domenica 21 dicembre 2008

non volevo...

... parlare più di Eluana Englaro. Non volevo dire l'indignazione suscitata da notizie come questa e questa, che richiederebbero una discussione che non mi sento di iniziare. Poi leggo qui: L'integralismo di radio Maria (Paolo Tranchina); Giovedì 18, ho sentito una trasmissione di Radio Maria che mi ha indignato. Il relatore, di una società per il dialogo tra le culture, o tra religioni, si è scagliato contro il padre di Eluana chiedendogli come può un padre per tanto tempo non pensare a altro che alla morte della propria figlia. Non contento dell'attacco, ha ricordato l'assassinio in India di un rabbino e di sua moglie, oltre a altre quattro persone di religione ebraica, affermando che il gesto del padre di Eluana è dello stesso segno di quell'atto di terrorismo. Si è perso il senso della misura, e ogni buon senso. L'integralismo che avvicina un esecrabile atto di terrorismo alla sofferenza di un padre, mi sembra uscito di senno. Radio Maria dovrebbe scusarsi con la famiglia di Eluana.
L'integralismo becero e violento della chiesa continua a cavalcare i dolori altrui e allora basta. Ma basta davvero. Parliamone. Diciamo quanto la notizia della ragazza torinese uscita dallo stato vegetativo sia stata data in pasto all'opinione pubblica in un momento inopportuno. Chiediamoci se sia tornata davvero alla vita, una vita degna di chiamarsi tale. Indignamoci con Sacconi e con i suoi tentativi di impore uno stato integralista e feroce.
Diciamo basta alle intimidazioni del potere, Sia esso stato, sia esso chiesa.

4 commenti:

  1. ed a tale proposito, un' iniziativa:

    http://testamentobiologico.ilcannocchiale.it/?r=151504


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  2. Ho letto un articolo terrificante girando trai blog di un missionario italiano che descriveva le condizioni di indicibile sofferenza di un bambino africano in fin di vita cui veniva proibito di morire, ne parlava con compiacimento, chiamandolo tipo il mio piccolo Gesù. Una persona immorale e disgustosa, a cui auguro di provare le stesse sofferenze, in nome di quella vita che apparentemente difende.

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  3. Istintivamente mi vien da chiedermi se la chiesa creda in un al di là,visto che difende qualunque forma di vita anche la più indegna di essere vissuta a causa della grande sofferenza...Io non ho mai avuto paura di morire,mi spiacerebbe per i miei gatti e per chi mi vuole bene,ma paura in se stessa,mai...Di soffrire ed in modo indicibile,visto che mi è già capitato diverse volte, invece si...tanto..Come possono questi vecchi privi di saggezza ,pretendere che anche le leggi dello stato sian fatte come vogliono loro,costringendo anche chi non segue la loro religione ad adeguarsi?...Il cattolicesimo sta perdendo davvero ogni significato,....ormai per me quel che dicono i vescovi e questo papa non ha maggior valore di quel che potrebbe dire qualunque vecchietto bilioso che passa per la strada....Figuriamoci! Tempo fa sentii perfino un vescovo affermare che chi "si toccava" era un assassino alla stregua dei padrini della mafia...Ma come si possono dire simili idiozie?"Signore..da chi andremo?" Diceva l'apostolo Pietro nella sua professione di fede...Certamente non da questi,mi sento di dire.,....questi han solo parole di condanna ,soprattutto verso gli innocenti e gli inermi....ed invece grandi strette di mano e scambi di doni ,con chi ha scatenato guerre ingiuste e sanguinose..

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