presente e il sogno di due uomini (l’Uno e l’Altro) si alternano nel corso di una lunga notte. Notte scura come le vesti delle donne che fuggono. Il presente è un viaggio verso un paese sconosciuto per la Cerimonia della grande Realizzazione. Lungo il cammino, il passato ritorna e si fa spazio, uno spazio senza tempo e, apparentemente, senza senso. Il racconto del presente sembra un viaggio verso il nulla, mentre il passato torna ad imporsi con una memoria dolorosa che riesce solo ad afferrare brandelli di ricordi... Un massacro, una bambina morta tra le braccia del padre, la fame e la sete, una fossa comune dalla quale l’Altro si è salvato, restando con un braccio amputato. In realtà egli non ha mai avuto quel braccio. Egli è nato per volontà di coloro che sono morti, donatori di parti del loro corpo. Ma un braccio è sfuggito alla rinascita. L’Uno lo ha salvato, lo ha portato con sé, suo alter ego, nato per testimoniare. "Si vive per dimenticare. Dimentichiamo per sopravvivere. Ma, per non morire, non dimentichiamo mai del tutto.”
Una tragedia giocata sui tempi, prettamente legata alle immagini, quasi cinematografica. Un drammatico gioco scandito dal dialogo tra due personaggi di cui non conosceremo i nomi. Vittime predestinate, spogliate di tutto, della casa, della famiglia, della terra e, tragicamente, della loro storia. compagni di viaggio e di una tragedia. Testimoni di un popolo di vivi e di morti. E la vita e la morte si avvicinano. Alla fine, l’Uno chiederà all’Altro: “Perché non scrivi tutto questo?”
….


“Continuiamo a chiacchierare.


Un carro armato spunta all’improvviso e apre il fuoco direttamente su di noi.
Continuiamo a chiacchierare.
-Se non lo scrivi tu, troverò qualcun altro!
Continuiamo a chiacchierare.”

L'Uno, l'Altro. La storia di un Popolo.
Lasciate pure Bellucci in libreria. Questo, di libro, portatevelo a casa.

9 commenti:

  1. sono già turbata dalla tua bellissima recensione, non credo di sopportarne la lettura in questo momento. o sì? bisogna pur sforzarsi, la conoscenza è anche sofferenza.

    ho letto l'ultimo commento di Flaviablog, sai che a volte mi viene lo stesso pensiero, che non vale la pena spendersi per gli altri. ma poi?

    sto guardando il tributo a De Andrè :o)

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  2. p.s.: grazie... :o)

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  3. Stavolta mi sono ricordata in tempo:

    AUGURI DI BUON COMPLEANNO, CHE TU POSSA PASSARLO CON LE PERSONE CARE E TEMPESTATA DA SMS, POST E MESSAGGI DA PARTE DI CHI TI VUOLE BENE (TANTI!)

    Duffy

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  4. auguri di bel compleanno, di allegro compleanno, di sereno compleanno!

    ed auguri per i non-compleanni a venire di bellezza, serenità ed allegria.

    ti bacio tanto.

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  5. Colpevolmente in ritardo, ma la sincerità c'è: Tanti, tanti auguri di serenità soprattutto, che è la cosa di cui tutti abbiamo più bisogno:

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  6. A tutti gli amici che si sono ricordati di me, il mio grazie sincero e commosso. Siete troppo buoni con la tapina del blogghetto...

    Un abbraccio a voi tutti!

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  7. Cara bloggeuse, come vedi... :-)

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