domenica 28 febbraio 2010

che tè da fa' domenica?

... domenica se comincia la ricostruzio'!

Contro i ritardi nella rimozione delle macerie, contro l’indifferenza del governo e degli enti locali, contro un’informazione che ha velato, anzi defprmato, la realtà, oggi tutti in piazza con carriole e badili. Pronti a medicare le ferite della nostra città, a darle un po’ d’ossigeno.
Eravamo tanti. Cinquemila, seimila, forse di più. Eravamo tanti e si respirava, finalmente!, partecipazione, entusiasmo, consapevolezza. Sensazioni dimenticate da troppi per troppo tempo. Immota manet, è vero, eppur si muove, eppure qualcosa si sta muovendo. Una manifestazione piuttosto trasversale, per usare una parola in voga, e dopo undici mesi il corso era pieno di gente, di famiglie, di ragazzi, di bambini. Un piccolo passo, per ora, ma ce ne saranno altri. Dopo aver scavalcato le transenne due settimane fa, dopo aver appeso le chiavi domenica scorsa, oggi le macerie di piazza Palazzo. Ogni carriola portata via era un applauso, ogni secchio passato un sorriso. Domenica prossima tutti al castello, anche lì c’è da lavorare.
Se potete venite. L’aria si fa più tiepida anche qui, tra i monti. Il panorama è stupendo. La nostra città ferita è pronta ad accogliervi, a raccontarvi, a raccontarsi. Perchè insieme alle nevi si sciolgano i cumuli di bugie che ci hanno soffocato il respiro.

7 commenti:

  1.  Cinquemila/ seimila, forse di più.
     Vi ho visto . e via...
    gestite Voi la vostra terra. lo state già facendo     se siete uniti  

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  2. SOno molto felice di sentire che ci si può ancora entusiasmare e si può reagire positivamente, con grande partecipazione e senso di collettività anche lì dove più che altrove tutto pare perduto.
    Duffy

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  3. La mia sarà una carriola virtuale, Melbourne non è dietro l'angolo!

    Bravi bravi bravi e non mollate!

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  4. Passavo per dirti la stessa cosa di Pyperita...

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  5. Ma tu sei andata con tutto l'occhio?  redcats

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  6.  dalla parte dell'Aquila. con voi 

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  7. vi ammiro come vorrei che anche i miei concittadini si svegliassero
    tina

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