Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
domenica 11 novembre 2007
Basta
Non so commentare questa notizia. Rabbia, sdegno, dolore. Soprattutto rabbia. Tanta. Da tanto. Nel nuovo Far West i nuovi sceriffi puntano le pistole, mirano e fanno fuoco. E basta, cazzo. E mò basta.
già.rabbia è la parola giusta.non è possibile esprimere ancora giudizi,ma la paura è la solita:che un uomo non venga punito,solo perchè ha una divisa. Perchè la vita di un tifoso non vale quanto quella di un poliziotto. Pare stesse addirittura dormendo in macchina,Gabriele.
Che schifo.
Grazie x aver ricambiato la visita,ti ho aggiunto tra i links,così ti rivengo a trovare.
Premesso che ovviamente sono d'accordo, io commenterei anche il fatto che ci sono esseri umani che si incontrano ad un autogrill e ritengono opportuno fracassarsi di mazzate in virtù di una fede inutile (e anche se fosse stata utile avrei avuto qualcosa da dire).
Non ho letto da nessuna parte che venga considerato martire. E sono curioso di sapere cosa s'inventeranno 'sta volta per giustificare l'assassino di turno. Le ultime notizie dicono che, correndo, gli sia scappato un colpo. Eccerto, mentre uno corre il braccio lo porta teso.
Qui ci sarebbe da discutere e pure parecchio, mi sa.
Concordo con Pier e aggiungo che il ragazzo ucciso no, non si può chiamare martire. ma vittima sì.
E non c'entra il calcio. C'entra una violenza dissennata e gratuita, purtroppo già vista all'opera in altre numerose occasioni, da parte delle forze dell'ordine.
@Gattarandagia. Capisco ma non giustifico. Un uomo in divisa non può permettersi di fare una cazzata ... senza capire, senza scegliere di prendere il tempo per capire e poi "troppo emotivamente, troppo affrettatamente spara." Mai. Per quanto riguarda gli ultras o come si chiamano, il mio pensiero è sempre stato uno. Niente polizia negli stadi e se vi volete ammazzare per 22 miliardari in mutande che inseguono una palla, accomodatevi. E scusate il cinismo ma è un vecchio pensiero di una stronza vecchia acida babbiona. E neppure lo rinnego. Ribadisco, però, l'indipendenza dei due problemi (ultras-forse dell'ordine) nel tragico episodio di ieri.
L'indipendenza dei due problemi, dici, Elenamaria... Certo. Peccato, però, che gli alti ranghi della polizia, subdolamente, e trovando per altro vasta eco nella stampa, facciano di tutto, avendone lo spudorato interesse, per intrecciare le due questioni per "controbilanciare" i fatti, offendendo ulteriormente quel ragazzo e i suoi genitori. Ma che minchia c'entrano quegli imbecilli che hanno saccheggiato diversi luoghi in più città con quello che è accaduto in quell'area di servizio?
Combinazione c'era di mezzo il calcio, il pretesto ora è che quei ragazzi se le stessero dando di santa ragione per colpa del pallone. Se invece si fossero menati perchè uno aveva strisciato l'auto dell'altro nel parcheggio sarebbe stato uguale. Il poliziotto avrebbe sparato lo stesso.
Quello di cui nessuno si accorge è che adesso TV, giornali e governo cercano di spostare l'attenzione sulle colpe dei tifosi violenti e non sullo scellerato gesto di un pazzo esaltato al quale hanno dato in regalo una pistola.
Il poliziotto ha sbagliato, le ultime rivelazioni dei colleghi sembrerebbero lasciar emergere la sua colpevolezza ed intenzionalità.
Ma al di là di tutto, non vedo come si pretenda di rispettare la memoria di una persona che non c'è più, creando nuovo odio, nuove violenze, nuovi pretesti per creare un NOI e un LORO. Gli "ultras" e le loro reazioni ormonali appaiono quasi giustificabili, i litigi tra maggioranza e opposizione inevitabili, il dito puntato contro le forze dell'ordine doveroso. E Gabriele Sandri? Chi lo sta realmente rispettando. Qualcuno usa la sua morte per caricare la polizia e sfasciare vetrine, qualcuno per chiedere dimissioni istituzionali, qualcuno per intervistare-sbirciare-riprendere-condurre, qualcuno per attuare nuovi e inutili provvedimenti, qualcuno per farsi una girata ad Arezzo e legare una sciarpa. Mah, resto molto molto deluso dai comportamenti deficienti e tornacontisti del mio paese.
PARDON, il commento 12 l'ho inviato dall'account della mia morosa. Chiedo venia.
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Il poliziotto ha sbagliato, le ultime rivelazioni dei colleghi sembrerebbero lasciar emergere la sua colpevolezza ed intenzionalità.
Ma al di là di tutto, non vedo come si pretenda di rispettare la memoria di una persona che non c'è più, creando nuovo odio, nuove violenze, nuovi pretesti per creare un NOI e un LORO. Gli "ultras" e le loro reazioni ormonali appaiono quasi giustificabili, i litigi tra maggioranza e opposizione inevitabili, il dito puntato contro le forze dell'ordine doveroso. E Gabriele Sandri? Chi lo sta realmente rispettando. Qualcuno usa la sua morte per caricare la polizia e sfasciare vetrine, qualcuno per chiedere dimissioni istituzionali, qualcuno per intervistare-sbirciare-riprendere-condurre, qualcuno per attuare nuovi e inutili provvedimenti, qualcuno per farsi una girata ad Arezzo e legare una sciarpa. Mah, resto molto molto deluso dai comportamenti deficienti e tornacontisti del mio paese.
Solo una cosa:chi indossa una divisa,sarà utopico, ma non può sbagliare.Non si può morire per errore, che si sia tifosi o no.Concordo pienamente con chi ha detto che se Gabriele Sandri fosse stato un rapinatore il poliziotto adesso sarebbe un eroe.Non tollero, però, l'ipocrisia di chi in un primo momento ha detto che "si era sparato in aria":se si spara in aria ad un uomo che, verosimilmente, non vola, e lo si uccide, vorrà dire che si è sparato da qualche altra parte.Ed infine: se il proiettile ha attraversato le due carreggiate avrebbe potuto colpire tranquillamente chiunque.Magari una famiglia,magari un bambino.Spero non avrebbero trovato il modo per strumentalizzare anche questo
Pedjolo, credo che l'unico modo per onorare la memoria del ragazzo ucciso sia cercare di capire perchè questa cosa sia successa e agire affinchè non si ripeta. Purtroppo è un dejà vu, che lascia amarezza e rabbia. Da1960 ad oggi, da Reggio Emilia ad Avola, da Franco Serantini a Giorgiana Masi, dai ragazzi ammazzati in motorino perché non si fermano ad uno stop ai fatti di Genova, la lista sarebbe lunga. E nomi come Federico Aldrovandi e Aldo Brianzinio, credo che parlino anche ai giovanissimi
Le strumentalizzazioni sono disgustose, ma inevitabili. Ci vuol coraggio a prendere le distanze da esse e a lottare affinchè il poliziotto sceriffo con la pistola in mano non si senta autorizzato a sparare convinto di agire nel giusto, forte dell’omertà e dell’impunità che la politica, la stampa e un certo tipo di opinione pubblica gli garantiscono.
Un ministro degli interni che, come in un bar, commenta "Quel ragazzo, che oggi non c'è più, di sicuro non sarebbe morto se quel poliziotto non avesse sparato, e questo è comunque imperdonabile. Ma non sarebbe morto neppure se i tifosi di due squadre diverse incontrando in un autogrill non si cimentassero in risse ma bevessero un caffè insieme", francamente, mi lascia sperare poco.
E' strumentalizzazione chiedere a certa gente il coraggio di assumersi responsabilità che sono le loro? Chiedere che venga ridata dignità alla giustizia?
Puntare il dito sulle forze dell’ordine non è sufficiente. Bisogna puntarlo sulle connivenze legislative, sulle complicità dei mezzi di informazione, sulle ipocrisie di chi pensa che si possa continuare ad insabbiare la verità.
Tanto pe restare in tema... http://tinyurl.com/2v4x2z
Vedete, non è per giustificare i violenti, e dico sul serio, però mi viene da pensare che le reazioni sbagliate (eufemismo!) di teppisti e delinquenti trovino origine ANCHE nella certezza che quando si indaga su un poliziotto l'atteggiamento delle istituzioni e degli inquirenti cambia profondamente rispetto a quello tenuto quando l'indagato è un cittadino.
Il tragico è che chiuderanno gli stadi per un paio di domeniche ai tifosi della squadra fuori casa, qualche speciale tv, una o due puntate da Vespa e poi sarà tutto come prima.
"La violenza ai tempi di Riva e Rivera di cui parlavo è evidentemente la violenza "politica".
Non si scatenavano le guerriglie urbane a latere delle partite, ma in compenso si andava in corteo con la p38, o l'hazet nella migliore delle ipotesi.
Morti e feriti, vittime dell'una o dell'altra parte politica, o dello stato, erano 10 volte (per difetto) quelli che causa adesso la "violenza da stadio".
L'irruzione (tecnicamente e penalmente una rapina) nei supermercati per la spesa proletaria era la norma.
L'illegalità di massa nell'autoriduzione di bollette e tariffe nelle aree metropolitane era la norma.
Eh beh...no, la "violenza" non era la stessa, a quei tempi, era molta di più, è chiaro.
Infatti io dico che non si può prender ciò che ruota attorno al calcio, idealizzare, e separarlo dal resto e dire "uh, come era bello ai tempi di Mazzola", dimenticandosi di come era il resto della società di allora, perchè il calcio non sta in un altro pianeta.
E' frutto delle contraddizioni sociali che viviamo, tutto ciò che succede.
Io mica nego che esista il fenomeno della violenza ultrà.
Infatti affermo che era ovvio che accadesse quel che è accaduto.
Intanto perchè ciò che è avvenuto è enorme.
In secondo luogo perchè la vicenda è stata gestita mediaicamente volutamente in modo omertoso e provocatorio.
Dico solo che l'elemento calcio è contingente, non strutturale, il "calcio malato" è sintomo, non causa, è il "brufolo" sul corpo di un organismo malato ( la società).
Puoi pulire il brufolo con un intervento sintomatico, ma andrebbe curata l'intossicazione che lo provoca. "
d'accordissimo con Moltitudini. la violenza negli stadi non è un problema a sè,è la punta di un iceberg.
e comunque continuo a dire,come ho già fatto nel mio blog,che se non avessero preso in giro tutti con la storia del colpo in aria,se si fosse aspettato prima di parlare di un "tragico errore" di questo "povero" poliziotto,tutta la rabbia degli ultras non si sarebbe scatenata. Tra l'altro,a proposito delle responsabilità di Spaccarotella,il fatto che fosse uno bravo,uno esperto (lo stanno ripetendo continuamente,mentre lui se ne sta beato a casa sua a rispondere al citofono) giustifica ancor meno l'errore,e avvalora l'ipotesi di omicidio volontario.
Ho letto con attenzione i post di Moltitudini e ho ben poco da aggiungere. Tutto da condividere. Egli ha affrontato una serie di argomenti che varrebbe la pena di “spuntare” per discuterne un po’, pur rimanendo nel contesto in cui sono collocati. Vorrei, però, fermarmi almeno su di un punto, perché questa cosa mi gira in testa da un po’.
Moltitudini scrive “il crescente delirio securitario, la sempre maggior richiesta di ordine e sicurezza, di mano pesante,eccetera, quanto influisce sull'azione di un singolo agente (uno esperto ed affidabile, non un ragazzino) che in un contesto come quello, si sente in dovere di fare il pistolero?”
Moltissimo, davvero moltissimo. E quanto un certo terrorismo psicologico usato nei confronti dell’opinione pubblica, porta alla richiesta di nuovi provvedimenti repressivi, di nuove norme per ristabilire l’ordine sociale, permette nuovi giri di vite in nome della sicurezza e, di conseguenza, arma con maggior spavalda sicurezza la mano del poliziotto che si sente in dovere di fare il pistolero?
Dopo l’emergenza immigrazione e il terrorismo islamico, ben venga il terrorismo ultras, dunque, ad alimentare paure e consensi al giro di vite. Ma quanti terroristi, in Italia!
Il vero terrorismo, secondo me, è l’uccisione ingiustificata e violenta di un ragazzo seduto in macchina.
Il punto che hai estrapolato è centrale, rispetto all'episodio di domenica.
Quel discorso qua e là lo ho fatto: lo avrò spiegato male, eppure o è stato ignorato, o mi si è risposto come se io fossi in preda al delirio , come se stessi parlando un'altra lingua.
E questo è qualcosa che mi atterrisce e preoccupa.
@Moltitudini. Non credo che tu ti sia spiegato male e neppure che il tuo discorso non sia stato capito. E' più semplice guardare il dito che indica la luna, no?, piuttosto che la luna stessa.
Andare oltre, guardare la luna, significa anche mettere in discussione modi di pensare, di giudicare e di agire. E questo, per alcune persone e per certi equilibri, potrebbe essere rischioso e destabilizzante.
... Torno serio. Impossibile non tornarci dopo aver appena visto un video che proviene da Vancouver. L'avete visto, voi? Ma insomma, cazzo, come si spiega che quando i poliziotti hanno catturato un individuo, chiunque esso sia, c'è sempre qualcuno di loro che lo continua duramente a menare nonostante egli sia stato immobilizzato? Abbiamo visto queste scene a Genova, le abbiamo riviste altrove, in Italia e non e allora io credevo che il poliziotto, in quanto tale, fosse una persona equilibrata e invece questi perdono la testa proprio nel momento in cui dovrebbero sentirsi più forti avendo catturato il (presunto) delinquente. O, forse, appena possono danno sfogo alle loro frustrazioni più becere e meschine.
già.rabbia è la parola giusta.non è possibile esprimere ancora giudizi,ma la paura è la solita:che un uomo non venga punito,solo perchè ha una divisa. Perchè la vita di un tifoso non vale quanto quella di un poliziotto. Pare stesse addirittura dormendo in macchina,Gabriele.
RispondiEliminaChe schifo.
Grazie x aver ricambiato la visita,ti ho aggiunto tra i links,così ti rivengo a trovare.
ciao
Premesso che ovviamente sono d'accordo, io commenterei anche il fatto che ci sono esseri umani che si incontrano ad un autogrill e ritengono opportuno fracassarsi di mazzate in virtù di una fede inutile (e anche se fosse stata utile avrei avuto qualcosa da dire).
RispondiEliminaio porgo un saluto alla famigla del morto ma mi fa specie he ora venga considerato un martire
RispondiEliminaNon ho letto da nessuna parte che venga considerato martire. E sono curioso di sapere cosa s'inventeranno 'sta volta per giustificare l'assassino di turno. Le ultime notizie dicono che, correndo, gli sia scappato un colpo. Eccerto, mentre uno corre il braccio lo porta teso.
RispondiEliminaPier Paolo
Qui ci sarebbe da discutere e pure parecchio, mi sa.
RispondiEliminaConcordo con Pier e aggiungo che il ragazzo ucciso no, non si può chiamare martire. ma vittima sì.
E non c'entra il calcio. C'entra una violenza dissennata e gratuita, purtroppo già vista all'opera in altre numerose occasioni, da parte delle forze dell'ordine.
Forse il to è l'atteggiamento più giusto! Che dire?
RispondiElimina.. non amo parlarne, non amo questo quotidiano, non amo questo mondo.. eppure, chi può amare più di me... (..Tony..)
RispondiEliminaun uomo in divisa ha fatto una cazzata ... senza capire, senza scegliere di prendere il tempo per capire ...
RispondiEliminac' è un bell' articolo di D' Avanzo qui:
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/tifosi-morto-1/tifosi-morto-1/tifosi-morto-1.html
se quel poraccio ammazzato fosse stato davvero un rapinatore, adesso il poliziotto sarebbe un eroe.
molto triste, in vero.
ah, io, quelli che hanno messo a ferro e fuoco Roma ieri sera, li manderei ai lavori forzati, senza se e senza ma.
peccato non si possa fare.
@Gattarandagia. Capisco ma non giustifico. Un uomo in divisa non può permettersi di fare una cazzata ... senza capire, senza scegliere di prendere il tempo per capire e poi "troppo emotivamente, troppo affrettatamente spara." Mai. Per quanto riguarda gli ultras o come si chiamano, il mio pensiero è sempre stato uno. Niente polizia negli stadi e se vi volete ammazzare per 22 miliardari in mutande che inseguono una palla, accomodatevi. E scusate il cinismo ma è un vecchio pensiero di una stronza vecchia acida babbiona. E neppure lo rinnego. Ribadisco, però, l'indipendenza dei due problemi (ultras-forse dell'ordine) nel tragico episodio di ieri.
RispondiEliminaL'indipendenza dei due problemi, dici, Elenamaria... Certo. Peccato, però, che gli alti ranghi della polizia, subdolamente, e trovando per altro vasta eco nella stampa, facciano di tutto, avendone lo spudorato interesse, per intrecciare le due questioni per "controbilanciare" i fatti, offendendo ulteriormente quel ragazzo e i suoi genitori. Ma che minchia c'entrano quegli imbecilli che hanno saccheggiato diversi luoghi in più città con quello che è accaduto in quell'area di servizio?
RispondiEliminaPier Paolo
Combinazione c'era di mezzo il calcio, il pretesto ora è che quei ragazzi se le stessero dando di santa ragione per colpa del pallone. Se invece si fossero menati perchè uno aveva strisciato l'auto dell'altro nel parcheggio sarebbe stato uguale. Il poliziotto avrebbe sparato lo stesso.
RispondiEliminaQuello di cui nessuno si accorge è che adesso TV, giornali e governo cercano di spostare l'attenzione sulle colpe dei tifosi violenti e non sullo scellerato gesto di un pazzo esaltato al quale hanno dato in regalo una pistola.
Il poliziotto ha sbagliato, le ultime rivelazioni dei colleghi sembrerebbero lasciar emergere la sua colpevolezza ed intenzionalità.
RispondiEliminaMa al di là di tutto, non vedo come si pretenda di rispettare la memoria di una persona che non c'è più, creando nuovo odio, nuove violenze, nuovi pretesti per creare un NOI e un LORO. Gli "ultras" e le loro reazioni ormonali appaiono quasi giustificabili, i litigi tra maggioranza e opposizione inevitabili, il dito puntato contro le forze dell'ordine doveroso. E Gabriele Sandri? Chi lo sta realmente rispettando. Qualcuno usa la sua morte per caricare la polizia e sfasciare vetrine, qualcuno per chiedere dimissioni istituzionali, qualcuno per intervistare-sbirciare-riprendere-condurre, qualcuno per attuare nuovi e inutili provvedimenti, qualcuno per farsi una girata ad Arezzo e legare una sciarpa. Mah, resto molto molto deluso dai comportamenti deficienti e tornacontisti del mio paese.
PARDON, il commento 12 l'ho inviato dall'account della mia morosa. Chiedo venia.
RispondiElimina------------------------------------
Il poliziotto ha sbagliato, le ultime rivelazioni dei colleghi sembrerebbero lasciar emergere la sua colpevolezza ed intenzionalità.
Ma al di là di tutto, non vedo come si pretenda di rispettare la memoria di una persona che non c'è più, creando nuovo odio, nuove violenze, nuovi pretesti per creare un NOI e un LORO. Gli "ultras" e le loro reazioni ormonali appaiono quasi giustificabili, i litigi tra maggioranza e opposizione inevitabili, il dito puntato contro le forze dell'ordine doveroso. E Gabriele Sandri? Chi lo sta realmente rispettando. Qualcuno usa la sua morte per caricare la polizia e sfasciare vetrine, qualcuno per chiedere dimissioni istituzionali, qualcuno per intervistare-sbirciare-riprendere-condurre, qualcuno per attuare nuovi e inutili provvedimenti, qualcuno per farsi una girata ad Arezzo e legare una sciarpa. Mah, resto molto molto deluso dai comportamenti deficienti e tornacontisti del mio paese.
Solo una cosa:chi indossa una divisa,sarà utopico, ma non può sbagliare.Non si può morire per errore, che si sia tifosi o no.Concordo pienamente con chi ha detto che se Gabriele Sandri fosse stato un rapinatore il poliziotto adesso sarebbe un eroe.Non tollero, però, l'ipocrisia di chi in un primo momento ha detto che "si era sparato in aria":se si spara in aria ad un uomo che, verosimilmente, non vola, e lo si uccide, vorrà dire che si è sparato da qualche altra parte.Ed infine: se il proiettile ha attraversato le due carreggiate avrebbe potuto colpire tranquillamente chiunque.Magari una famiglia,magari un bambino.Spero non avrebbero trovato il modo per strumentalizzare anche questo
RispondiEliminaPedjolo, credo che l'unico modo per onorare la memoria del ragazzo ucciso sia cercare di capire perchè questa cosa sia successa e agire affinchè non si ripeta. Purtroppo è un dejà vu, che lascia amarezza e rabbia. Da1960 ad oggi, da Reggio Emilia ad Avola, da Franco Serantini a Giorgiana Masi, dai ragazzi ammazzati in motorino perché non si fermano ad uno stop ai fatti di Genova, la lista sarebbe lunga. E nomi come Federico Aldrovandi e Aldo Brianzinio, credo che parlino anche ai giovanissimi
RispondiEliminaLe strumentalizzazioni sono disgustose, ma inevitabili. Ci vuol coraggio a prendere le distanze da esse e a lottare affinchè il poliziotto sceriffo con la pistola in mano non si senta autorizzato a sparare convinto di agire nel giusto, forte dell’omertà e dell’impunità che la politica, la stampa e un certo tipo di opinione pubblica gli garantiscono.
Un ministro degli interni che, come in un bar, commenta "Quel ragazzo, che oggi non c'è più, di sicuro non sarebbe morto se quel poliziotto non avesse sparato, e questo è comunque imperdonabile. Ma non sarebbe morto neppure se i tifosi di due squadre diverse incontrando in un autogrill non si cimentassero in risse ma bevessero un caffè insieme", francamente, mi lascia sperare poco.
E' strumentalizzazione chiedere a certa gente il coraggio di assumersi responsabilità che sono le loro? Chiedere che venga ridata dignità alla giustizia?
Puntare il dito sulle forze dell’ordine non è sufficiente. Bisogna puntarlo sulle connivenze legislative, sulle complicità dei mezzi di informazione, sulle ipocrisie di chi pensa che si possa continuare ad insabbiare la verità.
Tanto pe restare in tema... http://tinyurl.com/2v4x2z
RispondiEliminaVedete, non è per giustificare i violenti, e dico sul serio, però mi viene da pensare che le reazioni sbagliate (eufemismo!) di teppisti e delinquenti trovino origine ANCHE nella certezza che quando si indaga su un poliziotto l'atteggiamento delle istituzioni e degli inquirenti cambia profondamente rispetto a quello tenuto quando l'indagato è un cittadino.
Pier Paolo
Già sai....credo di poter condividere ogni tuo commento anche senza leggerne uno.
RispondiEliminaIl tragico è che chiuderanno gli stadi per un paio di domeniche ai tifosi della squadra fuori casa, qualche speciale tv, una o due puntate da Vespa e poi sarà tutto come prima.
RispondiEliminanel mio commento non volevo offendere il tifoso nè dare valutazioni.se il poliziotto ha sparato è giusto che paghi come pagherebbe chiunque
RispondiEliminaAncora una riflessione..
RispondiElimina"La violenza ai tempi di Riva e Rivera di cui parlavo è evidentemente la violenza "politica".
Non si scatenavano le guerriglie urbane a latere delle partite, ma in compenso si andava in corteo con la p38, o l'hazet nella migliore delle ipotesi.
Morti e feriti, vittime dell'una o dell'altra parte politica, o dello stato, erano 10 volte (per difetto) quelli che causa adesso la "violenza da stadio".
L'irruzione (tecnicamente e penalmente una rapina) nei supermercati per la spesa proletaria era la norma.
L'illegalità di massa nell'autoriduzione di bollette e tariffe nelle aree metropolitane era la norma.
Eh beh...no, la "violenza" non era la stessa, a quei tempi, era molta di più, è chiaro.
Infatti io dico che non si può prender ciò che ruota attorno al calcio, idealizzare, e separarlo dal resto e dire "uh, come era bello ai tempi di Mazzola", dimenticandosi di come era il resto della società di allora, perchè il calcio non sta in un altro pianeta.
E' frutto delle contraddizioni sociali che viviamo, tutto ciò che succede.
Io mica nego che esista il fenomeno della violenza ultrà.
Infatti affermo che era ovvio che accadesse quel che è accaduto.
Intanto perchè ciò che è avvenuto è enorme.
In secondo luogo perchè la vicenda è stata gestita mediaicamente volutamente in modo omertoso e provocatorio.
Dico solo che l'elemento calcio è contingente, non strutturale, il "calcio malato" è sintomo, non causa, è il "brufolo" sul corpo di un organismo malato ( la società).
Puoi pulire il brufolo con un intervento sintomatico, ma andrebbe curata l'intossicazione che lo provoca. "
d'accordissimo con Moltitudini. la violenza negli stadi non è un problema a sè,è la punta di un iceberg.
RispondiEliminae comunque continuo a dire,come ho già fatto nel mio blog,che se non avessero preso in giro tutti con la storia del colpo in aria,se si fosse aspettato prima di parlare di un "tragico errore" di questo "povero" poliziotto,tutta la rabbia degli ultras non si sarebbe scatenata. Tra l'altro,a proposito delle responsabilità di Spaccarotella,il fatto che fosse uno bravo,uno esperto (lo stanno ripetendo continuamente,mentre lui se ne sta beato a casa sua a rispondere al citofono) giustifica ancor meno l'errore,e avvalora l'ipotesi di omicidio volontario.
Ho letto con attenzione i post di Moltitudini e ho ben poco da aggiungere. Tutto da condividere. Egli ha affrontato una serie di argomenti che varrebbe la pena di “spuntare” per discuterne un po’, pur rimanendo nel contesto in cui sono collocati. Vorrei, però, fermarmi almeno su di un punto, perché questa cosa mi gira in testa da un po’.
RispondiEliminaMoltitudini scrive “il crescente delirio securitario, la sempre maggior richiesta di ordine e sicurezza, di mano pesante,eccetera, quanto influisce sull'azione di un singolo agente (uno esperto ed affidabile, non un ragazzino) che in un contesto come quello, si sente in dovere di fare il pistolero?”
Moltissimo, davvero moltissimo. E quanto un certo terrorismo psicologico usato nei confronti dell’opinione pubblica, porta alla richiesta di nuovi provvedimenti repressivi, di nuove norme per ristabilire l’ordine sociale, permette nuovi giri di vite in nome della sicurezza e, di conseguenza, arma con maggior spavalda sicurezza la mano del poliziotto che si sente in dovere di fare il pistolero?
Dopo l’emergenza immigrazione e il terrorismo islamico, ben venga il terrorismo ultras, dunque, ad alimentare paure e consensi al giro di vite. Ma quanti terroristi, in Italia!
Il vero terrorismo, secondo me, è l’uccisione ingiustificata e violenta di un ragazzo seduto in macchina.
Il punto che hai estrapolato è centrale, rispetto all'episodio di domenica.
RispondiEliminaQuel discorso qua e là lo ho fatto: lo avrò spiegato male, eppure o è stato ignorato, o mi si è risposto come se io fossi in preda al delirio , come se stessi parlando un'altra lingua.
E questo è qualcosa che mi atterrisce e preoccupa.
@Moltitudini. Non credo che tu ti sia spiegato male e neppure che il tuo discorso non sia stato capito. E' più semplice guardare il dito che indica la luna, no?, piuttosto che la luna stessa.
RispondiEliminaAndare oltre, guardare la luna, significa anche mettere in discussione modi di pensare, di giudicare e di agire. E questo, per alcune persone e per certi equilibri, potrebbe essere rischioso e destabilizzante.
Ma scusate, questo non doveva essere un blog gattaro?
RispondiEliminaE allora perchè parlate di... cani?
:-)
Pier Paolo
p.s.: con tutto il (sincero) rispetto per i... cani, s'intende!
... Torno serio. Impossibile non tornarci dopo aver appena visto un video che proviene da Vancouver. L'avete visto, voi? Ma insomma, cazzo, come si spiega che quando i poliziotti hanno catturato un individuo, chiunque esso sia, c'è sempre qualcuno di loro che lo continua duramente a menare nonostante egli sia stato immobilizzato? Abbiamo visto queste scene a Genova, le abbiamo riviste altrove, in Italia e non e allora io credevo che il poliziotto, in quanto tale, fosse una persona equilibrata e invece questi perdono la testa proprio nel momento in cui dovrebbero sentirsi più forti avendo catturato il (presunto) delinquente. O, forse, appena possono danno sfogo alle loro frustrazioni più becere e meschine.
RispondiEliminaMah...