
Eccola. Eccola eccola. Eccola.
Pensavo solo questo e solo questo ripetevo, mentre cercavo di alzarmi, di chiamare i figli, di trovare la porta.
Eccola, eccola. Ma eccola chi? La scossa, la paura, la fine? La morte?
Iniziò con uno scricchiolìo, un cigolìo. Come se un gigante stesse, lentamente, cercando di staccare il palazzo dal terreno. Il palazzo, però, resisteva, e il gigante si stava innervosendo. Lanciò un urlo, allora, e fu il boato. Continuò a tirare, da un lato all'altro e verso l'alto.. L'edificio non voleva cedere, non mollava la presa e il gigante ruggiva, infuriato. Un balzo dal letto. Le scarpe, istintivamente. I gatti, i gatti! Le finestre spalancate nella notte. Libri, oggetti, stoviglie sul pavimento. E l'acqua. L'acqua, ma da dove? E i mobili spostati in avanti e l'odore di liquore. Noi astemi, nell'odore di liquore... Il gigante continuava a scuotere le mura. Sulle pareti e sul soffitto segni lievi come tracciati da una matita diventavano crepe ghignanti che vomitavano calcinacci. Scalzi sulle mattonelle spaccate, sui vetri rotti. E i gatti, i gatti. Paolino, ritto sul davanzale fece per buttarsi giù, terrorizzato. Lo afferrai al volo, non so come. Lo strinsi al petto e mi inondò di pipì. Puzzai di piscio di gatti per giorni ma nessuno ci fece caso. E le urla nelle scale, le porte che sbattevano. In cortile. Ci siamo, siamo tutti? Quattro umani e tre gatti. Ma come abbiamo fatto ad uscire? Infiliamo i trasportini in auto e ci accorgiamo di essere gli ultimi, sono già tutti in cortile. Mani, braccia, lacrime, gole secche. Labbra mute. E il fumo verso l'alba, ad est. Il fumo, un incendio? Era polvere, erano crolli. Era morte e distruzione. Il sole sorgeva sfacciato e impietoso. Ci trovò indifesi nelle piazze e nei parcheggi. Ci trovò svestiti e sporchi. Stanchi e tremanti. Gli occhi sbarrati. Il cuore fermo a quel battito, a quella morsa gelata che ce lo agguantò, senza pietà, alle 3 e 32.
RispondiEliminaIn tutta questa tragedia mi continuo a chiedere, ma come sei riuscita ad acchiappare i tre gatti?? Redcats
RispondiEliminain queste tue parole c'è tutta la paura, lo sgomento, l'attaccamento alla vita
grazie
@redcats Non lo so. Lunedì 30 marzo, dopo la prima scossa davvero forte, avevo preparato i trasportini all'ingresso. Mio figlio trovò subito Margotta, Paolino tentò la fuga dalla finestra (secondo piano!). Nennlla ci fece penare. Non si trovava.L'altro mio figlio scese in strada, a cercarla tra le macerie che già si accumulavano. Poi risalì e la trovò dietro il frigorifero. Salvarli fu la nostra salvezza, sai, la prima speranza. Con noi, per non disperare. Solo chi ha animali in casa può capire, vero?
RispondiElimina@originalste. Grazie a te!
Elenamaria ,lo conosco bene questo passaggio . lo vivo in questi giorni e non per terremoto. gli somiglia però.
RispondiEliminaè la paura. è il panico pensiero "stavolta sta succedendo a me alla mia famiglia . e non sarà nulla più come prima .
" è avvenuto . ed è passato un anno da allora.
niente è come prima.
dovete restare uniti parlarne sempre e muovervi per fare il meglio.
la cosa peggiore che possa capitare è il rinchiudersi in se stessi a fare i conti con i fantasmi della normalità dei giorni prima del 4 di aprile.
Senza parole... solo lacrime.
RispondiEliminaE un pensiero, presente sempre, è che non può capitare solo agli altri, che da un momento all'altro - non in questa forma, magari, ma ce ne sono mille altre - capiterà anche a me e niente sarà più come prima. E il prima mi sfugge dalle mani senza che io riesca a coglierlo e a viverlo a pieno.
Un abbraccio, ancora.
biba
RispondiEliminamolto vivido questo racconto.. posso solo vagamente immaginare quello che avete provato in quei momenti, noi che abbiamo sentito le pareti tremare a Roma..! e quello che oggi e domani e i prossimi giorni proveranno gli aquilani che vedono la ripresa della loro ancora lontana dall'essere completata..
e però spero che essi vigilino!!.. perché non volino altri avvoltoi sulla ricostruzione e sia possibile aiutare davvero il popolo delle carriole e tutti gli abruzzesi incazzati!! (non è un termine pasquale ma ce vò!..)
un forte abbraccio!! :)
Cris con te con il pensiero e con il cuore
RispondiEliminatina
Le tue parole mi hanno commosso... ho ripensato a quella mattina quando ho sentito la notizia... ho avuto paura per te e per i tuoi cari... non rispondevi al cellulare... ero terrorizzata... ma poi il tuo sms... eri viva, la casa distrutta, ma eri viva... e con te i tuoi cari e i tuoi pelosotti! In quel momento sono stata felice... non ho pensato ad altro... ma poi le notizie sono state disastrose... ed io, catanese, abitante in una terra alquanto "ballerina", mi sono sentita aquilana!
RispondiEliminaE stanotte sarò lì con voi, col cuore e con la mente, a ricordare chi non c'è più e a dare forza alla vostra voce!
Un abbraccio grande grande
mc
anche da parte mia un pensiero a te e a tutti gli aquilani e un ricordo antutti quelli che non ce l'hanno fatta,anche ai ragazzi della casa dello studente,con vero affetto
RispondiElimina
RispondiEliminasono giorni che ci penso, senza trovare nulla da dire. è sbagliato, lo so. ma ci sono momenti in cui non trovo parole, non ne ho perché non esprimerebbero quello che sento. spero che quello che sento Ti arrivi, in silenzio. non dimenticherò mai quella telefonata, le sirene che sentivo.
e il miracolo dei gatti.
Ti abbraccio amica cara, stretta stretta.
Mia cara amica, per celebrare la vergogna di chi ha usato e usa il dolore altrui per sua permanente passerella d'onore, ho dedicato a te il post celebrativo!
RispondiEliminaMi ricordo che fino ad allora la mattina alle sei e trenta, prima di andare a scuola tu e al lavoro io, ci adocchiavamo attraverso quella lucina verde e trovavamo il tempo per augurarci una buona giornata! Da quel giorno quella lucina era sempre spenta, e per me era anche questo un segnale della devastazione e del dolore che tu stavi vivendo, e la mia lucina verde invece era sempre accesa! E cosi' decisi di non accendere piu' il pc la mattinaa quell'ora, prima di uscire di casa! Era un modo per esserti vicina!
Ti abbraccio, mi vengono i lucciconi ogni volta che ti penso!
Flo'
Ho letto e sembra di esserci, proprio lì...Quella notte il terremoto ha svegliato me, la mia famiglia, e anche il gatto, qui nelle
RispondiEliminaMarche...il letto tremò forte e pensai che la scossa veniva da lontano, ma doveva essere stata fortissima, come quella volta a Colfiorito....Un abbraccio fortissimo. Cla'
Ho visto alla televisione la vostra processione!
RispondiEliminaTi sono vicina, non ho vissuto la perdita, ma ho letto nel volto di tanti la disperazione, la desolazione. A quel tempo ci si "poteva" arrangiare da soli: come un sol uomo i friulani hanno reagito costruttivamente.
VOI AVETE LE MANI LEGATE!
Una stretta al cuore continua!
CORAGGIO, non resta altro da dire, qualsiasi altra parola è vuota e priva di ogni significato.
Siamo con Voi! un abbraccio Renata
Anche io ho un ricordo vivido di quella notte, ci siamo svegliati con il palazzo che tremava e abbiamo capito subito che non lontano stava succedendo qualcosa di terribile. Poi la mattina abbiamo saputo. In questi casi disperati si pensa agli esseri più indifesi, i gatti per esempio, e hai ragione, già averli trovati e salvati è stato un primo passo verso la rinascita.
RispondiEliminaTi confesso che quando ti ho scoperta non sapevo fossi dell'Aquila.
RispondiEliminaQuando l'ho letto,ho collegato Te-Aquila-terremoto... gatti quando c'e' un terremoto.
Solo chi ne ha può capire,io me lo sono chiesta spesso,come li porto in salvo se c'e' un problema del genere? Panico! Mi verrebbe il panico. 18 gatti non credo sarebbero facilmente gestibili in una situazione del genere...ma anche 3.
O siete stati dei geni o hai 3 gatti fondamentalmente buoni.