sabato 17 settembre 2011

'sticazzi

Abbiamo venduto il camper. Lo abbiamo venduto perchè era diventato impossibile mantenerlo. Troppo costoso, considerando che siamo quattro adulti tutti automuniti. Questo dopo il terremoto. Prima andavo a scuola a piedi, a fare la spesa a piedi, in centro a piedi. Pure dal medico di famiglia a piedi. Ora esco solo seduta, chè da 'sta casa che ogni giorno che passa mi sta più in culo, a piedi non saprei dove andare. Quindi pure il camper è andato. E con lui progetti e speranze e sogni. E' andato via tutto. La mia casa, quella dei miei, quella di mia madre nel suo paese. Il camper, le mie colleghe di prima, le amicizie, la salute. Tutto via. Non è una lamentazione ma una sempkice constatazione. Ho inziato ad evitare un sacco di gente, praticamente tutti. E non faccio la presuntuosa se dico che mi sono rotta il cazzo di servire. Sono stanca di consolare, aiutare, accompagnare, far compagnia, ascoltare, capire e via dicendo. Andate a fare in culo. Mi sono accorta che il cellulare squillava solo per richieste del genere. Mai per offrire. Ed allora ho fatto in modo che non squillasse più. Sticazzi.
L'Aquila è ferma. I progetti giacciono in un qualche punto della filiera (Fintecna-Cineas-Reluis e Comune) e non ci è dato di sapere quando verranno approvati. Le macerie sono tutte dov'erano e i casalesi restano nelle c.a.s.e. E' intanto iniziata la campagna elettorale per le amministrative 2012. Sommessamente, strisciante come un rettile. Nulla è ufficiale ma quello che si sa basta e avanza. A votare non ci andrò. Per puro menefreghismo. Io la mia parte di resistenza, nella mia vita e non solo, l'ho fatta e continuerò a farla. Non sto con le mani in mano. Non voglio, però, esser complice di interessi più o meno personali di nessuno. Mi succede, ultimamente, una cosa strana. vedo le auree. Sì sì, vedo le auree, così, senza sforzo. Non le vedo intorno, però, le vedo dietro. Dietro alle persone. Voglio dire, dietro alla maggior parte delle persone vedo vantaggi, tornaconti, guadagni. Non è una cosa bella ma è così. Ed allora, davanti a 'sta cazzo di aura che chiamo aura della convenienza, indietreggio e mi ritiro. Sticazzi.
Qui tutti so' diventati artisti. Un popolo di santi, poeti, navigatori. I santi sono quelli che pontificano. I poeti pubblicano libri e girano video. I navigatori remano seguendo la corrente. Se uno entra in libreria trova uno scaffale con tutte le pubblicazioni post sei aprile. Memoriali e cronache di una banalità sgrammatica da far cadere le braccia pure ad Ercole. Tempo fa ho letto, in uno di 'sti libri, che le forze erano convolate. Convolate? Convolate a giuste nozze? No, pensatelo pure ma non è così, non sono invidiosa. Un'amica ha insistito che scrivessi due righe per l'ennesimo libro che uscirà non so quando. Non ne ho voglia, non mi interessa. Sticazzi.
Non ho firmato per il referendum. A raccogliere le firme, giorni fa, c'erano dei soggetti che conosco da anni. Passati dal partito liberale all'italia dei valori, camminando a braccetto con la protezione civile dopo il sisma. E poi non serve ad un cazzo. Dal porcellum al mattarellum, come dire dalla padella alla brace. Passigli ha sbagliato ed io non intendo appoggiare le motivazioni del pd e di sel. E i danni prodotti non solo da berlusconi ma da certa opposizione calabraghe sono ormai evidenti. Ci vorranno decenni per uscirne. Io non ci sarò. Sticazzi.


7 commenti:

  1. A volte però consolare, aiutare, accompagnare, ascoltare... un po' ci alleggerisce.
    Mi spiace leggerti sempre così negativa...

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  2. Romins, sì, è vero, alleggerisce ma fino ad un certo punto. La disponibilità all'ascolto, alla compagnia e via dicendo non dovrebbe essere unilaterale.Sono negativa, lo so, mi dispiace, non lo faccio apposta. Vorrei tanto trovare qualcosa per la quale entusiasmarmi, gioire, emozionarmi. Amo così poche cose... I miei figli, i miei gatti, i miei sassi. E poi? Mi piace scrivere qui, leggervi, commentare i vostri blog. E poi? Mi sembra che nella vita non ci sia altro per cui valga la pena provare un sentimento. Che poi, francamente, un po' misantropa forse lo son sempre stata. E i terremoti vari (metaforici e non) hanno solo evidenziato questa insana predisposizione.

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  3. Non lasciare che l'amarezza per quello che vivi e vedi intorno abbia il sopravvento sul resto. Ti ho già detto che impressione ho avuto di te, è un peccato che "butti" via uno spirito così. Forza, la salita dovrà pur finire, no?
    (Brisella)

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  4. C'è un punto oltre il quale è giusto porre un limite...il limite ad essere sempre disponibile, il limite ad essere sempre falsamente ottimista, il limite a cercare sempre di scovare una ragione, accoglierla e giustificarla.
    Trovare il limite nn vuol dire affatto smettere di lottare e sperare...anzi, talvolta è proprio lì che si colloca l'inizio.

    Baci Elena, buona domenica :)

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  5. Io penso che un rapporto si debba basare sempre sulla reciprocità. Quindi per me fai benissimo a mettere dei paletti e poi ad essere sempre disponibili si ricava solo che gli altri si aspettano che tu lo sia e neppure si accorgono del sacrificio che questo comporta.
    Io penso che il periodo tremendo che hai vissuto ti porti a vedere tutto in tinte scure, secondo me ci vorrebbe qualcosa di inaspettato,  che ti regalasse un pò di leggerezza.

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  6. @Brisella. Come ho scritto una volta, rimbalzo sul fondo....
    @Missi. Trovare l'incipit, la cosa più difficile.
    @Linda. Io mi sento leggera. E' 'sto carico sulle spalle che mi schianta....    ;-)
    @Stefano. E neppure sul mio!
    @Pyperita. A furia di mettere paletti vivo in una sorta di recinto. Hai ragione che ci vorrebbe... ma cosa?  ;-)

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  7. sticazzi.
    Penso che comunque che le poche cose che ami siano le più importanti.
    Ti abbraccio.

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