giovedì 4 luglio 2013

ansia

Mi scuote, mi sveglia, mi prende alla gola. Mi chiama per nome, mi passa sugli occhi. Li apre. Mi afferra le mani, si siede sul petto. Amante di fredda passione, impietoso. Ombra nascosta, diffusa. Ombra sottile, pesante, avvolgente. Ombra fredda, feroce, tagliente. Ecco, ti aspetto, non sfuggo. Ti sfido, nascosta nell'alba. O almeno ci provo. 

Resisto, mi muovo.


6 commenti:

  1. Equilibrio, armonia e anche serotonina. Ci sono stati che sono puramente fisiologici e si curano con le pasticche. Ci sono stati anche d'anima; come si curano? Ebbene io conosco un solo modo, quello di togliersi lo sguardo di dosso e rivolgerlo agli altri, ai loro dolori,alle loro angosce.
    Allungare le braccia ai fratelli. Non so altro modo.
    Serenità!

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  2. Concordo con Paolo in principio.. ma anche (e specialmente se si ha la sensazione di avere abbastanza problemi per riuscire a caricarsi anche quelli degli altri) uscire, cambiare aria.. anche solo per un po', vedere facce e cose diverse, lentamente il senso di peso si alleggerisce, siamo tutti umani eh, non macchine che funzionano sempre come orologi..
    un abbraccio

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  3. sembra la scena di un film. Dell'orrore, però... :-(

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  4. Descritta perfettamente, la sfida è dura però, almeno per me... un saluto.

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