mercoledì 7 maggio 2008

il libraio

Una libreria appena aperta, quelle da grande distribuzione. Grandi cubi impilati con le novità e i best-sellers. Mi sa che non mi piace ma entro lo stesso. Mi guardo intorno, non so scegliere, devo orientarmi. Mi dirigo verso l’espositore dei cd. Musica new-age. Non la conosco. Lui si avvicina gentile.
- Ma davvero ‘sta roba rilassa?
- Boh – risponde ghignando – io so soltanto che quando la sento nel negozio di fronte inizio a bestemmiare.
Lo guardo stupita, poi scoppio a ridere. Da allora i libri sempre lì, ma soltanto se c’è lui. Lui è il libraio, poco più grande dei miei figli, faccia da arabo, ironico e colto. Non sopporta i libri da classifica, ama Simenon ma non Maigret, John Fante e Roth, non sopporta la Tamaro, De Carlo e Baricco.
Tanti consigli mai deludenti, lunghe chiacchierate, discussioni animate.
Qualche giorno fa entro e mi mostra il biglietto aereo. Lo fa davvero, se ne va in Spagna. Vuole abbracciare Zapatero, non vuol tornare. E io ho sentito un groppo in gola. Vabbè, prenderò i libri su internet, chissenefrega, la libreria non è neppure sua. Ma il piacere delle chiacchierate, del caffè nel bicchierino di carta, delle battute su clienti infami, dei libracci di Vespa sepolti sotto quelli di Biagi? E, soprattutto, prima di tutto, avverto un forte senso di colpa: cosa ha lasciato, cosa ha passato la mia generazione a questi ragazzi? Cosa gli abbiamo dato per pensare, da fare? Partirei anch’io, se potessi, senza rimorsi. La tristezza, però, resta. E il senso di impotenza davanti a certe ingiustizie. Il libraio parte, lui, intelligente come pochi, lui, meritevole di ben altro che di imbustare libri in confezione regalo per chi li lascerà illibati in uno scaffale. Lui, deluso ed entusiasta, come tanti ragazzi con il biglietto in tasca.
Ho sbagliato, nel precedente post, a parlare di commozione. Sono addolorata e arrabbiata. E malinconica e amareggiata.
A lui auguro Buena Vida.
A me resta un triste interrogativo cui non so rispondere.

14 commenti:

  1. Amica mia e su... mi passi dalla commozione alla disperazione? Arrabbiatura sì, pure io sono inc..ato e puoi immaginare quanto, ma non dobbiamo essere disperati (scusami se per brevità traduco così il tuo "Sono addolorata e arrabbiata. E malinconica e amareggiata").

    Noi, a differenza di loro abbiamo un cervello, dunque utilizziamolo!


    Un abbraccio forte

    Mauro

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  2. P.S. Guarda che ti ho messo in lista per una intervista possibule, eh? ;-)

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  3. Già. Che ci fa una persona brillante a imbustare libri?

    Il problema non sta nel cosa ci avete passato, cosa ci avete dato "da fare", piuttosto cosa ci viene offerto nel campo lavorativo...


    Se solo avessi le p@lle me ne andrei anche io all'estero... Il nostro amatissimo e assolato Paese offre ben poco...

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  4. @Mauro. No, disperata no, non esageriamo. Mi addolora l'impotenza della nostra generazione, malgrado tutto. L'intervista? Mettimi in coda, ma in fondo in fondo, dai.

    @Superciccina. E' la stessa cosa, sai.

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  5. Questo soltanto oggi possiamo

    dirti, quel che non siamo,

    quel che non vogliamo.

    Oggi mi è presa così, con le poesie.

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  6. E' avvilente constatare come questa nostra Italia stia andando a puttane...o è già andata?! Paesi che fino a qualche anno fa erano annoverati tra i "poveri" stanno rifiorendo e noi? sempre più giù, sempre più verso il baratro.... e qui al sud la situazione è ancora più angosciosa e "puzzolente"...

    Che delusione......

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  7. anche boby la vocie de il gato serino sta faciendo le carte per indarsene e a me mi piacieva colto e antipatichisimo come era mi sa che lo devero amassare emangiare prima che indava via.

    tuo gato balena (minuscolo perche triste)

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  8. Ciao elenamaria, che sto partendo è vero, non posso vivere in un paese che non esiste dove gli unici valori che ho me li hanno trasmessi più gli emarginati come Dante e Dino che la mia perbenista famiglia e perbenista scuola che rispetto per il loro impegno ma non per la loro ipocrisia. Continuerò a dare la voce al gatto anche da lontano e lo stesso sarà per mia sorella Dani se dovesse prendere, tra qualche anno la stesa mia strada.

    p.s. nel blog di oggi è citata Margotta, leggitelo se ne hai voglia.

    Un abrraccio da Serino

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  9. Ahiahi che guai! Questa non ha neppure la faccia da troia di alcune principesse della destra. Che sia una bruttissima copia della Moratti? La foto mi ha indotto una profonda depressione

    Mirko

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  10. Leggo con apprensione delle imminenti partenze del suo libraio (che non conosco ma pare persona di spessore) e della voce umana del gatto Esserino. Di questo giovane ho già avuto modo di tessere gli elogi e spero che serbi un piccolo posto, nella memoria, per il blog dei mici e per gli amici dei mici. Sul tema della pubblica distruzione non mi pronuncio.

    Aff.mo Giovanni Mrtinelli

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  11. @Smartynello. Eppure, caro Professore, il suo commento sarebbe autorevole e gradito. Chi più di lei potrebbe?

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  12. Ecco questa notizia mi fa volare con la fantasia a quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, eravamo troppo legati a certi schemi che pur contestavamo! La consapevolezza che non lo potremo più fare mi fa disperare, ma auguriamo di cuore a questi giovani che spiccano il volo di atterrare nel luogo che è dentro di loro e alla cui ricerca vanno!

    Un bacio.

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  13. Io mi arrabbio, se tutti "i lui" se ne vanno, qui che cosa resta?


    andarsene è più facile


    guccia

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  14. Mamma mia, come si suol dire, se ne vanno i migliori...

    Per fortuna a noi ci resta il blog!

    Redcats

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