martedì 16 ottobre 2012

sogni e bisogni

Ieri sera avevo inziato a scrivere un post. Poi avevo interrotto causa preparazione cena, chè qui i maschi la sera si riempiono gli stomaci che neanche dopo una carestia. Stanotte, in preda all'insonnia, pensavo. E pensavo che il post iniziato non aveva senso. A cosa serve raccontare la morsa che ti prende all'improvviso, ti gela il sangue, ti blocca lo stomaco, ti ferma il cuore... Una frazione di secondo. E capisci che non stai morendo.Non è un infarto, non è un collasso, non è una crisi di panico. E' voglia di fuggire, di normalità, di passato. Camminare su un marciapiede, passeggiare lungo un corso, salutare il vicino, chiedergli dei figli, comprare la frutta nel negozio sotto casa, guardare una vetrina. Attraversare una strada.
Da tre anni, qui, non attraverso una strada, ad esempio. Mai.
Basta questa frase per dare l'idea?
Non so più cosa significhi attraversare una strada, ecco cosa volevo dire.

6 commenti:

  1. Più o meno viviamo la tessa situazione.

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  2. Non augurerei a nessuno di vivere qui, anche se io non posso farne a meno, anzi, anche se io non posso fare altro. Mannaggia.

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    1. io vivo in un posto che tutti apprezzano ma che io non ho mai apprezzato.

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    2. Vorrei un vicolo, uno solo, da apprezzare. Uffa.

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  3. In periferia, qualcosa. Il centro non ha futuro, mi sa.

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