poveracci
Esiste
un tipo di invidia, di avversione (che non mi limito a definire
antipatia) che vigila da anni, da decenni, affinchè non si ottengano
amicizia, affetto, stima (anche solo un saluto, un sorriso) da un
determinato gruppo di persone. Il sentimento di chi è vittima di tale
silente accordo di esclusione, va, con il passar del tempo, dal dolore,
alla rabbia, alla pena.Pena, sì, che dopo quarant'anni ancora vi accanite o vi illudetedi farlo. Pena, sì, che vi credete tanto grandiosi ma siete solo dei tromboni che trombano poco. Pena. Chè siete dei poveracci. Ce l'ho pure con te e con tua sorella. Prima leggevi, ritrovarmi non è difficile.
Poveracci davvero.
RispondiEliminaPoveracci, sì. Mi fanno davvero pena.
EliminaGente misera, non degna neppure delle poche righe che hai sprecato.
RispondiEliminaPyperita, ho scritto perchè voglio che sappiano che ho capito le loro neanche tanto oscure manovre. Mi dispiace perchè stavolta ci han messo di mezzo una persona per la quale nutrivo stima e affetto. Peccato. per lui. Continuo ad apprezzarlo come artista. L'affetto, quello, lo risparmio.
EliminaChe meccanismo perverso! redcats
RispondiElimina