lunedì 8 novembre 2010

luce



L'ora solare mi frega. Esco troppo presto, al mattino, e non ho voglia di arrivare in anticipo  a scuola. Ogni tanto salgo a casa di mia madre. Mia madre è morta tre anni fa. La sua casa verrà abbattuta. Non dovrei entrarci, lo so. Giorni fa uscivo e un operaio sul marciapede si è tolto il caschetto e si è grattato la testa. Signo', se proprio ta entra' dimmelo prima. Se fa 'na botta, te vengo a recaccia'. Casa di mia madre è come quando c'era lei. Calcinacci e mobili rovesciati a parte. E' cambiato l'odore. Profumava, ora puzza. Di muffa e di rovina. Però ci sono le sue cose. Salgo sul letto per raggiungere il comò. I mobili si sono spostati tutti. Apro i cassetti e trovo le sue cose. I rosari, le sciarpe, i guanti. C'è, tra quelle cose, ancora il suo odore. Apro a fatica l'armadio e affondo il viso nei suoi vestiti. Li accarezzo, chiudo l'anta con cura. In soggiorno la sua poltrona verde, il cuscino giallo a fiori, la panchetta  di legno dove appoggiava i piedi. Sul tavolo accanto ci sono il telecomando e un libretto di preghiere. Su una sedia l'elenco del telefono. Chi lo sfogliò l'ultima volta? Perchè?
In sala le foto di mio padre e dei nipoti. Il centro sul tavolo coperto di polvere.
Dovrei portare via qualcosa ma non ci riesco. Ho ancora bisogno che tutto sia lì. Ha un senso andare. Salire le scale camminando sui calcinacci, evitando i pezzi di muri sui gradini. Ha un senso infilare la chiave nella toppa. Entrare e, dall'ingresso, vedere la luce che viene dalla sua camera, in fondo. Capivo, allora, che era sveglia. Ma'!, chiamavo. L'ho fatto pure stamattina. E poi ho respirato a pieni polmoni l'odore del disfacimento. Per ricordarmi che il masochismo è una perversione.



Ma non era masochismo. Era la luce.




16 commenti:

  1. Porta via di qualcosa che ti è particolarmente caro, prima che magari tutto venga dato via, se la casa sarà abbattuta. Che tristezza, comunque.

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  2. "Era luce": bellissimo!  Redcats

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  3. porterai via qualcosa quando sentirai che è tempo.e non è masochsmo andare nella tua casa. è  ritornare

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  4. non so, cara ... forse il desiderio di non perdere la memoria che si fa tattile ci procura dolore che sappiamo di procurarci.
    ma non ne possiamo fare a meno.
    al dolore reagisco diversamente: io abbandono, dò via ... dopo una settimana che era morto mio padre, in casa non c'erano più i suoi oggetti, le sue cose private (sai, dopobarba, abiti ...).
    ricordo mio padre ogni giorno con una nostalgia disperata, perché al di là del tempo.
    è perso.
    non ho bisogno delle sue cose per ricordarmi questa perdita, anzi mi darebbero la dimensione della fisicità in disfacimento, la sua, la mia, quella delle cose, su cui sorvolerei volentieri.
    il guaio di essere atee.

    il che, ovviamente, non vuol dire "fai come me, ché si sta bene"

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  5. Ti capisco.
    Anche io lo faccio spesso. Apro l'armadio di mia mamma per sentire ancora il suo odore. Aspiro il suo profumo e per un attimo dimentico che lei non c'è più. Vorrei tanto che potesse tornare...

    Vorrei tanto sentire ancora la sua voce o accarezzare le tue mani.

    Ho pianto quando ho letto il tuo post.

    Ti capisco e non credo sia masochismo, ma bisogno di vivere i ricordi e i sentimenti.

    Forse però dovresti portare via qualcosa prima che sia troppo tardi.

    Un abbraccio, Elisa

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  6. straordinario questo pezzo. Davvero. Lo rileggerò altre volte.

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  7. Ringrazio tutti. Volevo dire a Dromo che la foto è casuale. Ho fotografato le lesioni con il cellulare e ho preso l'abat-jour per "contestualizzare" le lesioni stesse, senza pensarci troppo. La luce rosa è quella delle sette e mezza, l'ora in cui andavo da mia madre, prima di entrare a scuola. Vabbè.
    Ho preso alcune cose, non molte. Ho poco spazio, qui. I miei libri, ad esempio, sono negli scatoloni in garage. E così alcuni mobili, alcuni quadri e i lampadari. Non ho voglia di veder dondolare i lampadari.
    Dovrò vuotare presto casa di mia madre. Lì, in quella casa, nonostante tutto, riesco ancoraa sentire il suo profumo. Negli scatoloni questo odore si perderà.
    Tante cose andranno buttate via. Per primo il mio vestito da sp.... Il vestito che indossavo quando mi sono sposata.
    Mia madre cuciva. Finchè ce l'ha fatta ha cucito di tutto. Tende, tovaglie, cuscini, copriletti. Perfino le foderine a quadretti dei vocabolari. Il sacchetto del pane  e le buste per i tovaglioli, con le iniziali ricamate.
    Sarà difficile entrare con i vigili e decidere cosa come dove.
    Sarà tremendo. Non ci voglio pensare.

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  8. vero, non è masochismo.
    non del tutto almeno.

    è tenerezza. (un bel pò tenerezza)

    un abbraccio.

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  9. Ma pssi ancora da moltitudini te??????

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  10. @Lukino. E certo. Epure spesso.

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  11. bella , tenera e commovente la pagina "in memoria", stampala e serbala assieme ad alcune cose molto personali di tua madre,per  il resto non buttar via nulla, a qualcuno sarà di qualche utilità, si riscalderà chi ha freddo, si calzerà chi è scalzo, il tuo vestito da sposa donalo ad una sposa, consegna il tutto  a chi raccoglie indumenti e biancheria, ci penseranno loro . Se il mobilio è di pregio, cerca un antiquario, anche se ti darà poco, quel poco investilo subito in soccorso di chi sta male. Qualche famiglia potrà trascorrere un Natale meno povero e pregherà per l'anima di tua madre.nicd
    Per il raduno di solidarietà con l'Aquila, non ci potrò venire di persona, mi unirò a voi da casa e spero che qualcosa di buono ne venga.
    Un abbraccio
    nonna nedda
    Tu hai scritto che la tua mamma cuciva, se hai filati scampoli di tessuto, trine, anelli da tenda, colla rotte, bottoni ecc. se non ti scomoda fare un pacchetto mandameli, mi serviranno per eseguire un quadro -collage e forse una bambola per TE:
    Il pc non va, domani spero torni il tecnico.

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  12. Ciao!
    Come ti capisco cara.
    Ho il pc che rumoreggiando mi fa postare ogni tanto.
    Affondo anche io il viso sulle cose di papà....
    Comincia ora il dolore per me.

    Posso dirti di stare attenta?

    Un abbraccio

    ps: ancora inmezzo agli scatoloni, ancora no lavoro, ancora con percy che mangia come 10 lupi e mi sveglia emi graffia ed è tutto pieno di peli ma io sono felice con lui.
    E quando mi viene il pianto lo abbraccio con amore.
    Ieri  sentivo mio papà
    così intensamente che l'ho chiamato...
    mi è venuto in mente
    quando c'erano pochi soldi e la mamà comprava il formaggio per lui che lavorava e noi figlie gli stavamo intorno e lui cidava un pezzetto del suo formaggio con un amore......bello e maldestro.
    Anche con le patate nella cenere.
    Lui:pum ci sbatteva un pugno e poi in unpiattino metteva aglio olio e aceto (che non mi piace) ma stavo lì a vedere sto rito...e chiudevo gli occhi per mangiarla.
    Ciao un abbraccio, va

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  13. e mi hai commossa.
    non ti arrabbià
    che avrai capito che son così...dai

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  14. NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire2 agosto 2011 alle ore 07:54

    ...Elena Maria...grazie per avermi 'regalato' questo post...

    vorrei dire tante cose, ma è meglio il silenzio, mentre mi rendo conto di alcune importantissime cose...

    Sei coraggiosa e dolcissima, e molto di più.
    Ciao...

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