Che poi qualcosa una deve pur scrivere. Per non perdere l'abitudine. Senza esagerare, però, con moderazione e cautela. Non per non appesantie l'atmosfera, no, fregassai, ma perchè di altri argomenti è rispetto tacere. Punto. Insomma. Son qui con i gatti. Tre gatti e due umani in una stanza di albergo. Neanche troppo grande, la stanza. E con balcone. Un balcone che comunica, attraverso un muretto, con i balconi delle altre stanze. Quel muretto del terzo piano che Nennella, percorre tutto, avanti e indietro. Una sorta di passeggiata sul cornicione che mi farà morire d'infarto. Incosciente. Margotta e Paolino, loro no, son bravi. Soprattutto il mio maschietto, che mi guarda con l'aria di dire io no, io non lo faccio, io sono buono, non voglio farti preoccupare. E grazie. Dopo quella notte, quando, mentre tutto cadeva, lo vidi sul davanzale della finestra del bagno. Lui, che mai era salito, neanche a finestre chiuse. E quando mi avvicinai, fece per scendere.. Non so come lo afferrai. Per la coda, per il collo, boh, supplicandolo di non farlo, di non lasciarmi così, con quel senso di colpa. E mio figlio che scendeva a cercare Nennella, gridando, mentre l'altro infilava Margotta nel trasportino, a scavare tra i calcinacci che continuavano a cadere. E la studentessa che si affacciava sulla porta, scalza, terrorizzata con il gatto in braccio e mi chiedeva ma i tuoi si son fatti la pipì addosso? E sì. Ho puzzato pre tre giorni di pipì di gatto ma vivaddio, era la pipì del mio Paolino. E tanti cani e gatti, con i terremotati. La mia amica A. che è tornata in casa a prendere Leo, il suo bellissimo micio. E il marito che è salito in soffitta a prendere il trasportino. Ora non c'è più il solaio. E C. che, dopo tre giorni, ha recuperato la micia Trilli, affamata, sporca, impaurita. E i gatti della scuola sono lì. Nel giardino dove scendevo, sulla cuccia, solo macerie. La mia bella scuola. E adesso basta. Perchè non si può continuare.
A Chiara, Gianluca e gli altri piccoli, grandi eroi, un grazie infinito.
scusa, non ho parole.
RispondiEliminaSconvolgente! Il peggiore dei peggiori incubi...
RispondiEliminaInutile dirti che sto piangendo....
RispondiEliminaE' il mio incubo peggiore! Se dovesse tornare come faccio con le gatte??? Da quando vivo sola i trasportini sono sempre all' ingresso pronti all'uso, ma se loro si nascondono per la paura come faccio a prenderle?
continuo a pensarci. a pensare quanto può la forza della disperazione. e quanta disperazione...
RispondiEliminavieni qua per un abbraccino :**
Ciao Cris, un abbraccio.
RispondiEliminatina
Eroina anche tu Cris che hai saputo mantenere il sangue freddo,che hai saputo salvare Paolino, che non hai pensato solo agli umani ma anche ai tuoi mici.
RispondiEliminaSei grande Cris e vorrei starti vicino vicino.
@shantylagatta: anche io ci penso ogni tanto, quattro gatti, quattro piani di scale con quattro trasportini e da sola.:o(
Cip
RispondiEliminaciao Cri, hai fatto bene a tornare tra amici.
Il nostro calore e affetto ti arriva anche attraverso il pc,
e tu ci devi contare.
che bello riuscire in quei momenti riuscire a salvare gli amici del cuore, i gatti, i cani e le altre bestioline.
Che dirti ancora carissima,
conta sul nostro affetto e vieni qui quando inizia il magone,
ci siamo noi ad attenderti per stringerti in un forte abbraccio.
ciao
ciao ara,
RispondiEliminanon ci conosciamo,ma in quesi giorni, da che ho saputo di te sono passata spesso di qui e oggi finalmente ti ho trovato e leggendoti ho pianto !
un abbraccio
stefania
Coraggio Elena, CORAGGIO: andare avanti è difficile, ma pian piano vi riprenderete. Siamo tutti con voi UN ABBRACCIO FORTE FORTE, Renata
RispondiEliminaSono felice di rileggerti, rabbrividisco sentendo il tuo raccconto. Noi abbiamo sentito quella scossa, ma non ho capito se rasputin ha capito. L'ho spiato quando ho sentito altre scosse, ma era del tutto indifferente. Certo è stato ben diverso qui da noi, però, 'sto famoso istinto che fine ha fatto?
RispondiEliminaTi ho pensato subito quella notte, e poi ho avuto notizie da Silvia. Se qualcosa posso fare per te, scrivimi!E , ti prego, continua a postare! Redcats
Sono solo commossa, ma non di commozione; solo tristezza infinita!
RispondiEliminaCoraggio, che altro dire?
sono in ufficio e non riesco a trattenere le lacrime.
RispondiEliminaNon ho parole, ma ti penso tanto.
Ciao Ele...non sai quato ti ho pensato, non appena saputo che abiti nelle zone del terremoto...tutti i giorni, chiedendo notizie in giro ad amici di blog....è una tragedia quella che descrivi, che mi commuove perchè già vissuta nel 72, quando la terra tremava continuamente...un abbraccio e...a risentici presto. Cla'
RispondiEliminati abbraccio, solo questo posso fare con il pensiero,
RispondiEliminacesy
Ehi ciao.
RispondiEliminaSono felice che tu abbia recuperato il pc. Spero che ti abbiamo aiutato un pochino.
Pensa, sono stata fuori casa ad aiutare un'amica che ha due bei gattoni. La prima cosa che abbiamo fatto alle prime scosse di terremoto che si sono sentite qui a Roma: abbiamo controllato l'atteggiamento dei mici. Risultato: non hanno fatto una piega!
Ciao cara
un abbraccio ed una carezza...
RispondiEliminache importa la pipì di paolino, son gli occhi ed i ricordi ed i loro silenti ringraziamenti che ti accompagneranno sempre!
ciao! Stefano!
Anche a me sono venute le lacrime agli occhi. Quanta paura, quanti disastri, quanto coraggio! E quei due ragazzini, li abbraccerei forte forte insieme a te!
RispondiEliminaBiba
gli animali, in quei momenti, fan pena perchè inconsapevoli. Son contenta che stiate bene. Baci
RispondiEliminaCon voi, con tutti gli Abruzzesi!
RispondiEliminaForza Elena. Ti ho scritto una mail, spero ti faccia sentire meno sola!
ps: ti chiederei il permesso di pubblicare sul mio blog questo tuo post, con tutti i riferimenti del caso.
ciao e grazie
cara....cara...non so dire parole, non oso, non posso....
RispondiEliminala commozione è grande...
ma di nuovo ti abbraccio e...una grattatina ai mici ;))
S.A.