martedì 16 febbraio 2010

ancora...

Rientro da scuola alle 17. Accendo il portatile sul tavolo della cucina. Un the verde e una sigaretta in balcone. Fumo solo in balcone. Non chiudo la porta finestra e lancio un'occhiata al pc. Margotta rientra di corsa e imbocca il corridoio. Paolino salta sul tavolo e ringhia rivolto all'esterno, lui che è il placido per eccellenza. Sono inquieta. Esco in balcone, tanti cani che abbaiano, tanti uccelli che cinguettano. Come sempre? No, più di sempre. Ed io sono sempre più inquieta. Paolino fissa, dal tavolo, la campagna. L'aria è ferma, immobile. Sento il sangue che si gela nelle vene. Ma va' là, mi dico, non farti suggestionareda due gatti bislacchi, scema... Però l'aria è davvero strana. Mi siedo e avverto un rumore che mi vibra intorno ma non si sente, nella quiete che quiete non è. Vado in camera, infilo gli stivali, prendo il cellulare. Chiamo... no, non chiamo, mi sento un po' stupida per davvero. Stupida ma turbata.
Alle 19.30 il tg regionale parla di una scossa, alle 17.25, magnitudo 2.9, epicentro Poggio Picenze, pochi chilometri da casa. Un altro brivido mi passa nella schiena. Ancora, ancora. Sono stanca, sono avvilita. Non ho paura ma non ne posso più. Non ne possiamo più.

domenica 14 febbraio 2010

Vi sarà sempre...

...qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino, scriveva Silone in Una manciata di more. Ma son sempre tanti, troppi, quelli che per una manciata di fave darebbero l'anima. E questo i potenti lo sanno. Mi viene da pensare che, quella notte, a ridere siano stati in molti. Se non a ridere, a fare i conti, a preparare, progettare. per aumentare ricchezza e potere. Immediata la divisione della popolazione tra costa e tende. Immediato lo spostamento del g8. Immediato il progetto C.A.S.E. La stessa velocità, però, non fu usata per allertare la popolazione dopo che tanti esperti avevano segnalato il pericolo reale. Si sarebbe creato il caos? Forse, ma ci sarebbero stati meno morti. Quella notte, all'una, il sindaco aveva già provveduto ad emanare un'ordinanza per la chiusura delle scuole. La prefettura era vuota, la questura pure. Perchè nessuno pensò di far sgomberare altri due edifici pubblici dai quali, poche ore dopo, sarebbero stati estratti tanti morti? Parlo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale. Incuria, superficialità. Ed invece, dopo, quanta fretta, quanta organizzazione!
Che il progetto C.A.S.E. sarebbe stato un gigantesco e
losco affare si sapeva da tempo. Come si sapeva che sarebbe servito anche per tenere quieta la popolazione. Per comprarla, perchè così è stato. E chi si opponeva era un ingrato, un folle. un sovversivo. Ora un po' di merda sta venendo a galla. Era troppo scoperto, lo schifo, troppo a cielo aperto. Come lo scarico delle fogne di quelle che qui, ormai, chiamano le casette di berlusconi.

venerdì 12 febbraio 2010

gli animali prevedono il terremoto...

...soprattutto gli sciacalli


‘’Nel giorno del terremoto qualcuno festeggiava il grande affare’’ è questo il titolo della maggior parte della stampa di oggi. Leggere di queste risate è come ricevere un’altra scossa nel nostro fragile cuore e la prima sensazione che ci assale è la rabbia, quella di chi ha vissuto l’incubo notturno, quella per il cinismo di questa gente, quella per la mancanza di rispetto dei nostri morti e di coloro che sono rimasti giorni sotto le macerie. A dieci mesi dal terremoto c’è chi piange ancora amare lacrime per aver perso i propri cari, gli amici o anche solo la propria città e chi, invece, già da quella notte, festeggiava…


Tutto questo indigna i cittadini dell’Aquila, ma anche tutta quell’Italia onesta e solidale con il nostro dolore. Ci fa inorridire ed accapponare la pelle il pensiero di quelle risate che sentiamo nella mente accanto al boato del terremoto e ci uniamo alla voce del sindaco Massimo Cialente, che vorrebbe le scuse per la nostra città, ed a quella della presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, che rafforza i suoi interrogativi su quelle frasi di rassicurazione che ci sono state fatte prima del terremoto. “Qualcuno sperava che succedesse questo?” Ed il dubbio è dannatamente lecito, anche se devastante il pensiero che qualcuno abbia sperato nella nostra tragedia.


 



Quello che rimane, dopo queste notizie è solo un fondo di rammarico verso l’animo dell’uomo, verso un atteggiamento che ci auguriamo di essere solo di una piccola minoranza di grette persone, ma che tristemente ritroviamo anche nella nostra comunità, menzionando solo il rialzo degli affitti o i prezzi del caffè e dei panini nei giorni immediatamente successivi al terremoto. E’ per questo che voglio chiudere questo articolo con una riflessione di Karl Marx che asseriva che neppure l’amore aveva fatto ammattire tanto gli uomini quanto il denaro, poiché esso possiede la proprietà di comprar tutto e l’universalità della sua proprietà costituisce l’onnipotenza del suo essere. “Le proprietà del denaro sono mie, di me possessore. Ciò ch’io sono e posso non è dunque affatto determinato dalla mia individualità. Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella fra le donne. Dunque non sono brutto. Io sono storpio, ma il denaro mi dà 24 gambe: non sono, dunque, storpio. Io sono un uomo malvagio, infame, senza coscienza, senza ingegno, ma il denaro è onorato, dunque lo è anche il suo possessore. Io, che mediante il denaro posso avere tutto ciò che un cuore umano desidera, non possiedo io tutti i poteri umani? Il mio denaro non tramuta tutte le mie deficienze nel loro contrario?
L’uomo ha cessato di essere schiavo dell’uomo ed è diventato schiavo della cosa”. (K. Marx, Manoscritti economico filosofici del ‘44)

da
  www.6aprile2009.it/


giovedì 11 febbraio 2010

SCIACALLI!

D'altro canto, già il 6 aprile, in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c'è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti:
"Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno".
"Lo so", e ride.
"Per carità, poveracci".
"Va buò".
"Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto".


http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/11/news/il_grande_regno_dell_emergenza_il_personaggio-2254417/


e noi nel buio, tra le macerie, le urla, le sirene
e noi a cercarci, a scavare, a piangere
e i ragazzi sotto i muri crollati e le ricerche, il dolore, il pianto
la paura, l'incredulità, la disperazione
e dopo a gridare la verità, inascoltati, derisi, non creduti, tra i cori silvio silvio guido guido e gli inni e le bandiere
piango di  rabbia e di dolore
il sollievo della verità ancora non consola lo sdegno
finalmente, ma quanto fa male il cuore

A pensar male si fa peccato ma...

.. ci si azzecca quasi sempre. L'eroe del momento, il più amato dagli italiani e soprattutto dalle aquilane che non mancano mai di osannarlo con cori da stadio, richieste di foto e di autografi, è indagato. Di materiale ce n'è in abbondanza.
Respiro e spero. Respiriamo e speriamo. Finalmente.