Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
mercoledì 27 luglio 2011
di chiese, gru e gatti
Stamattina sono passata dalle parti della mia vera casa. Pure lì il disastro è grande ma, a poche decine di metri da casa, c'è un palazzo dove hanno montato l'impalcatura. E ci sono pure due gru. Altissime. Bellissime. Grandiose. Sarei andata a baciarle, quelle gru. E ad accarezzare i tubi delle impalcature. E pure ad abbracciare gli operai che stanno lavorando. Non è la mia casa ma al pianterreno c'era il piccolo supermercato dove facevo la spesa giornaliera. Nel palazzo abitavano una collega e due mie ex alunne. Mi ha fatto impressione, mi ha commosso, mi ha toccato il cuore, quel cantiere. Ho proseguto senza fermarmi per andare dai gatti della mia scuola crollata che aspettavano le crocche e l'ho detto a loro, pure se non c'erano, che ero commossa e che prima o poi tornerò e sarà più semplice rifornirli di crocche e che non devono andar via perchè io non li lascerò mai. Gliel'ho detto. E piangevo.
Mi hanno risposto, pure se non c'erano, che quel quartiere verrà tutto abbattuto.
Ho chiesto loro perdono.
Qui si tocca il fondo e ci si rimbalza.
lunedì 25 luglio 2011
i soldi e le case
LA RICOSTRUZIONE MANCATA
(cliccateci, grazie)
domenica 24 luglio 2011
istante
giovedì 21 luglio 2011
ODIO:
- le ferie obbligate d'estate
- il caldo
- il meteo
- l'ora legale
- le partenze intelligenti
- le vacanze intelligenti
- l'esodo
- il contro-esodo
- dove vai in vacanza?
- quando parti?
- i prendisole
- gli ombrelloni
- la sabbia
- i bambini sulla sabbia
- i perizoma sotto i pantaloni bianchi
- i ghiaccioli
- le sagre
- il lissio
- i balli di gruppo
- i balli latino americani
- i balli
- le cover band
- le cocomerate
- il condiriso
- il caso Parolisi
- Zucchero Vasco e Ligabue
- i turisti nella mia città
martedì 19 luglio 2011
insetti
Ai visitatori anonimi ma nomati. A quelli che mi conoscono personalmente e che vengono qui a curiosare senza loggarsi e senza lasciare MAI una traccia, un saluto, un'intenzione. A quelli che, pur conoscendomi, incontrandomi, salutandomi (a volte, non sempre) per strada, non fanno mai menzione con la sottoscritta me medesima di quella che considerano una scoperta. A quelli che si passano la voce storpiando pure il nome del blogghetto. E pure a te che te ne parlano e ci fai pure il vanitoso, col blogghetto mio...
Signori... andate a farvi fottere!
Naturalmente è esente dall'invito ad andare a farsi fottere chiunque passi di qui, lasciando o no traccia, chè mica è obbligatorio, caçarole! Parlavo di miei concittadini, ecco. Che se potessi gli bloccherei l'accesso.
mercoledì 13 luglio 2011
quando..
Tra l'indignazione, la rabbia, la stanchezza, l'amarezza, la delusione, ci accade, ogni tanto di sognare. Un'amica scriveva, giorni fa, cosa avrebbe fatto quando sarebbe potuta tornare a casa sua. Una festa di tre giorni, tanti amici, si mangia si beve si canta. Ed altri amici si aggiungevano alla discussione. Regali...liste di doni per le nostre case rinate e poi.. epoi...
Io no. Io non lo vorrò. Immagino, sognando disperata, quel giorno lontano, un giorno che forse non vedrò. Ma se mai dovesse arrivare quel giorno, tra anni, vorrei essere sola. Vorrei poter entrare in punta di piedi, in solitudine, in silenzio. Immagino un'alba di autunno. Le mie amate albe autunnali. Aprirò il portone, entrerò nell'androne e mi fermerò per prendere fiato. Poi quei venti gradini. Salirli in silenzio, lentamente. Infilare la chiave nella toppa ed entrare nella mia chiesa laica. Camminare lentamente, accarezzare le pareti bianche. Affacciarmi ad ogni finestra mordendomi le labbra. Mi stenderò sul pavimento guardando quel soffitto che anni prima mi era venuto incontro. Ritroverò gli angoli della mia vita, della vita della mia famiglia. Da sola, senza parlare. Ringraziando la mia casa per averci salvato la vita. Porterò con me una piccola pianta per farmi perdonare dalle tante piante morte nell'abbandono. Non vorrò nessuno, con me. Non ci sarà nulla da festeggiare. Abbraccerò le pareti che vidi ferite e le cui ferite sanguinano ogni giorno di più. Piegata su me stessa chiederò perdono al mio cuore mutilato.
Quando rientrerò nella mia casa.
Se accadrà.
Non parlatemi di chi mai più rientrerà in una casa. Ci sono parole per tutto, ma c'è qualcosa di veramente Sacro che le parole (le mie, poi) offenderebbero. Loro saranno con me. Tutti.
lunedì 4 luglio 2011
non aprite quella porta
Da mezzo secolo soffro di una fobìa che, con il tempo, va peggiorando, procurandomi nausea, ansia, tremore, batticuore, dolore alla bocca dello stomaco, perdita di appetito. L'ho chiamata chiavenellatoppafobìa. Mi prende, improvvisa e incontrollabile,appenna sento girare la chiave della porta di casa.
Iniziò che ero piccolina. Ancora dura. Peggiorando.


