lunedì 22 aprile 2013

e qualcosa rimane...

Leggo care amiche bloggeuses che raccontano di più o meno casuali incontri con vecchie amiche o vecchi amici, dopo anni di silenzi e lontananze. E la sorpresa e il piacere e la gioia. Come accade ogni volta, una legge e riflette e pensa ma anch'io? Sì vabbè, anch'io. E' capitato anche a me, sì. Una volta la descrissi qui. Ma ce ne sono state altre. La migliore amica dei tempi della scuola, ad esempio. Il primo fidanzatino di quando avevo sei anni. L'amica fuorisede dei tempi universitari. La cugina persa di vista. Il primo amore. E, lo dico con rammarico, di piacere un po' all'inizio ma di gioia, boh. 
Il mio primo fidanzatino, principe dei miei sogni, bello come il sole vestito da paggetto durante la processione del Corpus Domini, è un anziano iper commerciante di mezza età con tanti soldi e pochi capelli. E nulla sarebbe tutto questo se non mi avesse fatto mirabolanti racconti di mogli conviventi italiane ed esotiche figli e negozi franchising e viaggi all'estero e ville appartamenti e andiamo ti offro un caffè quando torni qui fammi sapere parliamo un po'. Ma per carità, puttosto compro dai cinesi. E Lui, il sogno dei miei anni belli, grande grosso e piccino dentro, con un occhio all'orologio e uno al calendario, porello. E non mi dite cosa ti aspetti cosa ti aspetti. Ma nulla. Disincantata e un po' cinica come sono, le aspettative le ho sempre misurate e ben pesate, per poi toglierci ancora un po' di tara e riprendere il cammino. So contare gli anni, so vedere le rughe, so i cambiamenti del tempo e della vita. Se sorrido, però, lo faccio con schiettezza. Raramente, molto raramente,  ma sinceramente. E se dico che bello rivederti, è perchè lo penso. E se ti chiedo come stai, e non lo faccio spesso, per niente spesso, è perchè mi interessa sapere come stai. E se anch'io ti deludo, anche quello è in preventivo. Me lo aspetto. Ti avviso. Le mie carte sono sul tavolo. Scoperte. Chè se vado a sbattermi in piazza per la trasparenza lo faccio senza mani in tasca e senza fare conti. E se li faccio, certi conti, è per misurarmici da sola, senza rate. E ci rimetto a muso duro.
La vita è bizzarra, purtroppo e per fortuna. E ti butta in faccia l'ennesima manciata di delusione, quando sei lì per fatti tuoi, che arranchi tra amarezza e sfiducia come un nano in Alaska. E allora basta, sì. Non mi chiamate, gente degli anni settanta. Non mi cercate. E se mai dovessi farlo io, sapete, ad una certa età si giura e si spergiura ma poi si dimentica, chè il cuore si volta agli anni trascorsi quando la mente conta quelli futuri, ignoratemi. Eliminatemi anche dai vostri ricordi residui, se già non ci ha pensato il tempo. Chè di delusioni ho già preso tutte quelle che potevo prendere e di assi dello stesso colore ne ho visti fin troppi.

15 commenti:

  1. sei maestra nel raccontare anche le amarezze e le delusioni. Bello leggerti, anche quando le parole sono dolorose.

    Per fortuna che sono una ggiovane anni '80, posso ancora cercarti. ;-)

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    1. Nel senso che negli anni 80 ero una ragazza.. Sono nata nel 63.

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    2. Ragazzina.... :-)
      e sempre così cara <3

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  2. Ad alcuni verso una certa età viene la nostalgia e il desiderio del ritorno al passato, ad altri la fobia analoga...

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    1. Vedi, Redcats, di nostalgia ne ho tanta. Mi accorgo, però, che il tempo sfuma nasconde e falsa. Meglio restare nel presente. :-)

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  3. Non ho mai cercato persone del passato, anche se per alcune (poche) ho la curiosità di sapere che fine hanno fatto. E credo che se una persona appartiene al nostro passato, un motivo ci sarà stato, anche se non lo sappiamo o lo abbiamo dimenticato, ed è bene che lì resti.

    Mi dà molto di più uno scambio di idee con uno sconosciuto che un pomeriggio fatto di "ti ricordi ...?"

    Poi ci sono quelle persone (pochissime) verso le quali provo dei sensi di colpa, dalle quali ho avuto più di quello che sono riuscito a dare, a cui vorrei dire "mi dispiace di non aver saputo fare di meglio". Poi penso che questo non cambierebbe il passato e sarebbe solo un modo per me per cercare di viverne meglio il peso, forse scaricandolo su altri, e non è il caso!

    Ah ... io sono più vecchio di voi ...

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  4. Cara amica come con la "Primavera" sei contro e oggi sei conto di chi, forse di te stessa. I ricordi rimangono belli brutti ma indelebili, pensaci però,è il futuro, incerto, sconosciuto e perciò meraviglioso dove devi guardare.
    Un saluto da un vecchio sessantottino,fulvio

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  5. io sono del '70, son ragazzina anche io? :)

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  6. Gli ex senza capelli comunque sono una costante.

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  7. Io, come te, provo un certo distacco nel vedere gente che fa parte del mio passato.. soprattutto se si tratta di gente che tende a millantare le proprie effimere esperienze.
    Un saluto
    Manu

    pensierinviaggioo.blogspot.it

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  8. Siccome mi sono confusa con Bloggatta, avendo lo stesso avatar, mi stavo domandando quando potevo aver scritto che sono del '70...

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  9. Io lo dico sempre [e sarò cinica anch'io?]...se ci siamo "persi" ci sarà stato un buon motivo.

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