Se solo avessi capito prima. Capito, saputo. Se fosse stato altrove, o prima. O dopo. Se avessi saputo fare due conti, chè bastavano le dita di una mano. Se avessi avuto una dote, una qualunque attrattiva. Un briciolo di intelligenza in più, o almeno di furbizia.
E se tu avessi capito. E saputo. Del mio pane e della mia acqua. Gocce di sudore sulle briciole, sorgente persa tra i rovi. E le mie notti, la luce del lampione tra le persiane che cambia. E invece guardi nascondendoti tra le dita, con la paura che qualcuno ti veda.
Ma nessuno porta indietro i viandanti e ci si volge all'indietro a contare i passi. Tanti. Tutti inutili e sbagliati.
E tu continui a metterti la mano davanti agli occhi, e io a guardare indietro.
Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
domenica 16 febbraio 2014
giovedì 13 febbraio 2014
IO DICO NO AL CAPTCHA 2014
Sembrano una cazzata, i captcha, ma non lo sono poi tanto. Soprattutto per chi, come me, ha problemi di vista. Comunque voi fate come vi pare, io aderisco a questa iniziativa e dico che 'sti captcha mi stanno cordialmente sulle scatole e che evito di lasciare commenti dove ci sono quelle odiose stringhe, chè come voi vedete le stringhe io vedo tutto e le stringhe neanche le vedo. Grazie all'Amico Alligatore che non è l'alligatore qui sotto ma un blogger davvero in gamba. Quello che segue è un brano scritto da un suo amico e gli amici dei miei amici sono (quasi sempre) miei amici. Sembra che tra i giovani bloggers 'sta cosa sia molto seguita. Io non sono giovane ma va bene lo stesso, anzi di più, proprio perchè sono vecchia. Voi date un'occhiata ai vari blog che aderiscono a questa cosa, ci sono idee molto originali e divertenti. Un esempio.
sabato 1 febbraio 2014
ti sparo a pranzo
Si invecchia si invecchia. E i difetti si evidenziano e si controllano meno. Sempre più spesso (mi) elenco le cose che non tollero e che aumentano ogni giorno che passa. E di tali intolleranze mi compiaccio e non me me dispiaccio, immaginando vendette e rappresaglie. Non tollero, ad esempio, il mangiare insieme. Non parlo dei pasti domestici, occasione per nutrirsi e per metter su qualche bella discussione familiare sul cibo-università-lavoro-salute-governo e vaffanculo tu ma che cazzo capisci e non rompere le palle. Parlo, chennesò, dei pasti nelle mense, a scuola, ad esempio. Quando e dove mi ritrovo seduta con altre quattro persone tre volte a settimana, intorno ad un tavolo minuscolo, che una parla con la bocca piena, l'altra muove la posata poggiando il gomito e un'altra per prendere il pane ti infila il braccio nel piatto. Dove i discorsi di accompagnamento sono la menopausa, l'influenza di stagione e i genitori anziani. E dalli con cicli perdite scompensi intestinali cateteri drenaggi dispute tra cognate e cazzi vari. Che cavolo, mangiare è un dovere e un piacere ma il piacere lo provo se non vedo bocche e non sento versi, per quanto sensati o se, mentre mangio, mi diverto. E in compognia difficilmente mi diverto. Divertirsi masticando e deglutendo, ma dai per favore. Da sparagli in bocca. E vedere come ingoiano.
sabato 11 gennaio 2014
compleanno
Oggi è il mio compleanno. Grazie grazie, molto gentili. Dovrei unire il bilancio dell'anno solare con quello anagrafico (insomma, avete capito la somma, no?). Non sono così masochista e desisto. Ieri volevo farmi un regalo. Avevo visto una bella sciarpa in una vetrina, prima di Natale. Costava, per me, un po' tanto, non pago quaranta euro per una sciarpa, per quanto bella bellissima. Con quaranta euro faccio la spesa o metto benzina o son finite le crocche. Ieri l'ho cercata, speravo pure nei saldi, ma l'avevano venduta. Sarebbe stato il mio regalo di Natale e di compleanno. Pazienza. Meglio così, ho detto alla commessa rammaricata, voi l'avete venduta lo stesso e io risparmio. Ho riordinato, per consolarmi, il cassetto delle sciarpe. Mi piacciono, le sciarpe. Colorate, morbide, setose, avvolgenti. L'unica capo colorato che riesco ad indossare. Ho poi riordinato il mio armadio: penzolano, desolati, tre paia di jeans, quattro vecchi vestiti di maglia neri, due maglioni neri e uno grigio, un piumino che non è di piume vere per fortuna, un giaccone, due giacche, tre camicie che non uso da decenni. E mi son rallegrata. Un armadio vuoto, essenziale, il minimo indispensabile. L'ultimo capo comprato cinque anni fa. Prima. Chè qui il tempo si divide in prima e dopo. Bene bene, mi son detta. Sempre più cozza, eh? E sì, mi sono risposta. Sempre più cozza dentro e fuori. Ho tagliato sulle spese (non solo per scelta) e anche sul resto. Ho tagliato su affetti e sentimenti. Ho tagliato ristretto messo disinfettanti igienizzanti e cicatrizzanti. E ancora ho da lavorare, mica ho finito. I vecchi si rimpiccioliscano, si restringono, diventano più bassi. E chi ha detto che non debba accadere la stessa cosa anche al loro cuore, non inteso come muscolo cardiaco ma come quello simbolizzato con minore di tre? E quindi è così, se non riesco ad amare di più me stessa, risparmio un po' sugli altri. Ho un'età, non posso disperdere forze inutilmente. Questo è il mio regalo di compleanno: risparmio affettivo. A voi continuo a voler bene, però. In maniera molto egoistica: ho bisogno di voi. Ecco cosa sono: una vecchia avara ed egoista. Vabbè.
Un regalo lo gradirei, si tratta di un sms che non arriverà e, poichè non arriverà, darò un'altra mandata di chiave a 'sto vecchio minore di tre.
lunedì 30 dicembre 2013
auguri
Il blogghetto fa gli auguri. A chi passa e legge, a chi non legge, a chi è letto. Fa gli auguri a voi e ai vostri pelosi, pennuti, squamosi, crinierosi. Fa gli auguri a chi ne ha bisogno, a chi li vuole. Non è così presuntuoso, il blogghetto, da pensare che con i suoi auguri qualcosa possa cambiare. Non crede neppure che se dal 31 dicembre al primo gennaio cambia il nome dell'anno, possa accadere qualcos'altro di diverso. Oltre a 'sto cambio di cifre. Macchè. Ha voglia, però, di mandare un pensiero affettuoso a chi vuole bene. E qui ce ne sono tante di persone alle quali vuole bene. Auguri, dunque. Sinceri.
sabato 21 dicembre 2013
parlo di soldi
E comunque i soldi salvaguardano. Ti difendono da problemi materiali, da calamità naturali, malattie e tempo che passa. Ti proteggono da parenti molesti, da insinuazioni, da attacchi gratuiti e a pagamento. Ti tutelano in ogni momento della vita e con chiunque. Difficilmente qualcuno ti farà notare i tuoi difetti, riderà di te e della tua vita. Se hai soldi hai una sorta di corazza, uno scudo, hai dei paletti, un reticolato che arresta gli invasori. Puoi essere ignorante brutto prepotente, tutto ti è perdonato e sempre e ovunque sarai rispettato. E non parlo di soldi tanti soldi.
Parlo di soldi.
venerdì 20 dicembre 2013
differenze
Perchè non è vero che siamo tutti uguali. E non parlo di aspetto carattere lavoro e via dicendo. Non siamo tutti uguali e non lo saremo mai. Neanche se sediamo alla stessa tavola la pensiamo nello stesso modo lottiamo per gli stessi motivi. La differenza sostanziale sta nella provenienza. Da quanti soldi c'erano in famiglia quando eri piccola/o. Tipo se hai imparato a nuotare a dieci anni o a cinquanta. Se andavi al mare con i tuoi o se hai inziato ad andare in vacanza con il tuo primo stipendio. O se tua madre ti portava la cinema la domenica e tuo papà a sciare oppure se passavi la domenica all'oratorio. O anche se hai portato l'apparecchio per raddrizzare i denti oppure li hai piombati dal dentista della mutua. Se facevi il corso di inglese o se hai studiato francese perchè nelle prime sezioni prendevano solo certi iscritti segnalati e privilegiati. Chè hai voglia a dire cosa fai ora e come vivi e le scelte che hai fatto, certe cose te le porti sulle spalle tutta la vita. Perchè sono significative e si vedono si notano si sentono e lo saranno sempre. E non mi si dica che non è vero perchè sarebbe una bugia e non mi si dica che chi si è fatto da sè vale di più perchè sarebbe un'altra bugia. Credetemi, so quel che dico.
questo è un post povero e sobrio, per questo difetta di virgole ma io so dove vanno messe
questo è un post povero e sobrio, per questo difetta di virgole ma io so dove vanno messe
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