venerdì 24 giugno 2011

Furbo di Pianola




Che Feisbuc sia una grande stronzata lo sappiamo tutti. Ma ci registriamo. E ne abbiamo già parlato. E già ho scritto, più di una volta, che io l'ho fatto per seguire, in tempo più o meno reale, gli appuntamenti, gli eventi e le news della mia povera città. E per pubblicare appelli e richieste di stalli e adozioni. Non credo, in questo secondo caso, di essere di grande utilità ma lo faccio perchè sento di farlo. Giochini richieste e altre scemate le ho pure bloccate e me ne frego. Non accetto amicizie sconosciute. Eppure ho 193 amici. Chi sono? Un tot di splinderiani, un tot di docenti forumiani (indire), un tot di parenti, colleghe e vecchie conoscenze poco filate e poco filanti, un tot di volontar* cani/gatti, un tot di aquilani e non conosciuti dalle Carriole in poi, legati comunque agli avvenimenti degli ultimi due anni. Le altre richieste giacciono inevase. Tra gli aquilani c'è Furbo di Pianola. Che nessuno sa chi sia ma qualcuno sì. Io credo di sapere chi è ma anche se lo incontro in città non gli chiedo sei tu e nemmeno ammicco o cose del genere. Mi basta leggerlo perchè è un grande. Un saggio. Intelligente, ironico, profondo. Il migliore. I suoi post brevi, lapidari, acuti, ci hanno fatto sorridere e riflettere tantissime volte. Un'amica, a Natale, li ha stampati e appesi alle transenne. Li conoscevo tutti ma non riuscivo a passare lì senza fermarmi a leggerne un paio. Oggi ha scritto mi arrendo. E tutti lì a dire no ma che dici ripensaci prenditi un po' di riposo resisti non mollare. E lui ha risposto con questo commento che mi ha fatto piangere. Vabbè, da un po' di tempo a 'sta parte ho la lacrima facile ma ho pianto perchè lui, il nostro Furbo, ha ragione e dice quello che anch'io penso. E allora vi riporto le sue parole che a voi non faranno nessun effetto ma che io le ho impresse dentro. E la prossima volta che lo incontro vado lì e lo abbraccio. Magari non è lui, quello che io penso, e ci rimedierò una figuraccia. Ma vale la pena rischiare.



Basta guardarsi intorno. Siamo tutti vittime: delle chiacchiere degli amministratori, che non si sono mai un solo giorno rimboccate le maniche. Dei tavoli tecnici. Delle nomine politiche. Delle mazzette per l'assegnazioni di lavori alle E. ...E dell'inerzia dello stato a tutto questo. Qua il meno stronzo è stato il terremoto: un gran figlio di puttana, ma democratico. Non ha guardato in faccia a nessuno. Quello che è venuto dopo, invece, è stato solo un fare "figli e figliastri" peggio di prima. E se non hai un amico piazzato qua e là sei solo merda. I nostri amministratori sono troppo presi a giocare a chi piscia più lontano per accorgersi che nel frattempo la città muore. E tutto quello che la città è stata in grado di mostrare, ultimamente, sono quattro manifesti da adolescente. Cosa è successo? Cosa c'è dietro al sonno del senso civico che pure prima era tanto desto? Non sarà che siamo a un anno dalle amministrative? Io non ci sto più, non ci sono mai stato. Penso ai cazzi miei, alla mia famiglia, a casa mia e nel mio piccolo alla mia città. Non sto al gioco di nessuno: devo solo ancora un pò di lotta a mio padre che non ce la farà a finire i suoi giorni vedendo L'Aquila ricostruità. Dovrò cercare di vederla io, per raccontargliela quando sarà. E non sono nemmeno sicuro che pure quel giorno potrò dirmi soddisfatto di aver vissuto in contatto con alcune persone così miserabili. La mia città merita di meglio di quel che ha: questo è un dato di fatto. Io non ho le forze per garantiglielo, visto che lotto conttro i mulini a vento. Perciò mi arrendo. Vada tutto in malora. Starò di lato a guardare. E ricordare. Così sia.

9 commenti:

  1. E' QUESTA LA TRAGEDIA
    NON SOLO VOSTRA MA DI TUTTI

    STIAMO ASPETTANDO CHE VADA TUTTO IN MALORA GUARDANDO CHI DOVREBBE AVERE LA COMPETENZA E LA MATURITA' PER FARE QUALCOSA E CHE INVECE NON SA COSA SIA (IN ITALIA NON LO SA' NESSUNO) GESTIRE LA COSA COMUNE
    IL SENSO CIVICO NON ESISTE AI VERTICI

    E' SOLO UNA CHIMERA DEL CITTADINO CHE VA A VOTARE

    PER IL RESTO
    OGNUNO PENSA AI CAZZI SUOI E BASTA

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  2. Non credo che uno tosto così abbandonerà la lotta; è incazzato, demotivato, schifato, ma ama troppo la sua gente e la sua città, per "farsi i cazzi suoi". Forse ha bisogno di un segnale, di un sostegno, di gente come lui che s'incazzi più di lui. O forse vuole qualcuno che gli dica "ce la faremo".
    Io da qui, da una città grassa e fin troppo piena di palazzi e di gente a pancia piena, spero che qualcuno di voi riesca a trattenerlo.

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  3. Ho aperto i commenti per rispondere a Leggerevolare che avevo letto un'ora fa. Linda mi ha preceduto. Ho poco da aggiungere. Qui si tocca con mano non solo l'indifferenza della maggior parte dei cittadini ma la volontà di "chi può", di non fare  assolutamente nulla per uscire dallo stallo, ma di continuarea fare anzi i fare i propri comodi. Si susseguono notizie di abusi e scorrettezze. Si inizia  a parlare di liste per le prossime amministrative e, si sa, in tempi di pre-campagna elettorale, vige la regola della prudenza e dello stare a guardare per potersi poi muovere sfruttando i bisogni che non saranno obiettivo ma mezzo. Furbo non abbandonerà,  neanche noi abbandoneremo, sempre più sparuti e confusi,  ma sempre più spesso mi chiedo se ne valga la pena. E mi torna alla menoria un brano di Silone, in Vino e pane:
    Si vive nel provvisorio, si pensa che per ora la vita va male, per ora bisogna arrangiarsi, per ora bisogna anche umiliarsi, ma che tutto ciò è provvisorio...Ci prepariamo a morire col rimpianto di non avere vissuto...
    La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo.
    Si può vivere anche in un paese di dittatura ed essere libero, a una semplice condizione, basta lottare contro la dittatura. L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto è libero...
    Per contro si può vivere nel paese più democratico della terra,
    ma se si è interiomente pigri, ottusi, servili, non si è liberi:
    malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi.

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  4. Per un altro verso, ben diverso e molto meno grave per certi versi, incontro lo STESSO MURO DI GOMMA di chi ci manipola e ci spreme per poi gettarci in una pattumiera. E mentre è il nostro turno di prendere, lo prendiamo sempre in cuxx e dopo tanto penare!

    Sarebbe da fare una rivoluzione! ma come al solito l'Italiano resta almeno per oggi un popolo bue!

    Ad majora ed un abbraccio forte forte!
    Renata

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  5. Certo sembra difficile pensare che non sia una lotta vana, quando ci si guarda intorno e si vede lo schifo che c'è, dappertutto. Corruzione come se piovesse, distorsioni continue, governi paralleli che ci sono semrpe stati ma che cambiano solo il numero dopo la P.
    Dall'altra parte, dopo i bei segnali venuti dalla gente, dai movimenti, dalla rete, vedo voglia di inciuci (vedi decreto intercettazioni che fa scomodo a tutti, destra e sinsitra).
    Sono dei coglioni, aveva ragione Papi, buoni solo a farsi i propri interessi e a deludere, sempre, gli elettori che qualche volta arrivano quasi a crederci.
    Che tristezza, che pena.

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  6. Non riesco a trovare uno spunto positivo per rispondere. Il sette luglio, qui, ci sarà una manifestazione. Non credo che parteciperò. Sarò impegnata con la scuola estiva. Dieci euro lordi l'ora ma ne ho bisogno. E poi, essendo giovedì, me ne andrò in piscina  a fare la rana.
    Vi abbraccio, sorelle nella disfatta. O in quella che si annuncia tale.

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  7. p.s.
    non solo fai bene a lavorare alla scuola estiva
    ma "devi" anche andare in piscina!!

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  8. @Giovanotta. Non  così lineare, la situazione. Gli avvoltoi sono tra noi. Se ci contiamo, superstiti creduloni, non arriviamo a 99. Ti ho segnalato Furbo ma mi sa che da un po' non si collega.

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  9. E' tutto marcio ai vertici, che speranza abbiamo se tutti, ma proprio tutti sono triturati dentro questo meccanismo?!1

    Noi possiamo solo far le vittime

    E' il nostro ruolo.

    Ma vi rendete conto? I sacrifici a noi subito e loro forse tra due anni!!!

    Ma per favore... che schifo!!

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