Non eravamo ancora riusciti ad entrare in cantina. Ora siamo stati costretti a farlo per via di un soprallugo. Solo umidità e muffa. Tutto da buttare. Collezioni di Linus. I libri della mia infanzia. Sci di varie misure. Gli zaini e le scarpe da montagna. Tutto l'occorrente per il campeggio, comprese due tende canadesi e un doppio igloo.
Ho la nausea.
In montagna non andrò più.
E ho la sensazione che non rientrerò mai in una casa mia.
Ah, non andrò più neppure a votare.
Io ho smesso di votare da anni, stella... e non mi è successo nulla di paragonabile a cosa stai passando tu...
RispondiEliminaIo invece a votare ci vado sempre, anche quando c'è il sole e non si raggiunge il quorum per un referendum importantissimo perche tutti vanno in spiaggia la domenica anzichè a votare. Penso a quanti sacrifici sono stati fatti dai nostri nonni per il diritto di voto. Poi piuttosto faccio un disegnino sulla scheda, ma a votare ci vado.
RispondiEliminaAho... che fai? Mi diventi qualunquista pure tu? No, eh! Che cazzo, davvero-davvero?...
RispondiEliminaE, naturalmente, straquoto Romins.
uh, sul fatto di non andare a votare.... siamo d'accordo.
RispondiEliminase quelli del pd invece di andare in giro a raccogliere firme, si incatenassero davanti al parlamento e si pigliassero qualche manganellata sarebbero più credibili, così come sono, togliendo persino a beppe grillo il diritto di parola possono benissimo fare a meno del mio voto !
la penso anche io come romins...per il resto non oso dirti nulla, non so cosa dire che non suoni vuoto o banale
RispondiEliminaMai abbandonare la speranza. La propria casa sta nel proprio cuore e nella propria mente, prima che nelle mura del luogo dove abitiamo. I libri della tua infanzia, gli oggetti possono essere sostituiti: le emozioni di quando usavi gli oggetti perduti resteranno sempre nella tua anima, nel tuo ricordo!
RispondiEliminaLa speranza ed il coraggio di lottare comunque ci deve sempre accompagnare! Te lo dice una che ha perso la propria casa 15 giorni prima di NASCERE! Nell'esodo ho perso casa e terra, perchè non erano più liberi: lì c'era il terrore ad ogni passo. Siamo venuti in un mondo che ci considerava intrusi ed un peso ingombrante, in un tempo in cui l'occupazione del lavoro era un miraggio. Rinnovarsi, andare avanti, solo così si può sfangare quei maledetti politici e DIRE SEMPRE DI NO! magari scriverlo sui muri!
Fino a che c' è vita, c'è speranza, CORAGGIO! CORAGGIO!
Un abbraccio Renata
Rominis ha ragione.
RispondiEliminaNon abbandonarti alla superficialità ed il menefreghismo di tanti, troppi.
Tu sei diversa, e anche se arrabbia, nauseta, posso immaginarlo.
Ma rifiutarsi di cambiare le cose, alla fine, è giusto?
Almeno ci si prova...
Ti parlo nelle vesti di una che davvero pochissimo crede nell'Italia, eppure ancora un po', voglio provare a vedere se le cose le farà cambiare...
Un abbraccio.
e nello sfascio che ti circonda tu abdicheresti ad uno dei pochi diritti che ancora non sono riusciti a strapparti?
RispondiEliminaL'astensionismo si aggira sul 40%. Se tanta gente fa questa scelta non è per qualunquismo e penso che i politici su questo dovrebbero interrogarsi più di quanto fanno.
RispondiEliminaPer quanto riguarda la visita in cantina, capisco la tua pena, è un dolore che si rinnova sempre, un incubo che non finisce mai.
Troppo bravi siete stati. Io mi sarei rifiutata ed avrei risposto "Guardatevela da soli!", 'ché la speranza ha anche bisogno di nn essere messa sempre a confronto con la disperazione.
RispondiEliminaPrima o poi ci pensano tutti, talvolta ho pensato anch'io che nn contava niente andare a votare ma ci ho sempre ripensato, è l'ultima cosa che dobbiamo cedere e quella che fa più gola... la possibilità di dire la nostra.
Un abbraccio.