lunedì 14 febbraio 2011

Post nauseam? Melius ad nauseam...

Rispondo ai commenti al precedente post. Oddio, più che una risposta (non ho la presunzione di saper rispomdere) è un'ulteriore riflessione. che lascia il tempo che trova.
Mi son sempre pentita, quando ho votato e quando non l'ho fatto. Entrambe scelte meditatte e sofferte.
Ora io non conto, mi sono accorta di non contare una beata fava. Non conta il mio pensiero, non conta la mia voce, non contano i miei bisogni e non contano i miei diritti. Parlo di me, donna terremotata, che si è rimboccata le maniche, che non ha chiesto, che ha visto sguardi bassi e sfuggenti, che ha sentito frasi allusive sussurrate e insulti gratuiti gridati a voce piena. Io non conto e non voglio contare! Chè ne me frego di andare a sbatacchiare le mie pentole in piazza, dopo averle recuperate tra polvere e calcinacci, lavate dopo mesi, usate per sentire quel sapore  di rinascita e speranza. Me ne frego di andare a sventolare libri in piazza, per difendere una dignità che ho difeso sempre, nonostante gli sputi e i calci sui denti. Io me ne frego di chi andrà a governare, perchè so sulla mia pelle come una massa di amministratori incapaci e ignavi ai quali avevo dato fiducia ci abbiano prima lasciato pavidamente in balìa di un potere corrotto e poi si sian fatti essi stessi braccio e saccoccia di potere e corruzione. Dimostrando, inoltre, di aver bene appreso la lezione del divide et impera per continuare a gestire la cosa pubblica come se fosse la (loro) casa privata. E me ne frego pure del futuro, chè me ne resta poco, di 'sto futuro. Ed è pure giusto e doveroso che chi lo vede e lo vuole, 'sto futuro, muova le chiappe per aggiustarselo. Se lo vuole aggiustato, altrimenti amen.
Amo sempre di più le pietre della mia città. Le pietre, sì, solo quelle. Ieri, pulendo la scalinata di S. Bernardino, in ginocchio, carezzavo ogni sasso, usando le mani per togliere le erbacce, timorosa di spostarne anche solo uno, di quei ciottoli.
Amo le pietre, le zampe e poche anime.
E in culo tutto il resto.

11 commenti:

  1. È un post rabbioso, questo. Rabbioso e lucido.
    Difficle non condividere la tua analisi, elena.
    Che poi è quella che mi ha spinto a fare vari passi indietro, nel sindacato, nell'impegno politico.
    Ma non per sfiducia nella "classe dirigente", non per una semplice convinzione che "sono tutti uguali".
    Ma per una delusione più profonda, negli uomini, nelle donne, nella "gente".
    Nella società civile, come dice qualcuno.
    Che di civile non ha molto.
    Tu ami le tue pietre.
    Io amo i miei pochi alberi di olivo.

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  2. Mia cara, stanotte ti ho ripensato e non poteva essere diversamente, visto il tuo post recente e visto quello che stavo leggendo:

    "...Sicuro, vado sempre a votare. Il voto è l'humus della democrazia. L'ho sempre fatto e continuerò a farlo. Prima mi informo, se sono nel dubbio posso anche lasciare la scheda bianca. A votare ci andrò sempre. Lo dovremmo fare tutti, altrimenti che ne sarà della democrazia...".

    Da "Sono venuto per servire", Di Don Andrea Gallo (un grande!), pagina 40.

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  3. E, a completamento del mio commento di ieri, dirò che anche io sono sempre andato a votare. I voti si contano uno alla volta. È l'insieme che fa la differenza.
    E se tutti togliamo il nostro, vincono sempre gli altri.

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  4. @Gipo. Nel tuo primo commento hai colto perfettamente il senso di quello che volevo esprimere. Il secondo l'ho capito poco. Sono un elemento singolo, non mi riconosco in nessun insieme se non limitatamente a contesti minimi per tempi minimi. Lo sono diventata.
    @Pier. Grazie ma non mi rapporto più ai grandi, ormai. Vivo nel mio piccolo schifo quotidiano.

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  5. Andare a votare e riconoscere il senso della democrazia è facoltà dei grandi?
    Mi deludi, Elenamaria, e mi spiace molto sentirti così.
    Spero sia un effetto momentaneo, una conseguenza momentanea.

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  6. @Pier. Mi riferivo alla frase da te citata, Don Gallo è un grande, innegabile. I miei riferimenti sono molto più terra terra. Anzi, sotto-terra. Più o meno dove giace la democrazia.

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  7. condivido il pensiero di Gipo e non saprei esprimerlo meglio. non avendo pietre né ulivi, amo i miei gatti e le loro zampette.

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  8. Nn dirò che è importante esprimere la propria volontà, nemmeno che la democrazia è importante perché è fatta di tutti e di ciascuno...ma dirò che quella scalinata conserva un profondo segreto e conserva il ricordo, la volontà e la caparbietà di quel santo che discusse della morale degli uomini, della saggezza dell'amministrazione, del lavoro onesto e della responsabilità... e vuoi che sia un caso il tuo amore per quei ciottoli? ;)

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  9. Capisco e mi addolora la tua profonda giustificata rabbia, ma non votare vuol dire cedere completamente  a quelli che ti hanno tolto tutto chiunque siano, non gli si può lasciare ttranquillamente il campo libero. Redcats

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  10. Capisco la delusione verso la politica, ma non perderla nei confronti degli ideali, del pensiero, della speranza.
    Ognuno di noi conta, nel suo piccolo.
    Comunque spiace leggerti così, e non per quello che ti è successo, quanto per come ti ha fatta diventare. Non voglio leggerci rassegnazione.
    E quando mi esprimevo sul voto mi riferivo anche a quello che dice Redcats.

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  11. ennò non gliela puoi dare vinta!

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