Sette giorni di febbre, praticamente la settimana santa, mi hanno dato modo di annoiarmi pensare ricordare. Sì, una rottura di palle, infatti. Voglio dire, una sta lì, buttata sul letto, tremante e sofferente, con il telecomando in mano, ascolta guarda dormicchia, no? E ripensa così all' adolescenza. Alle serate trascorse ballando. Non solo serate, chè si ballava pomeriggio e sera. Ogni volta che si poteva, in ogni posto possibile e immaginabile. Dai dodici ai diciotto anni ho ballato in maniera forsennata. Poi mai più, stop. Fine.
Esistevano, in questo ballare, delle regole ben precise. Regole...vabbè, nessuno dava le regole, non erano neanche tali ma erano comunque qualcosa di fisso. Ad esempio nessuna ragazza con un po' di buon senso avrebbe ballato con un ragazzo che la invitava come seconda scelta, ovvero dopo essere stato rifiutato da un'altra ragazza magari più carina di lei. Lo facevano solo le sfigate, 'sta cosa di accontentarsi. E nessun ragazzo, dopo il ballo, avrebbe lasciato la ragazza in mezzo alla stanza voltandole le spalle, no. Ci ringraziavano, i ragazzi, e ci riaccompagnavano a posto, o almeno aspettavano che noi ci fossimo allontanate per voltarsi. Le regole comunque più divertenti, che ora chiamo regole ma allora no, riguardavano la posizione del corpo durante il ballo. Dei lenti, certo, erano i lenti i balli più ricchi, da questo punto di vista. Dunque, ci provo, ma ho ancora un po' di febbre, spero di non tralasciare nulla.
Da parte di lei:
- avambracci poggiati paralleli al torace di lui, gomiti a squadra: non provarci, non strongere, non attacca
- braccia orizzontali, con gli avambracci poggiati morbidamente in orizzontale sulle spalle di lui: potevano significare sei mio amico mi fido vabbè chiacchieriamo oppure se dovessi provarci potrei starci
- braccia intorno al collo, che ve lo dico a fa', è chiaro no?
Da parte di lui, infatti, c'era il tentativo di stringere sempre e comunque. Stringere cingendo la vita, i fianchi, a mani strette, a mani aperte, a gamba tesa, a gamba morbida, ancheggiando. Non stringevano soltanto quando ballavano cingendo la vita di lei con una mano e tenendo l'altro braccio giù. Brutto segno, il braccio giù eh.. Via libera, era il segnale. Manifestavano così il loro diminuito interesse. Giuro.
Altra regola che nessuno aveva dato: se un ragazzo lasciava o trattava male una ragazza durante il ballo, si smetteva tutte. Cioè, se una ragazza piangeva ci si ammutinava tutte. Si usciva tutte in balcone o in giardino o si andava nell'altra stanza e si guardava storto ogni ragazzo che provava a chiedere ma che è successo? Massima solidarietà. Le uniche a non essere solidali erano le tipe facili, chè solidarietà e facilità non andavano mica sottobraccio. Loro, le facili, continuavano a ballare, consolando il fedifrago e gli amici delusi. Le facili avevano, in questi casi, un ampliamento di territorio. I ragazzi spesso smadonnavano contro il fedifrago. Le altre ragazze mettevano tutte il muso e spesso andavano via portando via i dischi che avevano messo a disposizione.
A proposito di dischi. Altra regola mai regolarizzata: lo sfigato. Lo sfigato era quello che metteva i dischi. O perchè timido o perchè brufoloso grasso antipatico con l'alito pesante o, chennesò, con l'ascella fetida, lo sfigato non poteva neppure immaginare di chiedere a una ragazza di ballare. E allora era lì che sceglieva i dischi. Doveva accontentare le richieste non dette. Capire quando era il momento di un lento più lento, quando abbassare le luci, quando spegnerle, quando non interrompere la musica. C'era, a volte, lo sfigato carogna e invidioso ma durava poco, chè subito veniva mandato via e sostituito da uno più attento.
Durante il ballo ci si poteva mettere insieme. O in silenzio, chè lui provava a baciarti, se ti piaceva schiudevi le lebbra, altrimenti nella penombra risuonava il ceffone. Ma anche no, eh, cioè riuscivi a evitare il bacio senza mollare il ceffone. Oppure ti faceva una sorta di dichiarazione del tipo ti metti con me? Se era sì la cosa si chiudeva lì, con baci e abbracci. Se era no poteva diventare uno strazio del tipo ci stai con me? no! ma sei sicura? sì! posso sperare? no! e via dicendo.
Il post finisce qui, sono stanca e malconcia. Vi lascio questo brano che evoca molto. Per chi sa di cosa parlo.
un tuffo nel passato:-)
RispondiEliminatrapassato remoto ;-)
EliminaMa ballavi i Procul Harum? ... mitico quel gruppo (pensa, l'ho visto live un paio di anni fa, a qualche km da casa mia, un concerto in riva al lago con quello splendido suono dellorgano hammond...).
RispondiEliminae già
Eliminaero incerta se postare questo brano oppure the house of rising sun degli Animals, per dire... :-)
quanti ricordi ???!!! sepro tu stia meglio! AUGURI ! per tutto !
RispondiEliminaRenata, i ricordi sono tanti. Come gli anni. ;-)
EliminaCon l'influenza,seguita da ricaduta con febbre vicina a 40°, son stato male un mese e mezzo...Quindi ti consiglio di stare attenta anche quando starai meglio..Per il ballo...no..mai ballato..sarei svenuto dall'emozione ,a stringere una ragazza a quell'età..Ovvero..nel 1963 ballai sulla terrazza della pensione "Ariosa" a Rimini (o era Riccione?)..Ma in pratica fui prelevato di forza dalla figlia della padrona,che era una tipa ben messa,alta almeno 15 cm.più di me,che mi fece ballare "Cuore" di Rita Pavone ,senza farmi quasi mai toccare coi piedi per terra..Non so se vale...
RispondiEliminaDecimo giorno di febbre, dici che ne uscirò viva? Che strazio... Non ballo da una vita ma allora mi piaceva tanto..
EliminaSe è la mia stessa influenza,la tosse ,assai incarognita,è la cosa più difficile da far passare...Nemmeno gli impiastri roventi di farina di lino,son serviti a niente...Auguri...comunque..Per il ballo..A volte mi lanciavo da solo in casa,immaginandomi simile ad un novello Nurejev...poi passando davanti allo specchio,vedevo invece l'orso Yoghi ballonzolare qua e là..
Eliminafaccio coming out, io ero uno sfigato, forse lo sono anche ora :-)
RispondiEliminaMi spiace per la tua malattia spero che sia tutto a posto ora!
Non c'erano solo gli sfigati, c'erano pure quelli che...fregassai. Forse appartenevi a questa categoria, quelli che ballare non gliene importava niente. Ancora febbre, ma quanto dura :-(
Eliminacavoli ... dura troppo ... no, ahimè ero di quelli considerati poco interessanti dalle ragazze (probabilmente a ragione)
Eliminache bel pezzo di musica, e che bel post, nostalgico ma non troppo. :)
RispondiEliminaLa nostalgia cresce con l'età. Purtroppo. <3
Eliminaquesta generazione invece non balla... peccato vero?!!
RispondiEliminaEh, si accatastano uno addosso all'altro e saltano, boh. Vuoi mettere il rito del corteggiamento danzato? Meraviglioso.. :-)
EliminaCerto che qualcosa è cambiato.....
RispondiEliminanon infierire.... ;-)
Eliminale cose cambiano, il mondo cambia ... restano i ricordi, spesso più i belli (o forse,anche quelli meno belli con il tempo un pò lo diventano)
RispondiEliminaBeata te che ripensi perché hai buona memoria, io non avessi i miei diari (ebbene sì) avrei dimenticato tutto! e dunque anche a me piaceva ballare, ma non ero tanto sfigata quanto imbranata! insomma dovevano farmi i disegnini per farmi capire le cose :-))
RispondiEliminaComunque mi sa che anche i ragazzi facevano gli spavaldi ma avevano i loro problemini, m'è venuto in mente Brignano..
auguri di pronta guarigione (se 'st'accidente de tempo migliora!)
https://www.youtube.com/watch?v=Zkvd3SUc3Nk
l'ho già sentito questo pezzo, me lo ricordo bene :)
RispondiEliminaIo ero quella che riusciva ad evitare il bacio senza mollare il ceffone :D
un abbraccio cara, forte forte :***