lunedì 24 marzo 2008

Donne non si nasce, si diventa (Simone de Beauvoir)


Se ieri pioveva, oggi nevica. I pensieri aumentano, ovvero si fanno più tetri. Motivo per cui non mi azzardo a iniziare la lettura di un nuovo libro. Lo odierei. Motivo per cui ho ripreso questo libro di Simone de Beauvoir. Letto, riletto e consumato. Che poi le cose non succedono a caso. Se la mano è andata lì un motivo ci sarà ma non è il momento di starci a pensare, altrimenti esco di casa e vado a perdermi nella bufera.
Son tre racconti, o tre romanzi brevi. Son tre donne di età diverse, tre donne (che si sentono) tradite. Dal compagno, dal figlio, dalla società. La prima è tradita davvero, chè il marito la molla per un’avvocatessa rampante. La seconda è un’intellettuale di sinistra il cui figlio si rivela un… riformista, crisi dell'età e dei valori. La terza è una donna sola, spezzata da un evento tragico che l’ha allontanata da tutti e da tutto. Quando lessi questo libro per la prima volta ero piuttosto giovane. Le tre protagoniste erano più grandi di me, il libro mi piacque ma non riuscii a ritrovarmi in certe sensazioni, esperienza che tento sempre quando leggo un libro. Quella dell’identificazione, intendo. L’ho riletto, poi, tante e tante volte. Ogni volta mi ritrovavo un po’ di più. In Monique lì, quando scrive che.. O anche un po’ in Murielle, quando pensa che.… E la paura dell’abbandono e della solitudine, del rifiuto e dell’ affievolirsi del sentimento Ora non ci faccio più caso, non mi interessa star lì a identificarmi. Assaporo quelle frasi che già conosco senza tentare di ravvisarmi in esse, mi lascio andare ad un ritmo familiare, mi faccio cullare da descrizioni di momenti e luoghi. Perché già so in cosa posso ritrovarmi, non mi serve cercare la sensazione, arriva da sola. Mi piace, però, ad un certo punto della lettura, pensare che le donne, a volte, con fatica, da sole o insieme, si rimettono in piedi, faticosamente. Curano ferite le cui cicatrici faranno sempre male ma restano capaci di guardare avanti, oltre quella porta chiusa che fa paura. Ho bisogno di crederlo per rendere tollerabile questa età che mi vede ben conservata ma che, ahimè, avverto tutta, senza sconti.

15 commenti:

  1. Un'imperdonabile mancanza la mia, non l'ho letto.

    Ma prometto di rimediare presto, prestissimo. Dopo questo post, non potrei far altro.

    RispondiElimina
  2. adoro Simone de Beauvoir, ma questo non l'ho letto. rimedierò senz'altro!

    Buona Pasquetta!

    RispondiElimina
  3. Ci sono dei dolori che fanno da sottofondo nelle nostre vite, e forse resteranno per sempre. Però si va avanti, che altro potremmo fare?

    RispondiElimina
  4. passo solo per un saluto...tornerò a leggerti con maggiore attenzione

    RispondiElimina
  5. Bella la tua recensione. Ho letto questo libro tanti anni fa e tu me l'hai ricordato, Grazie. Giulia

    RispondiElimina
  6. mi fanno rabbia le frasi del tipo - non è l'età che conta, oppure- col tempo si migliora.

    Mah, a me piaceva + la gioventù con tutti i suoi annessi e connessi, le turbolenze, le disfatte.

    Poi gli anni portano i dispiaceri, il dolore, la rinuncia, come se non bastassero le ossa che cominciano a scricchiolare. Vabè


    Bella recensione e indugia davanti alla bufera che non è + cosa...

    :)

    RispondiElimina
  7. Qui invece due giornate di sole... e niente e nessuno con cui passarle...

    RispondiElimina
  8. Grazie molto per il commento, mi ha fatto piacere. Non so se sia impossibile inserire foto nei commenti. Se vuoi potresti utilizzare la posta elettronica per inviarmi la foto. Nella mia home è già indicata, per ogni buon fine la riscrivo: pizzocchia@tele2.it. Sono curioso per la foto e non solo..... grazie di nuovo. Un caro saluto! abruzzowolf www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it

    RispondiElimina
  9. buona Pasqua mia cara con l'auspicio che il sole di primavera risplendi presto nei nostri cuori

    un abbraccio Smak :-)

    RispondiElimina
  10. Un abbraccione forte.

    RispondiElimina
  11. Ciao!! durante queste feste non sono venuta sul blog...quindi volevo farti gli auguri di buona pasqua...leggermeeeeente in ritardo..ihihih :-)

    RispondiElimina
  12. ciao carissima ho letto con piacere il tuo commento su libro che ti accompagna nella vita, complimenti, grazie anche per le ricette date, vedi parozzo, provata gustata e mangiata!!!

    ti invito a leggere con leggerezza l'ultimo post che ho pubblicato lo proporrò al matrimonio di mia cugina come possibile scherzo....

    RispondiElimina
  13. splendido, splendido libro. soprattutto il crescendo ella consapevolezza e delle reazioni al tradimento... donna o uomo, alcune sono di tutti. la pretesa assurda (ma che fa tanto moderno) di dover accogliere con "civilità" poi la notizia del tradimento e il progressivo abbandono... tremendo, tragico. sì, perché la civiltà la esige sempre chi abbandona, chi ha interesse a recidere in modo comodo i legami.

    RispondiElimina
  14. ehm ... faccio coming out e dichiaro: la simone de beauvoir non l' ho mai letta.

    divoravo sartre, ma lei mi appallava dopo la terza pagina.

    lo so, è imperdonabile, mi cospargo di cenere ...

    ma sono d' accordo con ciò che dici.

    RispondiElimina
  15. Lo lessi appena quindicenne... sarà ora di andare a rispolverarlo. Grazie

    RispondiElimina