Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
venerdì 17 luglio 2015
post breve
Una donna sola non è una donna senza un compagno. E' una donna senza sorella, senza figlia, senza madre. E' una donna, questa, costretta al silenzio, costretta ad avere spalle larghe sempre, a piangere lacrime mute, senza risposta. Ad avanzare nella vita a tentoni e a tentativi. Consapevole che la mano tesa resterà vuota e che il piede può poggiare nel vuoto.
mercoledì 1 luglio 2015
Bimbeminkia attempate
E' molto diffusa, nei social, che poi sarebbe solo fb, la figura della bimbaminkia attempata. Le chiameremo BA, facciamo prima. Le BA hanno intorno ai sessant'anni, sono state ragazze affascinante e corteggiate, sono ancora delle belle donne. In genere le BA non hanno mai lavorato, se lo ha fatto sono state cose lievi, improbabili, molto gratificanti dal loro punto di vista. Hanno avuto più di un marito, ora hanno un compagno o marito più giovane di loro. Hanno figli e nipoti, li incontrano con moderazione, non farebbero mai le tate dei nipoti ma li amano teneramente nei compleanni e a Natale, pur evitando di farsi fotografare con loro. Sono quasi sempre biondissme, hanno capelli lunghi, anni '70, rarefatti, un po' crespucci. I capelli del tempo che fu. Hanno begli occhi, le BA, seducenti e sognanti. E un bel viso, a volte un po' rimpolpato artificialmente, sempre curato e truccato. A questa cosa del trucco si vede che dedicano molto tempo, si vede dal collo e da quello che credo si chiami decolletè. Dalle differenze, ecco. E dalla matita che sottolinea le labbra, residuo di una moda che fu. Nel vestire non sono mai sobrie, le BA di fb. I colori sono variabili, non c'è uniformità, in questo. C'è la total black e c'è la oggi fucsia domani verde e comunque molti strass, ma tutte hanno nei loro guardaroba molti stivali tacchi alti leggins chiodi minidress cinturone giubbini corti canotte di pizzo e robe di pelle o di ecopelle che sarebbe plastica. Amano i selfie ma più che i selfie proprie le foto nello specchio, dove più facilmente si può giocare di luci ombre e velamenti vari, facendo la bocca stretta che si chiama a culo di gallina. Poi le postano su fb, 'ste foto talvolta impietose, e sotto altre bimbeminkia attempate e anziani gentili commentano che bella che favola che gnocca fantastica. Postano biglietti con frasi romantiche, cuori farfalle e fiorellini. Distribuiscono saluti baci e buone ninne, con tramonti e albe sul mare. Ammiccano verso un pubblico lontano, tra polvere sui mobili e sui cuori. Poi si passano le dita tra i capelli, stropicciandoli per gonfiarli un po', rinforzano rossetto e rimmel e avanzano sui tacchi verso un nuovo giorno. Tra una poesia sentimentale e un nuovo callo.
sabato 6 giugno 2015
per ora
Non so quanti post ho iniziato e cancellato o archiviato. Non so quante volte ho pensato dai diciamolo raccontiamo tiriamo fuori qualcosa. Non perchè a voi manchino, i postarelli del blogghetto, sobenissimo che hanno un valore pressocchè nullo, ma perchè credo che mi farebbe bene e allora perchè no. Poi, però e per fortuna, ha la meglio il pudore. Chè sarebbero solo lamentazioni e lagne, rimpianti e nostalgie, rabbie e ansie e imprecazioni. E allora devo aspettare un momneto migliore, se mai ci sarà. Vi abbraccio un pochetto.
sabato 4 aprile 2015
lunedì 23 marzo 2015
vecchi consigli per giovani donne (fanciulle)
Che poi quali fanciulle, non mi risulta che ci siano tante diciottenni in giro per blog. E comunque alle diciottenni non servono certamente i miei consigli. E neanche alle trentenni. Vabbè, diciamo consigli per chi non ne ha bisogno. Cioè per nessuno. Ma ormai ho iniziato e vado avanti. E ho scritto che sono vecchi, per cui che mi importa. I vecchi non li considera nessuno, e neanche le vecchie, passate ad un altro blog, dai, non mi offendo.
1. Vestitevi come vi pare ma non dite dove prendete 'sti vestiti. Se li prendete dai cinesi dite che sono di boutique. Risparmierete. Se li prendete in boutique dite che sono dei cinesi. Il vostro lui penserà che anche uno straccio indossato da voi sembra un capo firmato.
2. Parlate sorridendo o piagnucolando. Agli uomini piace farvi sorridere e si sentono gratificati da un tono lamentoso, vogliono essere la vostra consolazione. Alternate però i toni, se piangete sempre vi prenderanno per lagnose, se ridete sempre per oche. Alternate dunque risatine e sospiri. In parti uguali.
3. Stupitevi di tutto. Cadete sempre dalle nuvole, siate distratte. Non impegnatevi a capire, ricordare, intuire. Spalancate gli occhioni e arrotondate la boccuccia. Oh ma cos'è questa cosa che cade...pioggia? Oh non ricordo dove ho messo le chiavi della macchina, la bolletta pagata, la lista della spesa, come mai? Oh ma oggi è lunedì, allora ieri era domenica? ooohhh...
4. Non fate nulla in casa. Non cucinate, non pulite, dimenticatevene, siete incapaci, non lo sapete fare, oh ma cos'è la carbonara? Lasciate fare gli altri o portate in tavola findus e bofrost. Sempre con aria stupita e sognante. Quando cucinerete, chennesò, a Natale, due spaghetti aglio e olio, sarete applaudite. E il vostro primo (e unico, mi raccomando) polpettone (di quelli pronti eh) avrà la ola.
5. Toglietevi le mutande ogni volta che volete ma ogni tanto no. E quando la volta successiva ve le toglierete sarà standing ovation. Gemete e sospirate ma senza esagerazione, lui deve capire che ci sa fare ma che potrebbe fare di meglio. Si deve sempre impegnare di più.
Forse ne ho altri, di consigli, ma devo andare a scuola. E poi non servono a nessuno. per cui possono bastare.
sabato 7 marzo 2015
otto....
Pensò che era inutile restare a letto, non si sarebbe riaddormentata. C'erano delle camicie da stirare, i bagni da pulire, le cassette dei gatti da vuotare. Guardò il cellulare, erano le cinque, uno sciocco messaggio su whatsapp, di quelle catene cuori e fiori da far girare ad altre donne per la festa della donna, e se ne ricevi tre avrai avrai avrai. Ricordò quegli otto marzo tra volantini, mostre e discussioni, autonomia separatismo e sorellanza. Mah. La maggior parte delle sue coetanee riceveva fiori e andava a mangiare la pizza con i morosi, senza star lì a pregare che il ciclostile non si rompesse, che la carta bastasse e poi che la benzina non finisse. Pensò al suo essere donna di doveri, dolore, sensi di colpa e ostinazione. Spine senza rose. Mi regalerò dei fiori, domani, pensò. Non le maleodoranti mimose ma fiori di primavera, profumati, colorati, allegri. Entrando in bagno fu costretta ad accendere la luce e lanciò un'occhiata allo specchio per sistemarsi i capelli arruffati. Storse la bocca in un'amara smorfia di fastidio. Sì, mi regalerò dei fiori, pensò. Non domani però. Aspetterò il due novembre.
domenica 8 febbraio 2015
anch'io dico NO CAPTCHA 2015
C'era un captcha artificioso
che non dava mai riposo
ma tosto fu soppresso
laggiù sotto il cipresso
quel deforme captcha dispendioso.
che non dava mai riposo
ma tosto fu soppresso
laggiù sotto il cipresso
quel deforme captcha dispendioso.
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