Da ilcentro.it leggiamo che la sospensione dei tributi ci sarà fino a settembre 2010, ma riguarderà solo i lavoratori autonomi ed escluderà cassintegrati, dipendenti e pensionati, e la maggior parte delle aziende. Nessuno sconto, nessuna concessione.
Potremmo dire che avevamo visto giusto, nel commentare le prime informazioni fornite da Bertolaso in conferenza stampa. Ma non è così, è molto peggio di quanto avessimo intuito. Non è un tradimento. E’ uno schiaffo reale ad una città ed un popolo già a terra, che la coppia B2 non ha alcun interesse a far rialzare. Umiliati, nel senso più dispregiativo della parola. Quanto sta per decidere il parlamento è la massima offesa ad una cittadinanza che in questi mesi ha già sopportato molto di più di quanto avrebbe dovuto.
Il probabile risultato di una condizione di servilismo e fiducia mal riposta, delle istituzioni locali e tanti cittadini. Cialente Pezzopane e Chiodi, se avessero ancora un minimo di orgoglio, si dimetterebbero immediatamente, insieme a tutte le rispettive giunte. Nessun atto simbolico, dimissioni da presentare a Napolitano, da ritirare soltanto se il governo garantirà per iscritto gli stessi diritti di altri terremotati vicini, nel tempo e geograficamente.
Anche se si avvicina il Natale, a L’Aquila c’è poco da perdonare e molto da protestare. Il caso L’Aquila deve essere riportato all’attenzione nazionale, dal capo dello stato agli italiani tutti, che nell’informazione controllata che ricevono hanno tutt’altra idea di come e dove si viva oggi in città, e della ricostruzione della stessa.
Un provvedimento che non deve passare in parlamento. Gli aquilani, per una volta, dovrebbero essere uniti in questa richiesta, perché persa questa battaglia di semplice “equità”, le prossime non varrà nemmeno la pena provarci.
da
http://www.6aprile2009.it/?p=7161
FELICISSIMI DI RILEGGERTI!
RispondiEliminaTi pensiamo spessissimo e ogni volta che sentiamo osannare la grande impresa di Bertolaso e Governo ci verrebbe voglia di sentire il tuo controcanto sapendo che rappresenta la realtà e il cuore. Siamo a pochi giorni dalla fine di questo anno sciagurato. Speriamo che inizi l'anno del Gatto, ci fidiamo molto di più...
Un caldo e peloso abbraccio da
Esserino, Balena mamma Holly, babbo Dante, Dani, Bobby e tutti i briachi del bar Nado
Io ho vissuto l'alluvione del 1994 e c'è solo da fare una cosa, rimboccarsi le maniche, non aspettarsi niente da nessuno e rimettersi in piedi con sacrificio e coraggio.
RispondiEliminaAnche secondo me, terremotato del 72 ad Ancona, non ci si può aspettare niente di buono da governanti ed affini. Ma protestare si può e si deve. Ti penso più spesso di quanto non scriiva da queste parti. Un abbraccio da una gelata Spiaggai di Velluto. Ciao!
RispondiEliminaQuello che scrivi non mi meraviglia ma non per questo mi indigna di meno, nel mio piccolo cerco stampo e diffondo tutte le notizie non "abbellite" della vostra realtà.
RispondiEliminaNonostante tutto auguro a te e a tutti gli Aquilani un Natale sereno.
Con affetto Piera.
ps. sono migliorati i tuoi occhi??
capisco che si possa non capire. Normale, comprensibile. Il terremoto che ha distrutto la mia città è paragonabile soltanto a quello che, nel 1755, distrusse Lisbona. Vedere per credere. Posso ospitare, accompagnare, guidare, presentare. Raccontare. L'Aquila non esiste più. Il nostro centro storico non era formato da tre piazze, quattro vicoli e tre chiese. E non c'è più. Giorni fa sono andata da sola in centro e ho girato dove non avrei dovuto. C'erano dei cantieri aperti e mi sono infilata. Un massacro. Non esiste più neppure la periferia, non esiste un cazzo dii niente. Si son perse case, uffici, scuole, chiese. Tutto, cazzo, tutto. Credo che si possa capire cosa significa tutto. O no? I negozi non ci sono, sono crollati. Quasi tutti. Aperto solo qualcosa in periferia. E nei centri commerciali. Ci sono tanti, tantissimi disoccupati e cassintegrati che dovranno pagare le tasse. Abbiamo voglia di rimboccarci le maniche ma vorremmo sapere, però, dove mettere le mani.
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