Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
mercoledì 8 aprile 2009
Grazie
sabato 4 aprile 2009
se sapessi quanto piango....

Da questo sito...
Per me le feste pasquali significano solo terrore e morte. Dopo avermi separato da mia madre, mi caricherano su un camion e, come accade a milioni di altri agnellini, sarò condotto verso il mattatoio.
Il viaggio sarà lungo ed estenuante, non potrò riposare, avrò fame, freddo e molta paura.
Trasportato per centinaia di chilometri, stanco e stremato, giungerò alla meta finale: il macello. Durante l'attesa vedrò i miei compagni agonizzare e quando arriverà il mio turno, mentre urlerò di terrore, mi taglieranno il collo, la mia morte sarà lenta e atroce.
Invece di andare incontro alla vita arriverò da te... con che cuore mi mangerai?
....
....
Ogni anno milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni, immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati.
Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile.
Quest'anno festeggia Pasqua senza agnello nel piatto, non è una tradizione, ma una strage di innocenti.
Contribuisci ad evitare l'ingiusto ed inutile sacrificio di vite innocenti!
NON COMPRARE L'AGNELLO!!
... che poi ci sono delle fantastiche torte di verdure che si possono preparare... per non parlare dei dolci!!!!
se sapessi quanto piango....
Per me le feste pasquali significano solo terrore e morte. Dopo avermi separato da mia madre, mi caricherano su un camion e, come accade a milioni di altri agnellini, sarò condotto verso il mattatoio.
Il viaggio sarà lungo ed estenuante, non potrò riposare, avrò fame, freddo e molta paura.
Trasportato per centinaia di chilometri, stanco e stremato, giungerò alla meta finale: il macello. Durante l'attesa vedrò i miei compagni agonizzare e quando arriverà il mio turno, mentre urlerò di terrore, mi taglieranno il collo, la mia morte sarà lenta e atroce.
Invece di andare incontro alla vita arriverò da te... con che cuore mi mangerai?
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Ogni anno milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni, immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati.
Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile.
Quest'anno festeggia Pasqua senza agnello nel piatto, non è una tradizione, ma una strage di innocenti.
Contribuisci ad evitare l'ingiusto ed inutile sacrificio di vite innocenti!
NON COMPRARE L'AGNELLO!!
lunedì 30 marzo 2009
il cane si chiama Cupido...
Quando un libro piace? Ci si chiedeva questo, giorni fa, qui in casa. Siamo lettori diversi, con gusti differenti. Ed a questa domanda si davano risposte diverse. Io ne cercavo una condivisibile, senza trovarla. La mia, di risposta, un po’ banale, come al solito, era più o meno questa: quando desidero riprendere la lettura, quando riprendere in mano il libro mi appassiona, mi porta piacere, soddisfazione, gioia. Ora ne ho trovata un’altra, di risposta. Quando mi piace chiudere il libro. E, sorridendo, ripensare all’ultima frase che ho letto, assaporandola ad occhi chiusi. Coccolandola e coccolandomi. Quando desidero aspettare un po’, prima di ricominciare, per gustare appieno quella soddisfazione provata. Come quando mangi un cioccolatino prelibato, che tutte le papille vogliono assaporare. Senza fretta. Con un piacere maggiore, perché il cioccolatino finisce, il libro ce l’hai ancora lì. E puoi rileggere, e puoi andare avanti. E provare lo stesso piacere. E ringraziare mentalmente l’autore. Che ti ha permesso di provare quell’emozione, che ti ha regalato quel sorriso all’angolo della bocca. E ci lasci, tac, un pezzetto di cuore, lì, in quella frase. E lasci per un po’ il libro sullo scaffale, perché sei appagata e devi smaltire l’appagamento.
E ‘sta scoperta del cavolo l’ho fatta leggendo l’ultimo libro di Fred Vargas (che tu sia benedetta, cara, non mi hai mai deluso), Un luogo incerto, a pag. 114, lì dove dice
“Adamsberg sistemò Emile nell’auto, gli distese le gambe con cautela.
- Sai una cosa? - disse. – Prendiamo il cane.
- Sì, - disse Emile.”
E che sia benedetto anche tu, spalatore di nuvole. Sono definitivamente, perdutamente, innamorata di te.
Il cane, d’altronde, si chiama Cupido.
Riprendo da pag. 114.
sabato 28 marzo 2009
merde!
Vi lascio anche un altro video. Che è un'altra storia. Per levarvi, se si può, un po' di amaro. E per augurarvi un felice fine settimana. Con un grande abbraccio.
domenica 15 marzo 2009
terra terra

La settimana bianca con i piccoli unni è terminata e ne sono uscita viva. Quasi.
C'è odore di primavera ma ancora non è profumo.
Mi allontano un po'. Non per volere e neanche per piacere.
Come al solito, per dovere.
Se vi sentite di farlo, incrociate, pregate, mandate pensieri positivi, fate riti propiziatori e piccoli sacrifici. Ne ho davvero bisogno.
Grazie.
A presto.
