martedì 13 settembre 2011

Peggio di Giàcche Lòndone

"Il torrido sole di luglio incalzava, dalle opposte sponde del ponte,  sul fiumiciattolo ormai ridotto a un rivolo d'acqua.
I pochi arbusti  che avevano superato i geli dell' inverno, cedevano al clima arido che negava loro persino la commistione d'acqua e sale dalla quale erano avvezzi a trarre nutrimento.
Un grande silenzio regnava nella porzione arretrata di sabbia che appariva come  terra di nessuno, messa lì a dividere la spiaggia e la pineta secolare. In quel centinaio di metri ogni cosa pareva dominata da una desolazione inanimata, immobile e così solitaria
 e impenetrabile da esprimere qualcosa di peggio della tristezza. Nell' urlo lacerante dei gabbiani si poteva avvertire un accenno di riso ma di un riso che faceva rabbrividire, più terribile della tristezza, un riso  lugubre  e anticipatore di drammi alla pari della smorfia della Sfinge, un riso urticante come i raggi del sole e  come essi  partecipe dell’orrore della infallibilità.
Era la potente e incomunicabile saggezza dell’eternità che schernisce la futilità della vita e gli sforzi della vita medesima.
Era il selvaggio, il feroce cuore di fuoco delle terre, un tempo malariche dell'alta maremma, dal quale non era lecito aspettarsi misericordia.
......"


Beh, vi piace? Domanda scema, non può non piacere. Ed allora continuate la lettura di questo splendido racconto su uno dei blog che amo di più. Quello di Esserino & Balena. Lo trovate a puntate, a partire dal 6 agosto. Andate a leggere questo capolavoro di Dante. Dante sì, il genio toscano. Il migliore. L'unico. Il mito.
Buona lettura, a presto.

3 commenti:

  1. Dante te ne sarà grato.

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  2. vado a continuare la lettura:)

    Ciao :*

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  3. Che belle le cose che vi raccontate tu e Gabry (ebbene sì, vi leggo in giro).

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