C'era una volta una città. Fredda ma molto bella. In questa città vivevano dei cani. Diciamo pure che erano dei randagi ma vivevano lì tranquilli, curati e accuditi d volontari, amati da tutti, Erano cani di quartiere. In quella città una notte di tre anni fa fece una forte scossa. Fuggirono tutti, tranne i cani. I volontari pensvano a loro, aiutati dai vigli del fuoco. Nei mesi a seguire alcune persone tornarono ad abitare nei pressi della Fontana Luminosa, dove i cani si incontravano. E successe il finimondo. Pincopallo, soprattutto. Anzi, in realtà solo lui. Un signorotto colto e arisotocratico che camminava sempre con il naso in aria per non sentire la puzza emanata dai suoi piedi. Come fa a camminare senza vedere dove mette i piedi? Si chiedevano in molti. Lui sa come muoversi! Rispondevano i ben informati. Non voglio 'sti cani, sbraitava Pincopallo presso le autorità, il sindaco li deve togliere, sono poco decorosi, E poi abbaiano! E non voglio più vedere neppure il paninaro che vende la porchetta nel furgone e neanche quei vecchi che giocano a carte sotto la pensilina della fermata del bus. Tutti via, sciò sciò. E allora iniziarono incontri, colloqui e preci alla ricerca di una soluzione. Le cucce dei cani furono spostate più all'interno del parco del Castello ma i cani amavano stare dove c'era gente e spesso si mescolavano ai passanti e, di notte, ai ragazzi che frequentavano un'enoteca lì vicino. L'unica riaperta in centro. Sembrava comunque che tutto si fosse calmato ma un brutto giorno uno dei cani sparì. Prosperino. Uno dei più buoni e più tranquilli, sempre vicino alla sua Key, compagni inseparabili da dieci anni. Gli altri cani erano spaventati. Key,nella sua cuccia, non alzava la testa e non mangiava. Dov'è Prosperino? Dov'é, chi l'ha preso? Lo aveva preso l'accalappiacani. Un perfido accalappiacani conosciuto per la sua crudeltà, che già in passato era stato processato per aver ucciso dei cani che avrebbe dovuto salvare. Chi scrive già vi aveva raccontato la dolorosa storia di Sebastiano, ricordate? Pincopallo era tornato all'attacco, aveva sbraitato, minacciato, battutto i pugni sul tavolo dell'assessore al randagismo. E il povero cane era stato sacrificato alla sua pre/potenza. La città si moblitò. Un passaparola scatenò la rivolta. Il sindaco fu subissato di lettere di protesta. I giornali ne parlavano. Perfino la televisione ne parlò. I volontari si riunirono fuori dal canile per decidere cosa fare. Volantini furono distribuiti ovunque. L'accalappiacani, per difendersi diceva me l'ha detto il comune di prenderlo, Prosperino è un cane perisoloso! Il sindaco strillava ha deciso l'accalapppiacani di doverlo fare, pare che si tratti di una cane feroce. A chi chiedeva al sindaco di adottare il cane e di lasciarlo libero lui rispondeva solo adottalo tu adottalo tu! E intanto la protesta continuava... Una notte, all'improivviso, Prosperino fu liberato. Al mattino fu rivisto con la sua Key che lo sbaciucchiava tutto. Era un po' abbattuto ma felice e la sua Key non finiva mai di coccolarselo. Cosa era successo? Non si seppe. O forse sì. L'accalappiacani accusò gli animalisti di averlo liberato con un blitz ma essi negarono mai di averlo fatto. E non l'avevano fatto!! Il cane era libero ma ancora a rischio. E allora tutti i suoi amici decisero di diffondere la sua storia e di chiederne la diffusione ai loro amici. La mobilitazione non era finita. Pincopallo poteva tornare all'attacco e l'accalappiacani era sempre lì. pronto alla cattura...
Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
mercoledì 14 marzo 2012
Prosperino
C'era una volta una città. Fredda ma molto bella. In questa città vivevano dei cani. Diciamo pure che erano dei randagi ma vivevano lì tranquilli, curati e accuditi d volontari, amati da tutti, Erano cani di quartiere. In quella città una notte di tre anni fa fece una forte scossa. Fuggirono tutti, tranne i cani. I volontari pensvano a loro, aiutati dai vigli del fuoco. Nei mesi a seguire alcune persone tornarono ad abitare nei pressi della Fontana Luminosa, dove i cani si incontravano. E successe il finimondo. Pincopallo, soprattutto. Anzi, in realtà solo lui. Un signorotto colto e arisotocratico che camminava sempre con il naso in aria per non sentire la puzza emanata dai suoi piedi. Come fa a camminare senza vedere dove mette i piedi? Si chiedevano in molti. Lui sa come muoversi! Rispondevano i ben informati. Non voglio 'sti cani, sbraitava Pincopallo presso le autorità, il sindaco li deve togliere, sono poco decorosi, E poi abbaiano! E non voglio più vedere neppure il paninaro che vende la porchetta nel furgone e neanche quei vecchi che giocano a carte sotto la pensilina della fermata del bus. Tutti via, sciò sciò. E allora iniziarono incontri, colloqui e preci alla ricerca di una soluzione. Le cucce dei cani furono spostate più all'interno del parco del Castello ma i cani amavano stare dove c'era gente e spesso si mescolavano ai passanti e, di notte, ai ragazzi che frequentavano un'enoteca lì vicino. L'unica riaperta in centro. Sembrava comunque che tutto si fosse calmato ma un brutto giorno uno dei cani sparì. Prosperino. Uno dei più buoni e più tranquilli, sempre vicino alla sua Key, compagni inseparabili da dieci anni. Gli altri cani erano spaventati. Key,nella sua cuccia, non alzava la testa e non mangiava. Dov'è Prosperino? Dov'é, chi l'ha preso? Lo aveva preso l'accalappiacani. Un perfido accalappiacani conosciuto per la sua crudeltà, che già in passato era stato processato per aver ucciso dei cani che avrebbe dovuto salvare. Chi scrive già vi aveva raccontato la dolorosa storia di Sebastiano, ricordate? Pincopallo era tornato all'attacco, aveva sbraitato, minacciato, battutto i pugni sul tavolo dell'assessore al randagismo. E il povero cane era stato sacrificato alla sua pre/potenza. La città si moblitò. Un passaparola scatenò la rivolta. Il sindaco fu subissato di lettere di protesta. I giornali ne parlavano. Perfino la televisione ne parlò. I volontari si riunirono fuori dal canile per decidere cosa fare. Volantini furono distribuiti ovunque. L'accalappiacani, per difendersi diceva me l'ha detto il comune di prenderlo, Prosperino è un cane perisoloso! Il sindaco strillava ha deciso l'accalapppiacani di doverlo fare, pare che si tratti di una cane feroce. A chi chiedeva al sindaco di adottare il cane e di lasciarlo libero lui rispondeva solo adottalo tu adottalo tu! E intanto la protesta continuava... Una notte, all'improivviso, Prosperino fu liberato. Al mattino fu rivisto con la sua Key che lo sbaciucchiava tutto. Era un po' abbattuto ma felice e la sua Key non finiva mai di coccolarselo. Cosa era successo? Non si seppe. O forse sì. L'accalappiacani accusò gli animalisti di averlo liberato con un blitz ma essi negarono mai di averlo fatto. E non l'avevano fatto!! Il cane era libero ma ancora a rischio. E allora tutti i suoi amici decisero di diffondere la sua storia e di chiederne la diffusione ai loro amici. La mobilitazione non era finita. Pincopallo poteva tornare all'attacco e l'accalappiacani era sempre lì. pronto alla cattura...
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E che nessuno dica che questa città è una città finita: questa gente ha cuore, palle e molto da insegnare.
RispondiEliminaI nostri cani hanno molto da insegnarci. Fedeli, buoni, affettuosi, sono il nostri vanto. Guai a chi li tocca!!
EliminaGiusto! :)
EliminaCerto che mandare via i cani deve essere proprio una priorità in una città come L'Aquila...
RispondiEliminaSono cani di quartiere, riconosciuti dal regolamento comunale. Chippati, vaccinati, sterilizzati, Curati e nutriti dai volontari a proprie spese. Andremo fino in fondo, non ci fermeremo.
RispondiEliminaChe tenerezza la relazione fra i due cani! redcats
RispondiEliminaProsperino comparve in giro che aveva circa quattro mesi. Key lo adottò, sono inseparabili da anni. Sempre insieme...
EliminaQuoto Pyperita, e aggiungo: sei grande Elena, tu e tutti i volontari che si sono presi a cuore i cani.
RispondiEliminaIo faccio poco. Ci sono volontari più attivi di me, per fortuna. :-)
EliminaBravi, auguri!!!! un abbraccio !
RispondiEliminaGrazie Renata! Un abbraccio a te.
Elimina1) ho pianto
RispondiElimina2) sono bellissimi
3) meno male che ci sono angeli come voi...
non perdeteli di vista... così fortunati ad avere il vostro amore malgrado il trauma che hanno subito
nessuno li può adottare?
Sì, sono bellissimi. Io faccio molto poco, ci soon volontari che si danno davvero tanto da fare. Non li perdiamo di vista, c'è sempre qualcuno che sorveglia, a cominciare dal paninaro e dai vecchietti che giocano a carte sotto la pensilina. E ogni ora qualcuno di noi passa econtrolla che siano da quelle parti. Purtroppo sono sempre in pericolo. Ora lì nel parco del Castello hanno apeto pure il cantiere per l'Auditorium di Renzo Piano (uno scempio!) ed è un viavai di camion. Ma sono comunque controllati ed accuditi. Un'adozione, magari. Ma non è facile, ci vorrebbe chi li prendesse entrambi, con amore e dedizione e tanto spazio a disposizione. Sono due cani abituati a vivere liberi, all'aria aperta. Stiamo tentando e speriamo ma intanto dobbiamo proteggerli dove sono ed evitare che, a distanza di tempo, il vet-macellaio torni alla carica. Grazie, sei una persona specialissima.
EliminaGLI ANIMALI SONO GLI UNICI INNOCENTI !!!
RispondiEliminaStafano, sono completamente d'accordo con te!
Eliminaanzi: che VE possino!! :)
RispondiEliminabrava, bravi! questi due pelosi poi sono tenerissimi
abbraccione