lunedì 19 aprile 2010

ancora una domenica...



... di carriole. E di libri. Chè stiamo creando una biblioteca aperta, libera, lì, nel tendone in piazza Duomo. Ieri abbiamo trovato pulite le piazze che avevamo chiesto di poter pulire. Meglio così, direte. Ci stanno anticipando il lavoro. Mah. Vabbè. Abbiamo percorso delle stradine del centro che non tutti avevano avuto l'opportunità di visitare. Io le avevo già viste, per via dell'alimentazione colonie feline. Avevo già pianto, sgomenta e atterrita. Avevo già sofferto, insomma, se così si può dire. Ma di lacrime da versare ce n'erano ancora tante. E di occhi sbarrati. E di labbra serrate. S. Pietro, S. Silvestro, poi su per via Garibaldi, S. Maria Paganica. La morte. Silenziosamente abbiamo percorso la nostra via crucis. Riprendendo il Corso ci sentivamo sollevati. Quello era terreno conosciuto, già battuto. La stessa domanda, silenziosa, ho letto in tanti sguardi. Ma come faremo? Quanto tempo? uanta fatica? Riusciremo? Strade conosciute, quelle. Si riconoscevano case di amici, di parenti. Sfondate, devastate. In balìa del maltempo e dell'incuria. Non lo so come faremo. Non possiamo, però, di permetterci di dubitare. Ogni volta che la bilancia pende verso la disperazione, è un attimo di vita che va via. Senza scampo. Ogni volta che facciamo abbassare il piatto della speranza, ci concediamo un po' di vita in più. E la concediamo alla nostra città. Che merita di tornare a vivere. Ad ogni costo. Glielo dobbiamo per la sua sconosciuta bellezza. Per la sua discreta, immensa, ricchezza artistica. Per tutti i giorni che abbiamo vissuto tra quelle mura che vediamo devastate. Non si può abbandonare la propria madre. Non si può lasciare che muoia tra l'indifferenza di chi non ha lo stesso nostro sangue nelle vene. Un sangue fatto di sentimenti, di esperienze, di ricordi che non potranno morire mai. Fatto di legami indissolubili e complicati. Come i vicoli che l'attraversano. Come dita che ti attanagliano il cuore, ferendoti. E che non vuoi sciogliere. Chè scioglierle sarebbe arrendersi alla fine. E noi non ci arrenderemo.

2 commenti:


  1. I nodi possono fare un orribile groviglio o un bellissimo macramè, la volontà conta eccome se conta!

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  2. Ce la dovete fare!  Redcats

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