... difficile seguire in televisione quello che è successo e sta succedendo in Liguria, in Piemonte, in Toscana, in Campania. Conosco quegli sguardi impietriti davanti ad una telecamera impietosa. Conosco le voci, le mani, le rughe. La paura, la disperazione, il dolore. So che i miei amici stanno bene, sono sollevata ma non contenta. Non si può morire di pioggia. E 'fanculo le polemiche, le post-previsioni, le dietrologie.
Abbraccio queste terre e tutti i loro abitanti. Mescolo le vostre lacrime alle mie e stringo le vostre mani sporche di fango. Non vi serve, lo so. Serve a me, come al solito, per giustificare al mio cuore la sua stessa pavidità.
Io non sapevo, ma adesso so, ma è nulla in confronto a chi non c'è più, a chi ha perso tutto, a quello che hai vissuto tu, nulla davvero e allora mi immagino quanto grande sia la sofferenza, la paura e la disperazione che hai provato e mi vergogno quasi, di aver avuto così paura....
RispondiEliminaUn abbraccio grande e grazie.
Non serve a loro ( a voi) che hanno (avete) perso tutto. Ma serve a noi, per giustificare al nostro cuore la sua stessa pavidità.
RispondiEliminaCon affetto.
è annichilente. colpisce il paese a nord come a sud, nelle città come nei paesi. colpisce i più deboli. non si chiama fatalità, no.
RispondiEliminamorire di pioggia è roba da terzo mondo, con chiarissime responsabilità.