Non credo che nessuno se ne avrà a male se le ripropongo qui, senza nessuna modifica, per ricordare Enzo Biagi.
Mi mancherà. Ci mancherà.
Premessa: non ho nessuna intenzione di recensire il libro di Enzo Biagi, mi sentirei completamente fuori luogo e fuori di testa. Vorrei solo parlarne un po’. Ho finito di leggerlo da qualche giorno ma non l’ho tolto e non lo toglierò dal comodino. Perché? Perché c’è la sua foto in copertina. E lui mi guarda un po’ serio, un po’ sorridente, un po’ malinconico. Lo sguardo va dritto nel mio, quando mi corico in preda ai peggiori pensieri, mi parla, quando ho voglia di silenzio.
Leggete questo libro, per piacere.
Perché Biagi vi racconta la sua vita, personale e professionale. Parla della sua infanzia e della sua famiglia, della guerra e della Resistenza. Descrive i suoi incontri, i suoi viaggi, le sue interviste. Pasolini, Gorbaciov, Sabin, Agnelli, Benigni, Fellini, Reder, lunghissimo elenco... Racconta i suoi dolori, con pudore e dignità, con semplicità e delicatezza, la morte della moglie, la morte della figlia. Cita, nelle prime pagine, suo padre che “faceva l’operaio e diceva di non avere padroni, solo principali”. E nelle ultime Montanelli “Il pubblico è il mio padrone”. La sua trasmissione “Il fatto”, secondo una giuria di giornalisti, è stato il miglior programma in cinquant’anni di Rai, azienda nella quale egli ha lavorato dal 1960. Poi l’editto bulgaro, la censura, l’oscuramento. Ma non è di questo che voglio parlare, è tutto scritto, documentato. È storia. Sostantivi e aggettivi e verbi, tutto improprio dalle mie dita. Ma il suo viso è una compagnia sul comodino. Mi scusi, dott. Biagi, se ho osato ma non sono riuscita a censurarmi.
E voi scusatemi se, al solito, sono stata scombinata e inconcludente.
Però leggete questo libro, per piacere.
anche io ho scritto due righe...sul tema. un saluto
RispondiEliminaCredo che Enzo Biagi aveva tanto buon senso (dote scomparsa se guardi un pò in giro)... mancherà anche a me... ma la cosa che mi fa paura e ora chi rimane?
RispondiEliminaCi ha lasciato un grande.....
RispondiEliminainizio dalla fine: non sei stata affatto scombinata né inconcludente! ma come ti viene?!?!? sapessi scrivere come sai fare tu...
RispondiEliminae poi il mio pensiero per enzo biagi, che, insieme a montanelli, è stato uno dei grandi, grandissimi giornalisti. signori giornalisti.
Buona giornata signora scombinata :-)))) ti va un grattino sotto il mento?
RispondiEliminaSì, Biagi e Montanelli... ma possibile che solo a 80 anni si possa venire considerati grandi giornalisti? Ma i giovani che fanno? Certo, scrivono di Corona e colleghi...
RispondiEliminaScusami cara amica, se ti ho nominato in una catena libraria, ma tu sicuramente gradirai scrivere di libri, visto quanti ce ne suggerisci; passa da me e leggerai...
Un saluto
Poeta Errante