La notte fa paura ai vecchi in ospedale. Restano svegli, attaccati alla vita, alle flebo, all'ossigeno. Rimangono insonni e gementi fino all'alba. Si assopiscono alla prima porta che sbatte, al primo ciabattare di infermieri e inservienti. Si addormentano quando i carrelli fanno rumore in corridoio. Si rilassano quando qualcuno entra in camera per pulire, per misurare la febbre, per cambiare le lenzuola. Allora si lasciano andare al sonno, le dita abbandonano le lenzuola stropicciate, i visi si distendono, cessano i lamenti.
I vecchi hanno paura di morire al buio, quando nessuno se ne accorgerebbe.
Verità dette bene... sembra una poesia, anzi, una canzone pop con il ritmo giusto. Così è ...
RispondiEliminaun ritmo innaturale, a volte, quello della vita
Eliminae te ne accorgi in certe stanze calde di sudore di piscio di stantìo
Mi sento morire se penso che papà se ne è andato da solo...almeno mamma aveva lui accanto...
RispondiEliminaSai, questo è "solo" egoismo, il crederlo al sicuro perchè in ospedale...buonanotte, dolce elenamaria.
L'ospedale dà riparo, non sicurezze. Non esistono sicurezze. Purtroppo.
EliminaC'è una misericordia in ospedale che è la spossatezza e poi la bottiglietta d'acqua sul comodino. Bevi e con la sete se ne va la coscienza, ma di colpo, come un'anestesia. Poi, è vero, il conforto delle voci in corridoio, della luce che entra in camera e allora sai che la nottata è passata; ma la paura della morte è solo dei giovani. per i vecchi è un'amica che si affaccia: si va?
RispondiEliminaI vecchi si aggrappano alla vita più dei giovani, perchè perdono lucidità e pudore.
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaE alcuni luoghi, di notte, mostrano ancor di più debolezze e dolore.
RispondiEliminaconcordo con Alligatore. Terribile eppure poetica.
RispondiEliminaSono con Alligatore e Linda
RispondiEliminasono circondata. (punto)
RispondiElimina