martedì 29 settembre 2009

Grazie

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Alla Colonna... Era così che ci si daca appuntamento, da sempre, all'Aquila. Ogni comitiva, ogni gruppo, aveva la sua colonna.La Colonna.  Una colonna dei portici, in centro, Quella dove sapeva che, in ogni ora del giorno, avrebbe incontrato qualcuno per scambiare quattro chiacchiere, per organizzare la serata, Ora le colonne son ingabbiate esotto i portici non si passa. Si va, per chi conosce la città, dalla Villa Comunale a Porta Leone, fuori dai portici. Le voci, lungo il Corso, risuonano nel vuoto. Si incontrano poche persone, ci si saluta anche se non ci si conosce, come in montagna. Si salutano i Vigili del fuoco (che Dio li strabenedica) e i militari che presidiano gli imbocchi dei vicoli. Vado in centro ogni volta che posso. Prima andavo poco, troppo traffico, troppa confusione, difficile parcheggiare. Ora si può ma il centro non c'è più. Mi faccio raccontare dai Vigili che incontro quello che hanno visto. Son qui dal sei aprile, conoscono ormai la città, sanno tutto. Stasera in Piazza Duomo c'erano i Vigili di Gorizia. Si sono innamorati anche loro di questa città straziata, ne parlano con affetto e annirazione. Come noi parliamo di loro, dei nostri Angeli della polvere. Quelli che più di tutti ci ssono stati vicini. Quelli che han raccolto morti e feiti, quelli che hanno asciugato le lacrime. Quelli che ci hanno porto il casco e in silenzio, rispettosi e dolenti, ci hanno accompagnato nelle nostre case. Quelli che hanno assisyiyo allo strazio, al dolore. Quelli che hanno capito, pazienti e discreti. Quelli che, con arte, perizia, attenzione, hanno puntellato muri antichi e nuovi. Quelli che han messo in sicurezza i portali di chiese e palazzi, creando vere opere d'arte. Qui vicino c' una chiesetta di campagna, il puntellamento del piccolo portale è una meraviglia. Quei di Trento senza titoli. Firmano così, con modestia e attenzione. Li ringrazio ogni volta che posso, stringo le loro mani stanche, li riconosco da lontano, le magliette color vino e i calzoni verdi. Che Dio vi benedica sempre, ragazzi. Rispettiamo solo i pompieri, abbiamo scanfito in tante manifestazioni. Rispetto, affetto e un'immensa gratitudine. Per sempre. Se ne conoscete uno, diteglielo, quanto bene gli vogliono gli Aquilani.


10 commenti:

  1. Sono loro che ci fanno andare avanti! sono loro che ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani!

    E' la gente operosa non i politici che fanno l'Italia.

    Tieni duro! un abbraccio Renata ♥

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  2. da piccola ero come Grisù ... voglio fare il pompiere !!!


    Coraggio e pazienza (tanta)

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  3. Mio padre,senza un'ideologia precisa ,odiava le armi e durante la seconda guerra mondiale riuscì a spacciarsi per cuoco,poi velocemente imparò il mestiere..ma anche prima,per non prendere il fucile in mano,come servizio militare, aveva fatto il pompiere per alcuni anni..Posso esserne fiero,allora..

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  4. Diversi miei concittadini che fanno questo mestiere e che conosco pure come donatori di sangue sono venuti lì da te. Chissà se ne hai incrociato qualcuno. Un abbraccio fortissimo. Cla'

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  5. mi unisco alla gratitudine ...

    mestieraccio, salvifico, pericoloso ed emozionante, ovviamente retribuito meno del dovuto.

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  6. Lo Stato ingrato (o il governo?) li sta trattando come degli straccioni! Per loro i soldi degli straordinari (e che straordinari!!!) non ci sono! Li hanno finiti..........................


    Elenamara, ma i gatti della scuola?

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  7. Ma ka gente acclama berlusconi... redcats

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  8. Si spendono in silenzio, non vanno a Porta a Porta, vanno porta per porta.

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  9. credo che piacciano atutti! baci

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  10. la vanga e non il fucile han tra le mani...

    e sudano stanchi fra le macerie, senza "sorvolare" su nulla,

    portano essi il rispetto della loro fatica spesa.

    Stefanover.

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