Ascolta il passo breve delle cose
-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato:la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
E poi trascrivo alcuni miei versi (versacci.. ) che rispondono (indecorosamente) ai punti 3 e 4 del regolamento.
La mia rima è sgangherata
e la vena* non la trovo
ma di more una manciata
offro a chi si appressa al rovo
sono bacche di montagna
chè di altro sono priva
la poesia non mi è compagna
e la vena* non arriva.
Se il mio compito è meschino
di portar chiedo pazienza
vi sorrido, fo l'inchino
e dichiaro, ahimè, fallenza.
(* sarebbe la vena poetica, mi par chiaro)
Scusandomi con Nonnacarina e con voi tutti, vado sui ceci. No, non ci vado, vado ad accendermi una sigaretta e poi torno. Non faccio nomine perchè mi vergogno troppo.
Ceci, cosa fai ti adegui alle nuove direttive della Gelmini?
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RispondiElimina..e il sette in condotta?:-)
rime scorrevoli e Alda Merini è la mia preferita.
Buon fine settimana
ciao
invece è carinissima...
RispondiEliminaE. Dickinson (1830-1886)
Se in autunno tu venissi da me
caccerei l’estate
un pò sorridente - un pò irritata -
come la massaia scaccia una mosca.
Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi -
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.
Se l’attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.
E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l’eternità.
Ma ora - incerta sulla durata del tempo -
che ci separa, la cosa m’inquieta,
come l’ape folletto,
che non avverte quando pungerà.
a risposta Emily Dickinson, che ritengo bravissima...
qualcosa di mio più avanti! ciao!
ti vergogni di cosa?
RispondiElimina@Nonnacarina Sai come sto e mi nomini la Gelmini? Mi vuoi male, ecco! Abbraccione e grazie.
RispondiElimina@Fiorirosa. Infierisci, infierisci pure te, sai.. Baci.
@Grazie Stef. Bellissima la poesia che hai postato.
@Edo. Grazie,'tretanto.
@Moltitudini. Delle scemate che scrivo. Una pensa di aver toccato il fondo, dimenticando l'esistenza della zappa. (No Frank...)
Mi son piaciute entrambe.
RispondiEliminaE anche le more.
senza pudore!!!
RispondiEliminasei troppo forte, ecco!
e la merini è sempre emozionante.
bacio, piccolina.
A me piace la tua! Redcats
RispondiEliminaCiao..a parte che la tua amica Nonnacarina mi dice sul suo blog "dindondemo" e io ho già capito con precisione di dov'è...ma non lo dico :-))), ti rifilo una poesia d'amore del Casalingo...
RispondiElimina"Amore tu sei bella
proprio come una padella
la tua pelle vellutata
sembra quasi una frittata
se ti voglio "trifolare"
non ti fai certo pregare
Io ti amo un gran bel po'
sarò sempre il tuo frico' "
Da declamare durante una cenetta romantica...:-)))
Ma vah.... ;)
RispondiElimina
RispondiElimina...un successone, la cenetta romantica:-)))
Tu sei proprio pazzerella! Ahahaha
RispondiEliminaIo intanto mi faccio una scorpacciata di more, chè mi piacciono tanto!
Buon lunedì ciccia...
coi ceci, facci la zuppa! ;-)***
RispondiEliminaurca! qua non ci si può distrarre un secondo...figuriamoci un po' di giorni!!!
RispondiEliminae brava elena, per quel nulla che capisco di poesia, alda merini è la mia preferita.
grazie per le more ;o)
vado a cancellare il mio misero blog....