Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
mercoledì 28 agosto 2013
sta finendo
Sta finendo. Ed io che lo desideravo ora mi cruccio. Tra pochi giorni la scuola. Ah, dopo due mesi di ferie, cosa pretendi? Pretendo di lavorare tuttal'estate, anche a ferragosto, e di avere una settimana di ferie ad ottobre, ad esempio. Troppo, nevvero? Che poi e comunque, se non si lavora nella scuola, chetelodicoaffà, nonpuoicapi'. Tornerò dunque ai ceppi. Prigioniera di quattro pareti roventi d'estate e fredde d'inverno. Circondata da persone con le quali non condivido altro che spazio e tempo. Hai detto niente, eh. Tempo e spazio, caçarole... Prigioniera di pargoli urlanti, di madri con l'elastico tra le chiappe e le coccinelle sulle unghie, di padri con le sopracciglia ad ala di gabbiano che entrano a scuola parlando al cellulare. Del resto neanche parlo. Non serve.
Sta finendo. E io ho saltato tutte le manifestazioni in centro. Non riconosco la mia Città, durante l'estate. Ciabatte canotte mutandoni. Le lingue protese oscene a leccare un gelato. Tornerò in centro presto, con il freddo. Camminerò tra i vicoli da sola o accompagnata dai nostri Cani. Cercando vecchie insegne, riconoscendo vetrine dimenticate. Annusando avidamente l'odore di muffa e di putrido.
Sta finendo. E vi ho letto ma ho scritto poco. Con un occhio solo si fa fatica. Dopo un po' le righe si confondono e si deve distogliere lo sguardo per riprendere un po' di campo.
Sta finendo. Ma noi andiamo avanti. Noi e voi. Magari insieme. Malgrado tutto. Nella nebbia. Con le scarpe chiuse. Finalmente il piacere di un foulard al collo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Forse dovresti ripartire dalle cose che ti piace fare piuttosto che concentrarti su quelle negative. L'estate è anche altro da quello che descrivi, e anche nella scuola, presumo, ci saranno insegnanti interessanti con cui scambiare due chicchiere e genitori non volgari. Io credo che a forza di guardare l'abisso nell'abisso ci si rispecchi.
RispondiEliminache bello l'odore della scuola... è così struggente
RispondiEliminaio non vedo l'ora che la routine ricominci. Questo caldo m'ammazza... e Roma d'estate pure.
RispondiEliminaIl foulard al collo...sì, piace anche a me. E ficcare le mani dentro le tasche, aspettare quel che capita. Continuare.
RispondiEliminaConosco bene la repulsione per la scuola. Quella per cui tutti ti guardano come se stessi prendendo a calci un bambino. Quella che è difficile da capire ma quando la sperimenti non te ne separi più.
RispondiEliminaEd ora sono qui e a scuola ci vado io, ho fatto un volo dall'altra parte e sai?! Qui ad agosto si va a scuola, ci si ferma un mesetto d'estate e poi varie settimane durante l'anno.
Sto bene, lo sai.
Solo vorrei venire ad annusare con te. Da te.
Dai, i pargoli a volte oltre ad urlare ascoltano pure. E' con i genitori che si fa un po' più fatica... soprattutto quelli con le sopracciglia ad ala di gabbiano :-)
RispondiEliminaFatti forza, una volta avviato l'anno, le settimane macinano via veloci...
Ti capisco. Lavorare in ambiente scolastico non è affatto facile,specie se son tutte o in gran parte donne..Chi non vi lavora pensa chesia una passeggiata,invece..Guardare e ascoltare i bambini,sentire come cambiano opinione,vedere come crescono..questo ripaga da ogni negativitá.
RispondiEliminaPs:i genitori son tremendi..ma io forse sarei allo stesso modo,se stessi al loro posto..